venerdì 24 dicembre 2021

Giais - Casera Palussa - Casera Britol - Troi dal Vuolth

24/12/2021

10Km  - Sentieri 50% - Sterrato 50%; condizione fisica: medio impegnativo; Difficoltà tecnica: medio impegnativo; Dislivello 700 m
Breve giro cicloalpinistico con salita sterrata su ghiaione, sentiero quasi tutto a spinta e portage fino a Casera Palussa, parziale pedalata fino a oltre casera Britol lungo il Troi dal Vuolth e discesa sullo stesso sentiero prima innevato e poi ghiaioso e un po'scassato ma piuttosto veloce fino a Giais.

lunedì 20 dicembre 2021

Kozina - Monte Slavnik

20/12/2021
25Km  - Sentieri 50% - Sterrato 50%; condizione fisica: medio impegnativo; Difficoltà tecnica: medio impegnativo; Dislivello 800 m
Percorso carsico tra Cross Country e Enduro con salita sterrata fino alla cima del Monte Slavnik e discesa su sentieri più o meno larghi e di varia difficoltà.
Si parte da Hrpelie (Kozina) park campo sportivo e si inizia subito a salire verso la cima, su sterrata con pendenza dolce immersi nel bosco fino ad un punto panoramico con un incrocio in cui si svolta a sx in ombra sul lato Nord-Est di nuovo nel bosco, per poi ritrovare i prati nei pressi della cima. Si raggiunge in breve il rifugio Tumova e la vicina cima da cui si gode uno splendido pamorama a 360°, dalle Alpi ai monti sloveni fino al mare e la costa croata. Si scende lungo il pendio e si percorre per poche centinaia di metri la carrareccia per poi imboccare un sentiero a dx con fondo roccioso ed erboso in saliscendi, che poco dopo si inoltra nel bosco, poi alterna radure e cespugli, con fondo piuttosto scorrevole. Si attraversa le strada della salita e si scende su sentiero più impegnativo e ripido, con tratti rocciosi e gradoni, tra gli alberi radi. Si attraversano i binari due volte e si risale su ripida ma breve carrareccia nel bosco fino al rifugio Lovski dom pod Glavico, oltre il quale si attraversa la carrareccia e si scende su largo sentiero con fondo erboso e in terra con tratti in saliscendi che portano con alcuni attraversamenti alla carrareccia che riporta a Hrpelie.

giovedì 16 dicembre 2021

Gabrovizza - Sgonico - Monte Lanaro - CAI3 - Carso XC e Enduro

11/12/2021
25Km  - Asfalto 10% - Sentieri 40% - Sterrato 50%; condizione fisica: medio impegnativo; Difficoltà tecnica: medio impegnativo; Dislivello 640 m
Percorso carsico tra Cross Country e Enduro su sentieri e carrarecce, tra rampe ripide e discese sconnesse.
Si parte da Gabrovizza e si pedala subito su asfaltata stretta contrassegnata CAI34, che diventa subito sterrata compatta e dopo circa 1km si imbocca un sentiero con fondo compatto a sx, per arrivare in breve a Sgonico e all'asfalto, a dx in piazza e si sale, piccolo tratto sul sentiero Gemina e poi si sale con alcune rampe ripide a sx su sentiero CAI. Tratti ripidi tra carrarecce e sentieri, alcuni saliscendi e ultimo tratto su sterrata ripida per raggiungere la cima del Monte Lanaro. Pausa per il panorama a 360° e si scende, con un primo tratto quasi in piano con rocce troppo pronunciate per pedalare, poi si percorre il sentiero sconnesso e piacevole fino alla carrareccia in SLO che permette di aggirare il monte e risalire a Nord in continuo dolce saliscendi, fino a quando la si abbandona per una più stretta a sx che diventa sentiero e il saliscendi si fa più intenso, per poi finire in un'altra sterrata in ghiaia in saliscendi, da lasciare per un breve ma intenso sentiero (quasi invisibile) a sx che sale su un'altura e scende subito su carrareccia che dolcemente porta a Coloruzza, breve asfalto da abbandonare per una sterrata che porta a un breve tratto di alcuni metri su provinciale su asfalto, subito a sx su sentiero in discesa divertente e scorrevole seguito da un lungo tratto in saliscendi, attraversamento dei binari e ultimo tratto fino a chiudere l'anello.

lunedì 6 dicembre 2021

Meduno - Forchia di Meduno - Monte Cereis - Borgo del Bianco - Borgo Cilia

04/12/2021
21Km  - Asfalto 30% - Sentieri 40% - Sterrato 30%; condizione fisica: medio impegnativo; Difficoltà tecnica: medio impegnativo; Dislivello 860 m
Percorso con salita su asfalto e sterrato fino nei pressi della cima, ultimo tratto su sentiero in buona parte ciclabile, discesa su sentiero fino a Borgo del Bianco, risalita su sentiero fino in Forchia Meduno e discesa su sentiero da Borgo Cilia.
Si parte da Meduno, si sale su asfalto fino in forcella di Meduno per poi imboccare la carrareccia in piano e poi in salita a sx, con pendenza media, pedalabile anche sulla neve compatta. Dopo una piccola pausa a Stalla Dal Bianco e dopo circa 1km si sale su un sentiero erboso, accanto al quale è indicato un sentiero tra le rocce che, quasi tutto pedalabile, porta a Monte Cereis, dopo un breve saliscendi tra alberi e rocce, per aprirsi sulla cima dalla quale sui gode di un notevole panorama che si apre fino al mare. Si ripercorre il sentiero fino alla carrareccia e si continua a scendere tra curve strette e veloci fino ad imboccare il sentiero in contropendenza e saliscendi, con fondo erboso e roccioso, tra alberi e cespugli, non del tutto pedalabile, con alcuni passaggi impegnativi, esposto a tratti. Ultimo tratto un po' più fluido e attraverso un prato si raggiunge Borgo del Bianco. Proprio sopra la piazzetta prosegue il sentiero in salita e saliscendi, con pendenze a tratti impegnativa, pedalabile solo con fatica e grandi soddisfazioni. Si sbuca alla Forchia di Meduno nuovamente e stavolta si scende a dx su asfalto percorso in salita all'andata fino al primo bivio per Borgo Cilia, si svolta a sx e si prosegue fino alla fine dell'asfalto, poi si pedala sull'erba sul sentiero alto e si scende per entrare nel bosco. Sentiero con fondo a tratti umido, in terra e sottobosco, roccioso verso la fine e con alcune radici, tratto in comune con la discesa Sud dal Monte Valinis, molto divertente e mediamente impegnativo.

domenica 21 novembre 2021

Cadunea - Piedim - Chiarzò - Malga Oltreviso - Cuel da Rinch - Sentiero Rio Derchia

21/11/2021
17Km  - Asfalto 30% - Sentieri 40% - Sterrato 30%; condizione fisica: medio impegnativo; Difficoltà tecnica:  impegnativo; Dislivello 800 m
Percorso esplorativo su sentieri poco frequentati e non molto puliti, salita su asfalto e rampe ripide in cemento, poi sterrato mosso fino alla Malga Oltreviso, discesa sulla stessa sterrata e poi deviazione su sentiero poco visibile fino a Rinch, poi su sentiero più pulito ma poco frequentato nel bosco e lungo il torrente con 4 guadi, poi in saliscendi fino al paese.
Si parte da Cadunea, si sale su asfalto verso Paularo, al primo ponte a dx verso Chiarzò, subito ripida e senza grandi respiri, prima asfaltata e poi cementata fino a Cuel da Rinch, poi si prosegue su sterrata in salita che, con pendenze a tratti inferiori, porta prima in sella e poi con qualche tornante ai ruderi di Malga Oltreviso. Ad oggi tutte le sterrate sono larghe e in parte battute, sostituendo i sentieri. Si scende sulla stessa fino al primo incrocio dopo 600m, a sx su sterrata che diventa sentiero, quasi invisibile, che corre in costa su erba sopra la sterrata della salita, abbastanza percorribile. Si torna alla sella ove si imbocca il sentiero che scende quasi invisible e corre in costa su erba e foglie, allargandosi a tratti, mai ripido o pericoloso. Si oltrepassa la sbarra e si prosegue su sentierino in erba di fronte fino a Rinch, si passa sul sentierino pavimentato in mezzo alle case e di giunge su prato con i primi cartelli Cadunea - Derchia che accompagnano per tutto l'ultimo trail. Si scende su erba, poi bosco a tratti esposto e tratti ripido fino al corso del torrente Derchia che, nonostante il fondo umido di sottobosco, è percorribile e ben segnalato. Seguono 4 guadi affrontabili con le giuste attenzioni, solo uno pedalabile. Si risale nel bosco in salita (alcuni tratti a spinta) per riguadagnare quota, seguito da saliscendi e, dopo una ancona votiva, inizia l'ultima discesa, ancora a tratti esposta e con pochi schianti di alberi, abbastanza pulito e ben segnalato. Si sbuca in paese a Cadunea su gradini.

sabato 20 novembre 2021

Kobarid - Sedlo - Monte Stol - Sentiero Baba-Kobarid

20/11/2021
36Km  - Asfalto 40% - Sentieri 20% - Sterrato 40%; condizione fisica: impegnativo; Difficoltà tecnica: impegnativo; Dislivello 1300 m
Percorso con lunga salita su asfalto e sterrato fino sotto la cima del Monte Stol, sentiero e sterrata in saliscendi in cresta e costa, sentiero di media difficoltà seguito da impegnativo sentiero ripido su rocce fisse e mobili e sottobosco fino in paese a Kobarid.
Si parte da un park a Kobarid e si imbocca la Bimobis prima asfaltata e poi sterrata in piano fino alla strada, alla rotonda si sale in direzione Stol su asfalto a media pendenza, a Sedlo diventa sterrata e continua a salire con molti tornanti, molto lunga e panoramica, fino al sentiero che porta in cima al Monte Stol. Si evita la salita e si svolta a dx su sentiero in erba che riporta alla sterrata che corre in cresta o poco sotto, veloce, con fondo sassoso un po'mosso e molto panoramica prima in discesa e poi in continuo saliscendi, ci si addentra nel bosco e si affronta un sentiero a tratti ripido con fondo sottobosco e qualche roccia, dopo la cima secondaria del Monte Baba si riguadagna la sterrata che si attraversa ed inizia la parte impegnativa. Un sentiero piuttosto ripido con fondo sottobosco e molte rocce, alcune mosse, altre fisse, nascoste spesso sotto le foglie secche, per aumentare la difficoltà, molti rami e a tratti pure radici. Lungo e senza respiri porta, in ambiente sempre boscoso, fino in paese a Kobarid.


Filmato percorso

sabato 13 novembre 2021

Moggio Udinese - Monte Cesariis - sent. Biancaneve - Moggessa di Qua - CAI418 - Moggessa di Là - Stavoli - CAI417

13/11/2021
Km 18 - Asfalto 20% - Sentieri 40% - Sterrato 40%; condizione fisica: impegnativo; Difficoltà tecnica: impegnativo; Dislivello 1100 m
Percorso cicloalpinistico con salita impegnativa fino poco oltre la terrazza panoramica vicino al monte Cesaris, si scende lungo il ripido sentiero Biancaneve nel bosco fino a Moggessa di Qua, si risale ripidi verso Moggessa di Là, si scende lungo il poco percorribile sentiero al torrente Glagno che si deve guadare, si risale in portage fino agli Stavoli e si percorre in saliscendi lungo il torrente il piacevole sentiero fino nei pressi di Campiolo, per chiudere l'anello su asfalto.
Si parte da Moggio Udinese, si sale in centro e si prosegue in salita fino alla prima a dx in sommità, si sale ancora su asfalto su strada ripida fino al primo tornante, dal quale si scende lungo un sentierino, si sale di nuovo e in prossimità di una casa si scende a sx ancora su sentiero, per riguadagnare l'asfalto e salire. al primo incrocio a dx e poco dopo la strada diventa sterrata ed inizia a stringersi (direzione Troi dai Borcs), aumentando la pendenza, con fondo piuttosto compatto e alcune radici da scavalcare, quasi tutta pedalabile a fatica, fino ad aggirare il Monte Cesariis e guadagnare la terrazza panoramica (Balcon dei Provezi) che si affaccia sulle due Moggessa e sulla valle del torrente Glagno. Si prosegue sul sentiero in salita che diventa saliscendi e dopo 400m si prende il sentiero (non più segnalato) che scende a sx, il famoso Biancaneve. Piuttosto ripido in mezzo al bosco, con fondo in terra e alcune radici affioranti, a tratti interrotto da rami e schianti, comunque divertente. Si scende fino a Moggessa di Qua, borgo montano splendidamente isolato in una valle selvaggia, si prosegue su sterrata stretta e ripida in salita verso Moggessa di Là e poi a fianco ad una casa si scende su sentiero con fondo erboso...
Filmato percorso

sabato 6 novembre 2021

Venzone - Val Venzonassa - Malga Confin - CAI726 - Forca Campidello - CAI703 - La Forcja - Resia - parziale anello Tigo-Povici

06/11/2021
Km 42 - Asfalto 40% - Sentieri 30% - Sterrato 30%; condizione fisica: impegnativo; Difficoltà tecnica: impegnativo; Dislivello 1700 m
Percorso cicloalpinistico con salita ripida lungo la Val Venzonassa e poi fino a malga Confin, portage fino a Forca Campidello, discesa su sentiero tecnico su rocce e nel bosco, risalita in portage fino a La Forcja e discesa tecnica nel bosco fino all'asfalto nei pressi di Lischiazze di Resia, parte dell'anello Tigo-Povici fino a Povici e chiusura dell'anello su asfalto.
Si parte da Venzone e si sale subito su asfalto e a tratti sterrato in Val Venzonassa, famosa per le pendenze importanti, all'incrocio con la sterrata per Malga Confin si segue a sx con rampe ancora più ripide cementate, ma sempre pedalabili, si raggiuge la malga e si prosegue dietro di essa sul sentiero di dx, per pochi metri in discesa, un lungo saliscendi nel rado bosco e poi in portage lungo un ripido sentiero su erba tra i pini mughi fino alla vicina Forca Campidello (+100m dsl) dalla quale si gode di due splendidi panorami sulle due valli. La discesa sul successivo sentiero è su fondo scavato nell'erba con rocce (impegnativo), poi nel bosco con una serie infinita di tornanti piuttosto stretti e con un paio di attraversamenti su corso d'acqua (oggi asciutto) di cui uno sul Rio Nero. Si giunge all'incrocio nel punto più basso tra il sentiero che scende a sx lungo il Rio Nero e la sua continuazione a dx (CAI703) che sale a La Forcja, circa 250m di dislivello piuttosto ripido su sentiero  a zigzag nel bosco verso la sella che separa la valle di Resia. In cima si prende la discesa nel bosco, con molti tornanti non troppo stretti e fondo un po'dissestato nascosto da un letto di foglie. Divertente e non troppo veloce inizialmente diventa sempre più flow verso la fine. Si sbuca sull'asfalto nei pressi di Lischiazze e si procede con un taglio su sentiero a sx dopo Gost e sul seguente (dopo il ponte) a sx fino al ponte di Tigo che si lascia a dx per continuare sul sentiero lungo il torrente Resia in veloce saliscendi, divertentissimo percorso XC. Termina a Povici di Sopra, da cui si prosegue su asfalto per prendere la ciclabile che scende a Resiutta e chiudere l'anello su asfalto o parziale ciclabile fino a Venzone.

sabato 30 ottobre 2021

Ičići - Učka - Vojak downhill - Lovran trail

30/10/2021
Km 33 - Asfalto 50% - Sentieri 40% - Sterrato 10%; condizione fisica: medio impegnativo; Difficoltà tecnica: impegnativo; Dislivello 1400 m
Percorso con 19km di salita comoda su asfalto fino alla cima del Vojak e due sentieri in discesa molto impegnativi su fondo roccioso intervallati da un tratto di sterrata.
Si parte da Ičići sul mare e si sale subito in direzione Parco dell'Učka, su asfalto largo di media pendenza e abbastanza trafficato, una deviazione a Sveti Petar su asfalto secondario per evitare la principale che si riprende poco più avanti, fino al parcheggio di Poklon, ove si imbocca la sterrata a sx un po' più ripida nel bosco per un altro taglio. Si riprende l'asfalto principale e si giunge alla cima del Monte Vojak, con osservatorio astronomico e antenna bianco-rossa visibile fin dalla costa. Spettacolare panorama verso il mare con Cres e Krk e sull'altro versante rivolti verso l'affascinante entroterra Istriano. Oltre una torre in pietra si porta a mano la bici (segnale di divieto) su un difficile sentiero in cresta fino allo scollinamento, da cui si può tentare di salire in sella per la discesa. Difficoltà tecnica molto alta con sentiero roccioso con pietre mosse nel prato, gradoni e zolle profonde. Breve ma intenso conduce ad una sella in cui si prende il sentiero in costa a dx in piano e poi saliscendi, non del tutto pedalabile e con ultima parte impegnativa in discesa fino a Mala Ucka, ove si imbocca una sterrata in saliscendi che si segue per circa 4km fino ad un sentiero a dx con cartello per Lovran. Immerso nel bosco, ha fondo roccioso insidioso con alcune rocce mobili su cui è necessario far correre la bici per evitare di piantarsi, alcuni cambi di direzione mai troppo stretti. La concentrazione deve essere mantenuta per 4km per uscire sull'asfalto. Da qui si segue la direzione del mare scendendo centinaia di gradini, in pietra e molto consumati in alto e sempre più regolari e risistemati via via che si scende. In breve si raggiunge il mare e l'ultimo tratto si percorre sull'asfalto con l'acqua a vista, visto che la spettacolare pedonale sul mare non è ciclabile.

domenica 24 ottobre 2021

Jesolo - Cavallino - Treporti - Punta Sabbioni - Ciclabile sospesa sulla laguna

24/10/2021
Km 70 - Asfalto e ciclabile 70%  - Sterrato 30%; condizione fisica: facile; Difficoltà tecnica: facile; Dislivello - m
Percorso turistico lungo la ciclabile da Jesolo a Punta Sabbioni, molto pubblicizzata negli ultimi mesi per il nuovo tratto a sbalzo sulla laguna.
La ciclabile a sbalzo ad oggi è completata solo per circa 2km, il resto è in costruzione e riguarda solo circa 1/3 del percorso.
I primi 10km sono comodi e sicuri su sterrata compatta vicino alla laguna in piena campagna, dopo il ponticello della locanda Alle Porte diventa uno stretto nastro di ciclabile dedicata accanto a Via Pordelio e poi per un tratto sul canale delle barche, per poi percorrere la nuova pista a sbalzo per circa 2km prima di sbucare sullo stretto e trafficato asfalto della via fino al ponte di Via delle Cape, per 6km circa. Al ponte si prende la variante verso la laguna, a dx in paese a Treporti e quindi a dx in via Saccagnana dopo il secondo ponte (indicazione percorso ciclabile) per ammirare il canale della laguna dal alto opposto. Alla fine della strada si rientra dalla stessa e all'unico incrocio si svolta a dx e si percorre una lunga e stretta asfaltata condivisa in direzione Lio Piccolo e il parco naturalistico, immersi in un ambiente suggestivo e piacevole, a parte le auto che a volte sfrecciano tra le bici e i pedoni. Si rientra dalla stessa strada e, dopo il ponte principale, si svolta a dx continuando lungo la costa verso il porto di Punta Sabbioni e il successivo faro, con il viale in pietra tra i frangiflutti, splendida punta della lingua di terra rubata al mare.
Al rientro si può percorrere lo stesso tragitto o prendere la ciclabile accanto alla strada principale finchè è possibile per poi ripercorrere gli ultimi 10km di sterrata. Totale circa 70km.

sabato 23 ottobre 2021

Vidali di Dogna - Sella Sompdogna - CAI609 - Ric.Battaglione Alpini Gemona - Val Dogna (Jof di Miezegnot) - Rif.Grego - CAI611 - Val Saisera - Valbruna

23/10/2021
Km 58 - Asfalto 40% - Sentieri 30% - Sterrato 30%; condizione fisica: impegnativo; Difficoltà tecnica: impegnativo; Dislivello 1800 m
Percorso cicloalpinistico che inizia con una lunga salita su asfalto fino a Sella Sompdogna, un ripido sentiero quasi tutto a spinta e portage (500mdsl) fino al Ric.Battaglione Alpini Gemona, che si ripercorre in discesa per poi, alla Sella, risalire a sx su leggero saliscendi che porta al Rif. Grego, seguito da sentiero in discesa su radici che taglia parte della sterrata della Val Saisera. L'anello si chiude su asfalto e ciclabile Alpe Adria in leggera discesa.
Si parte da Vidali di Dogna, si risale al paese e si imbocca la salita verso Sella Sompdogna, 1000m di dislivello a pendenza media con alcuni scorci panoramici fino a Sella Sompdogna, ove si sale a sx lungo il sentiero pedalabile che porta al ricovero e poi per la maggior parte a spinta e in portage conduce su roccia mobile e compatta a gradoni e a tratti su fondo in terra fino al Ricovero Battaglione Alpini Gemona, poco sotto lo Jof di Miezegnot. Salita ripida e piuttosto faticosa ma ripagata dal pamorama e dall'ambiente paradisiaco, tra i resti del villaggio di guerra. Un tavolo esterno e una bella terrazza permettono una pausa prima della discesa, sullo stesso percorso, quindi tecnico ed impegnativo, con alcuni tornanti su gradoni con rocce sporgenti. Non permette respiri fino al ricovero, dal quale si scende alla Sella Sompdogna in freeride sui prati, per poi risalire leggermente a sx su sterrata e poi in dolce saliscendi fino al Rif.Grego, dopo il quale si imbocca il CAI611 (impegnativo ma breve S2 tra rocce e fondo di sottobosco, con foglie che coprono radici umide) che scende tagliando la forestale fino alla Val Saisera, seguito dal percorso di sci di fondo e un tratto di asfalto prima di imboccare la ciclabile Alpe Adria per chiudere l'anello.

sabato 16 ottobre 2021

Forno di Zoldo - Passo Cibiana - Monte Rite - CAI478 - Monte Pera - CAI494 - Passo Cibiana - Enduro Trail

16/10/2021
Km 34 - Asfalto 40% - Sentieri 30% - Sterrato 30%; condizione fisica: impegnativo; Difficoltà tecnica: impegnativo; Dislivello 1800 m
Percorso super panoramico con salita da Forno di Zoldo su asfalto verso Passo Cibiana, su sterrato fino al Monte Rite, saliscendi su sentiero fino al Monte Pera e discesa fino alla strada nei pressi di Passo Cibiana, discesa su sentiero e tratti di sterrata fino a valle.
Si parte da un park nei pressi di Forno di Zoldo e si sale su asfalto di media pendenza fino al passo Cibiana quasi sempre all'ombra del bosco e poche aperture panoramiche sulla valle. Si sale sulla sterrata a sx che porta al Monte Rite, di pendenza simile e sempre pedalabile. Salendo, lo spettacolare panorama compensa la fatica ed in cima si può gustare a 360°, tra l'erba e alcune fortificazioni della Grande guerra. Si prosegue lungo il sentiero che scende in cresta passando sopra il Museo Messner e si scende su sentiero scavato e a tratti roccioso, tecnico e divertente, con alcuni tornanti, per poi entrare nel bosco e diventare molto scorrevole e con pochi cambi di direzione, potenzialmente molto veloce ma con fondo a volte insidioso. Si raggiunge la strada asfaltata nuovamente nei pressi del Passo Cibiana e stavolta si scende a dx oltrepassando la casera e proseguendo sulla sterrata per circa 1,5km e si imbocca un sentiero a dx su una curva che si inoltra nel bosco e in saliscendi si fa largo tra gli schianti. Ad oggi ci sono 6 o 7 schianti da superare ma i lavori di sgombro sono in corso. Molto divertente lo slalom con fondo morbido e si raggiunge la sterrata a poca distanza dalla strada. Si prosegue in salita a dx (Strada Casera Castelin) che inizia a pendenza media per poi aumentare fino al limite della pedalabilità su fondo sterrato e, salendo, sempre meno compatto. Si raggiunge la cima priva di panorama per gli alberi fitti ed alti e da qui si scende su sentiero nel bosco, con alcuni passaggi tecnici e curve ampie, sempre più fluido man mano che si scende. La traccia principale è stata modificata a causa dei numerosi schianti, per evitare i quali si raggiunge in anticipo una sterrata a poca distanza dall'abitato di Forno di Zoldo, ove si chiude l'anello. 

sabato 9 ottobre 2021

Sella Chianzutan - Colle dei Larici - Casera Val - Forcella Cormolina - CAI806

09/10/2021
Km 16 - Asfalto 5% - Sentieri 50% - Sterrato 45%; condizione fisica: impegnativo; Difficoltà tecnica: impegnativo; Dislivello 1000 m
Giro cicloalpinistico con salita su sterrato da Sella Chianzutan, sentiero non ciclabile dalla "sedia" in cresta fino al Colle dei Larici, discesa parzialmente ciclabile fino alla cava, sterrata fino a Casera Val e risalita con portage a Forcella Cormolina, discesa sullo stesso fino ad intersecare il CAI806 che con fondo impegnativo e tratti un po'esposti riporta a valle.
Si parte dal ristorante di Sella Chianzutan, si scende su asfalto per poco fino alla prima sterrata che sale a sx verso la cava di marmo, ad oggi quasi tutta risistemata. In parte nel bosco e in parte aperta sulla valle sale non particolarmente ripida fino alla famosa sedia affacciata sulla valle di Verzegnis. Da qui si imbocca il sentiero che sale verso Colle dei Larici, ripido e non pedalabile, un lungo saliscendi tra le cime in parte a spinta e soprattutto a spalla. Dalla cima si scende per meno di metà sulla bici e il resto a piedi a causa della condizione molto scavata e mossa del sentiero. Si raggiunge la sella con l'ingresso della cava di marmo, in cui si prende la prima a sx lungo i vecchi binari e attraverso una breve galleria buia fino alla vecchia teleferica della cava. Splendido punto di vista verso Sella Chianzutan. Si riprende la strada dell'andata fino all'incrocio in cui si segue al sterrata in discesa a sx, fino a Casera Val, ristrutturata da poco in un anfiteatro naturale magnifico, tra il Monte Verzegnis e il Lovinzola. Subito dietro si sale in breve su sentiero a spinta e portage fino a Forcella Cormolina, da cui si gode una notevole vista a 360 gradi. SI ridiscende sullo stesso sentiero, con fondo un po'scavato nell'erba e qualche roccia fino alla casera, poi si risale di fronte e si scende su traccia abbastanza ben visibile e fondo simile, di difficoltà crescente fino all'incrocio con il sentiero CAI806 che scende dalla sella della cava. Si procede a dx sullo stesso, con fondo sempre più mosso su terra e roccia e alcuni tratti un po'esposti, senza un attimo di respiro. Nell'ultimo tratto si entra nel bosco, ma la difficoltà rimane medio alta, fino alla carrareccia che scende verso Sella Chianzutan. Un paio di tagli veloci sui prati e si raggiunge la valle.

martedì 5 ottobre 2021

Sesto - Monte Elmo - CAI403 - Sella di Confine - Sella di Nemes - Passo Silvella - Rif. Coltrondo

25/09/2021
Km 30 - Sentieri 50% - Sterrato 50%; condizione fisica: medio impegnativo; Difficoltà tecnica: impegnativo; Dislivello 1000 m meccanizzato + 500 m
Giro cicloalpinistico con prima salita in cabinovia fino alla stazione del Monte Elmo, salita su sterrata e sentiero fino alla cima e continuazione in cresta e in costa fino a Passo Silvella, discesa su sentiero nel bosco fino ad una sterrata che, con numerosi tagli su sentieri, porta prima al Rif. Coltrondo e poi in fondovalle.
Si parte da Sesto, stazione cabinovia Elmo ed arrivati in quota si sale in sella fino al sentiero che sale sulla cima del Monte Elmo, parzialmente pedalabile se preso dalla sella, oppure totalmente a spalla se si sceglie quello precedente, dritto partendo da una curva a sx. Lungo tutta la salita ed in cima il panorama è fantastico ed in alto si apre anche sulla valle della Drava. Da questo punto in poi è un continuo saliscendi con rampe a volte violente su sterrato e sentieri, tra la cresta e la costa rivolta alternativamente su entrambe le valli. Si superano un paio di rifugi e si giunge a Sella di Confine, per proseguire in un contesto sempre super fino a Sella di Nemes. Si sale sul sentiero a sx (parzialmente pedalabile) per passare sotto il famoso masso a sbalzo e proseguire in cresta. Il fondo passa da erboso a roccioso compatto a roccioso molto mosso e instabile, con alcuni passaggi esposti. Ultimo tratto tra i pascoli per giungere a Passo Silvella, da cui si scende 200m su sterrata e al primo sentiero a sx segnalato si svolta, proseguendo su fondo scavato nell'erba e rocce insidiose affioranti. Si tratta di una traccia in continuo saliscendi per metà pedalabile fino ad una cimetta dalla quale si scende su una sterrata che si taglia più volte possibile sui sentieri ben visibili. Il fondo in terra e rocce con alcune radici affioranti è comune a tutti i tagli e a volte può essere insidioso. Breve sosta al Rif. Coltrondo e si scende ancora su sterrata riprendendo alcuni sentieri di taglio in direzione Sesto, con ultima parte su sterrata parallela all'asfalto e poi freeride su prato fino alla seconda stazione di cabinovia.


domenica 3 ottobre 2021

Capoliveri Legend Cup - Classic 50Km - Isola d'Elba

03/10/2021
Km 50 - Asfalto 20% - Sentieri 40% - Sterrato 40%; condizione fisica: impegnativo; Difficoltà tecnica: impegnativo; Dislivello 1470 m
Percorso gara nella versione breve (Classic 50km), tutto realizzato attorno al promontorio a sud di Capoliveri, nella zona Sud-Est dell'Isola d'Elba. Una serie di saliscendi di varia pendenza, anche molto intensa, con le baie dell'isola spesso come sfondo. Si sale e scende a livello del mare per tutta la percorrenza, con passaggi su sentieri molto conosciuti ( DH miniere di calamita, Trail delle miniere, BikePark) e spiagge meravigliose.


sabato 2 ottobre 2021

Forni Avoltri - CAI169 - Monte Ombladet - CAI141 - Sigilletto

02/10/2021
Km 22 - Asfalto 20% - Sentieri 40% - Sterrato 40%; condizione fisica: impegnativo; Difficoltà tecnica: impegnativo; Dislivello 1470 m
Giro cicloalpinistico con salita da Sigiletto a Casera Monte dei Buoi, quindi salita portage alla Cima Ombladet (m. 2.250), discesa e traverso alla forcella Ombladet, strepitosa discesa sul CAI141 verso C.ra Ombladet e rientro lungo il CAI140.
Si parte dalla partenza della piazza della chiesa di Forni Avoltri salendo su asfalto verso Frassenetto e Sigiletto, oltrepassato questo ultimo si gira a sinistra salendo su carrareccia contrassegnata come cai 169. La salita è particolarmente impegnativa con la presenza di due rampe cementate superiori al 20%, con dei respiri intermedi; dopo meno di 5 km si arriva a Casera Monte dei Buoi (m 1.723) dove ci aspetta una merita pausa prima di affrontare i 500 metri di salita alla cima; dopo i primi metri pedalabili il sentiero diventa più ripido e tra spingismo e portage si raggiunge in circa 40 minuti prima la selletta e poi la cima in un ambiente straordinario con viste spettacolari. Si scende dalla cima in sella alla bici e si prosegue a sinistra lungo il 169 fino alla selletta dove si stracca a destra il sentiero Strado dei soldats; noi proseguiamo diritti scendendo ancora un po', la traccia si fa labile e particolarmente esposta in tratti franati; si presenta ancora una salitina di circa 70 metri di dislivello, breve ma faticosa, poi la discesa a forcella Ombladet. Da qui si prende a sinistra il sentiero cai 141 che scende in maniera tecnica (S2) con presenza di tornantini impegnativi, ma in generale molto scorrevole. Oltrepassate casera Ombladet di sopra e di sotto  si raggiunge la forestale che sale a Bordaglia. Alcuni sentieri tagliano la stradina fino a giungere al sentiero naturalistico della Forra del Bordaglia dove si scende su pietraia. Si risale la forestale con indicazione cai 140 che ci porta a Forni Avoltri.



sabato 18 settembre 2021

Dordolla - Bevorchians - Forca Zouf di Fau - CAI435 - Monte Flop - CAI437 - Foran da la Gjaline - Rif.grauzaria - Sent. Fassoz

18/09/2021
Km 21 - Asfalto 20% - Sentieri 30% - Sterrato 50%; condizione fisica: medio impegnativo; Difficoltà tecnica: impegnativo; Dislivello 1200 m
Percorso cicloalpinistico con salita su asfalto e sterrato fino alla Forca Zouf di Fau, da cui si prende il sentiero CAI435 parzialmente ciclabile fino alla sella che porta al Monte Flop in andata e ritorno, si prosegue per il Foran da la Gjaline in cui si prende l'impegnativo CAI437 fino al Rifugio Grauzaria e si prosegue fino all'incrocio di sentieri in cui si prende a dx il Sent.Fassoz che porta a valle.
Si parte nei pressi di Dordolla per risalire l'asfalto della val d'Aupa fino all'abitato di Bevorchians, all'incrocio si sale a sx su asfalto più ripido che supera il paese e poi diventa sterrato con tratti a pendenza impegnativa per circa 7km, leggera discesa e all'incrocio si risale più dolcemente a sx fino all'imbocco del CAI435 alla Forca Zouf di Fau, circa 1,5km più avanti. Si sale leggermente a dx seguendo il cartello Ric.Mestri su sentiero molto ripido nel bosco, al limite della pedalabilità per 600m, poi a sx per sbucare su un incrocio in cui si sale ancora dritti, pedalando sempre meno. Dal bosco si passa alla roccia e si apre il panorama e si alterna la spinta fino alla sella che si apre verso la valle del Rio Fontanaz, di fronte al Monte Grauzaria. Si prosegue pochi metri in discesa e si prende a sx il sentiero in costa che prima in piano e poi in salita porta alla vicina cima del Monte Flop, quasi del tutto a spinta tra i pini mughi e su fondo molto sconnesso su prato e rocce. Gli ultimi metri si fanno solo a piedi fino alla cima (1715m) per poi ridiscendere e, sulla sella, percorrere poco più di metà del sentiero panoramico e sconnesso dell'andata in bici. Si riguadagna il precedente CAI435 e si prosegue in discesa con brevi tratti in saliscendi su fondo roccioso e di medio-alta difficoltà fino al Foran da la Gjaline, incrocio di sentieri in cui si prosegue dritti sul CAI437, più impegnativo con gradoni su pietra e tratti scavati. Ci si addentra nel bosco con fondo simile e rocce sporgenti, si alternano tornanti mai troppo stretti a gradoni e si raggiunge il Rif.Grauzaria. Si prosegue oltre su roccia, sentiero altrettanto impegnativo lungo il torrente con alcuni guadi. Continua ad essere panoramico fino a quando la vegetazione sale e ci si immerge nel bosco, fino a raggiungere l'incrocio dopo circa 2km con 3 sentieri, si prende quello di dx, Sentiero Fassoz, per salire leggermente...
ALTERNATIVA
All'incrocio, invece di prendere il Sent.Fazzos, si può scendere proseguendo dritti su traccia (CAI437) un po' più larga e dritta, di media pendenza su fondo morbido da bosco e pochi cambi di direzione. Man mano che si scende la traccia si allarga e diventa più fluida e veloce, molto semplice. Sbuca sull'asfalto che scende alla provinciale della Val d'Aupa a pochi km a Nord di Dordolla.

sabato 11 settembre 2021

Ravascletto - Monte Arvedis - Malga di Claupa - Malga Meleit - Malga Tamai - Malga Pozof - CAI170 - Rif. Stella Alpina

11/09/2021
Km 23 - Sentieri 50% - Sterrato 50%; condizione fisica: medio impegnativo; Difficoltà tecnica: impegnativo; Dislivello 760 meccanizzato + 1.070 m
Percorso cicloalpinistico con salita in funivia da Ravascletto al "cubo" dello Zoncolan, salita quasi totalmente a spinta alla cima Tamai, breve discesa tecnica a forcella Arvenis, risalita con portage fino a Cima Arvenis e discesa a Malga Claupa; lungo traverso su sentiero fino a Malga Meleit, risalita a Malga Tamai e poi al passo, Malga Pozof e discesa sul sentiero CAI170 prima e downhill dal Rifugio Stella Alpina.
Si sale immediatamente con la funivia dal parcheggio di Ravascletto fino al suo arrivo, si percorre la carrareccia che porta a sella Zoncolan, oltrepassandola e proseguendo verso il Monte Tamai (m.1.970) che si raggiunge spingendo su pista da sci; breve discesa su single track fino a forcella Arvenis e risalita con portage fino alla Cima Arvenis (m. 1968). La prima parte della discesa ricalca la salita, qualche tratto a piedi per iniziare, poi diventa un flow scorrevole, in cui fare attenzione nei tratti maggiormente scavati. Giunti a Malga Claupa si scende verso il torrente per risalire il sentiero con pendenze pedalabili.
Si giunge a Malga Meleit aggirando Punta Bella e, dopo una rigenerante sosta, si sale per le rampe cementate e sterrato fino a a Malga Tamai.
Raggiunta sella Zoncolan si scende verso Ovaro cercando di tagliare i tornanti e prima della galleria si prende a destra una strada sassosa e smossa che porta a malga Pozof. In prossimità della malga, sulla destra, si stacca il sentiero CAI170 che con un flow divertente (S1) e qualche rilancio porta fino ad un bivio a quota 1.400 dove su un albero sono riportate le frecce; si prosegue diritti risalendo parte a piedi ed attraversando un ponticello in legno, giungendo poi in una strada bianca che scende al rifugio Stella Alpina; al rifugio in prossimità di un tombino si prosegue dritti nel bosco; ha inizio un downhill con fondo ripidissimo ma attenuato dagli aghi di pino, non segnalato ma comprensibilmente intuitivo che riporta al campo sportivo di Ravascletto.

Alternativa intermedia: Dopo la discesa da Monte Tamai, all'incrocio dei sentieri, si prende il sentiero in discesa a dx invece di salire al Monte Arvedis, in saliscendi si prosegue su roccia e terra, con alcuni passaggi tecnici di media difficoltà, poi in discesa con ultima parte su tornanti molto stretti e ripidi con gradini franati, fino ad Malga Arvenis Alta, da cui su sterrata in discesa si raggiunge Malga Claupa. Il dislivello pedalato scende a 770m.


sabato 4 settembre 2021

Piani di Qua - Sella Nevea - Rif. Gilberti - Sella Prevala - CAI636 - Giro delle Malghe - Malga Montasio - CAI622

04-09-2021
Km 30 - Asfalto 30% - Sterrato 30% - Sentieri 40%,  Condizione fisica: medio impegnativo; Difficoltà tecnica: impegnativo; Dislivello 730meccanizz+1100m
Percorso cicloalpinistico con salita su asfalto fino alla funivia di Sella Nevea, arrivo al Rif. Gilberti e salita quasi totalmente a piedi fino a Sella Prevala, ulteriore salita ripida fino a Sella Leupa per scendere su sentiero roccioso, sconnesso e ghiaioso CAI636 fino a Sella Nevea, risalita su sterrata lungo il giro delle Malghe fino all'altopiano di Montasio, discesa fino a Piani di Qua lungo il fluido e non particolarmente tecnico sentiero CAI622.
Si parte da Piani di Sotto, si risale lungo l'asfaltata secondaria parallela alla principale fino a metà salita, dopodiché è necessario pedalare nel traffico, comprese alcune brevi gallerie buie sui tornanti fino alla stazione della funivia del Canin, poco prima dell'abitato di Sella Nevea. Le cabine sono larghe e si sta fino a 3 persone+bici (senza sovrapprezzo) e in breve si raggiunge il paesaggio lunare in cui è immerso il Rifugio Gilberti. Da qui non è più possibile prendere la cabinovia per l'ultimo tratto, quindi ci si gode la meravigliosa vista delle cime sovrastanti e della valle e si prosegue in sella scendendo per poco a dx e risalendo subito su fondo ghiaioso mosso e pendente. Si riesce a pedalare a fatica per poche centinaia di metri per poi dover spingere o portare la bici, con difficoltà di trazione a piedi sulla ripida e cedevole rampa. Alcuni tratti a zig zag e altri di sentiero battuto a tornantini permettono un più agevole incedere, ma la sella non è lontana. Si raggiunge in circa mezz'ora Sella Prevala e si può ammirare lo spettacolo tutto attorno. La cima del vicino Monte forato sovrasta a sx, mentre il percorso sale a dx verso Sella Leupa (che corrisponde all'arrivo della seconda cabinovia), pedalabile al limite.
Da qui inizia la discesa su visibile traccia CAI636 su pietra e ghiaia mobile, con vista mozzafiato (non godibile a pieno a causa della difficoltà del tracciato), di cui la prima parte è a tratti esposta e mediamente impegnativa, poi, dall'inizio della vegetazione, più scalinata e con rocce emergenti e passaggi tecnici, alcuni da superare in velocità, altri sfruttando l'equilibrio. Tornanti abbastanza stretti si alternano a gradoni per un lungo tratto centrale, per poi diventare più fluido man mano che ci si avvicina alla stazione della funivia di Sella Nevea, termine del sentiero. Si attraversa il prato e si riguadagna la strada soprastante, la vecchia caserma della Finanza e inizia la salita del Giro delle Malghe con rampe in cemento ripide alternate a sterrato, tutto pedalabile, con pendenza che diminuisce man mano che si sale. Dopo la prima malga, Casera Cregnedul, il panorama si apre definitivamente ed è meraviglioso, la strada diventa un piacevole saliscendi e porta a Casere Larice e successivamente ai Piani di Montasio, ove si trovano Casere Parte di mezzo e in lontananza in alto si staglia il Rif. Di Brazzà e in piano in fondo la Malga Montasio. Si raggiunge in breve quest'ultima tra i pascoli e, dopo una breve sosta, si scende lungo la sterrata vicina alla malga per imboccare a sx un'altra sterrata più stretta e dissestata che porta alla tabella Piani di Là e al CAI622 (S1). Facendo molta attenzione agli altri escursionisti si scende su fondo compatto e perlopiù largo nel bosco, aghi di pino e pigne sono le uniche insidie. Primo tratto velocissimo con tratti rettilinei interrotti da tornanti larghi, poi un po' più divertente con alcune varianti e, verso 2/3 del percorso, pure fondo ghiaioso con breve tratto di ferrata, completamente ciclabile. Si stringe verso la fine diventando ancora più piacevole, sempre immerso nel bosco. Si sbuca improvvisamente in paese.

domenica 29 agosto 2021

Forni di Sopra - Malga Tragonia - Malga Tartoi - Malga Varmost - Malga Lavazeit - Sent.Sessalas

29-08-2021
Km 28 - Asfalto 10% - Sterrato 50% - Sentieri 40%,  Condizione fisica: impegnativo; Difficoltà tecnica: impegnativo; Dislivello 1500m
Percorso con salita ripida su sterrata fino a Casera Tragonia, discesa e risalita a Casera Tartoi, sentiero in saliscendi e rampa sterrata fino a Malga Varmost, sentiero in saliscendi fino a Malga Lavazeit, discesa su sentiero ripido fino a Pala del Todesco nei pressi del Passo della Mauria, seguita da sentiero flow fino alla strada (Sentiero Sessalas), risalita per riprendere una parte dell'anello alto di Forni per ridiscendere in strada vicino al paese.
Si parte dal park vicino al Tagliamento a Forni di Sopra e si sale lungo Via Novri, riconoscibile per il cartello intimidatorio "pendenza del 30%" appena oltre le case. La salita inizia con una breve rampa al 30% su asfalto, seguono poi altre rampe molto ripide, ma sempre alternate a salite di pendenza inferiore, quindi mai troppo faticose. Dopo alcuni km la strada diventa sterrata alternata a rampe in cemento fino al bivio Tartoi-Tragonia. Si svolta a dx per salire alla prima malga, Tragonia, su fondo mai troppo sconnesso. In breve si raggiunge il filo elettrificato per le mucche al pascolo e poco dopo la malga in una piacevole radura di pascoli in mezzo al bosco. Si ridiscende sulla stessa sterrata per circa 3km e si prende a dx il sentiero dissestato che in saliscendi porta verso la Malga Tartoi. In alternativa si può imboccare il secondo sentiero a sx scendendo da Malga Tragonia su buon fondo per la prima metà e poi, in caso di piogge recenti, molto umido e fangoso. Si riprende la carrareccia della prima salita e all'incrocio si segue a sx Malga Tartoi. Da qui la salita sterrata ha pendenza mai eccessiva e dopo alcuni tornanti si raggiunge la radura della malga. Animali al pascolo sono sempre presenti nella bella stagione. Indubbiamente il luogo è più protetto dall'aria grazie alle cime molto vicine e il panorama è più piacevole. Da qui si scende attraverso il sentiero che inizia nello stesso pascolo. Si tratta del sentiero CAI211, completamente ciclabile in saliscendi, che in mezzo al bosco con difficoltà minime e piacere al massimo porta fino all'incrocio con la sterrata che scende dal capolinea della funivia del Varmost. Una salita breve ma con due rampe molto ripide su fondo sconnesso possono mettere in difficoltà, portando a Malga Varmost, oltre la quale, alla prima curva, si sale leggermente per imboccare il sentiero CAI207 che in saliscendi, simile al precedente, conduce immersi nella pace del bosco alla radura di Malga Lavazeit. Da qui si dipartono due sentieri, a dx rimane alto e fluido (non transitabile ad oggi a causa di frane e schianti di alberi) e a sx scende ripido nel torrente per risalire solo per poco, molto impegnativo in condizione umida a causa del fondo in terra con radici affioranti. Le due tracce si riuniscono e portano ad un incrocio di sentieri in cui si evita di proseguire verso Passo della Mauria e si svolta a sx seguendo il cartello MTB. Qui inizia lo spettacolare sentiero Sessalas, una traccia nel bosco super flow, veloce, divertente e con la giusta pendenza, un bike park naturale che porta all'asfalto a qualche km da Forni. Per rimanere sullo sterrato si rientra a sx prima del ponte e si sale, riguadagnando a dx oltre il torrente il percorso tabellato Anello Alto di Forni, che in saliscendi con prevalente salita porta fino in paese, ma si può abbandonare prima per fare poche centinaia di metri di asfalto prima del birrificio Foglie D'Erba a Forni di Sopra.

sabato 28 agosto 2021

Collina - Rif. Marinelli - Pic Chiadin - Monte Floriz - Casera Plumbs

28-08-2021
Km 15 - Asfalto 20% - Sterrato 20% - Sentieri 60%,  Condizione fisica: medio impegnativo; Difficoltà tecnica: medio impegnativo; Dislivello 1100m
Percorso cicloalpinistico con salita su asfalto, cemento e sterrato compatto fino al Rif. Marinelli, salita a spinta e sulle spalle fino al Pic Chiadin, discesa su sentiero erboso e roccioso fino al rifugio, risalita a spinta fino al Monte Floriz, spettacolare discesa su sentieri fino a Casera Plumbs e successiva traccia sentiero e carrareccia nel bosco.
Si parte dalla baita di legno Edelweiss subito dopo l'abitato di Collina. Si procede su strada asfaltata fino al rifugio Tolazzi, oltrepassato il quale la strada diventa una carrareccia che sale con pendenze importanti ma mai troppo impegnative. Il fondo resta sempre molto compatto; giunti a c.ra Morareet la visuale si apre improvvisamente sul Piano dei Buoi scorgendo sul fondo le bandiere del rifugio Marinelli che si raggiunge in meno di due ore dalla partenza. Si prende spingendo e portando la bici il primo sentiero a sx in direzione Monte Coglians e un centinaio di metri più avanti il sentiero in salita a dx, senza indicazioni, più ripido ma breve e porta ad un piano erboso da cui si riparte verso la cima verde del Pic Chiadin che si raggiunge spingendo per pochi minuti. Dalla cima si ammira il Monte Coglians da un lato e la valle da cui siamo saliti dall'altro. La discesa avviene per i primi metri dal sentiero di partenza, poi si prosegue leggermente a sx, traccia meno pendente rispetto a quella della salita, su erba in traccia accidentata e piuttosto tecnica. Si sbuca a fianco del Rif. Marinelli e si risale subito di fronte, con pochi tratti pedalati, 
il sent. 174 che porta prima ad una anticima e dopo una breve ma spettacolare discesa in cresta alla Cima Floriz, punto più alto del percorso a m. 2.184. Da qui inizia una meravigliosa e panoramica discesa tecnica con alcuni tratti esposti in cresta verso la Forcella Plumbs: la vista spazia dal gruppo del Coglians al Jof Fuart da una parte e dal Volaia al Peralba dall'altra. Giunti alla forcella si procede a dx e subito a sx verso la c.ra Plumbs lungo il sent. 150 che si trasforma in stradina di servizio; tra il primo e il secondo tornante a quota 1.660 m. attenzione a riprendere il sent. 150 a dx che pare nascosto. Il sentiero si immerge nel bosco con pendenze gradevoli e mai tecnicamente difficile (S1). Si attraversa una prima volta la strada di servizio per riprenderla più avanti quando riporta al punto di partenza.

venerdì 20 agosto 2021

Pola - Labin (Albona) - Rabac - Zagorje - Cres - Losinj

18/19/20-08-2021
210km - Asfalto 80% - Sterrato 19% - sentieri 1%, Condizione fisica: impegnativo; Difficoltà tecnica: medio impegnativo/facile; . Dislivello 3600m
Percorso cicloturistico mediamente impegnativo in 3 giorni tra la punta dell'Istria e le isole di Cres e Losinj, con meta Mali Losinj. Le strade sono per la prima parte poco frequentate e sulle isole molto di più, per la maggior parte asfaltate e in continuo saliscendi. Mare quasi sempre a vista e territori selvaggi, con vegetazione selvatica. Alternanza di zone civilizzate e selvagge o deserte. Trasferimento su Otok Cres in traghetto e ritorno in catamarano.

Giorno 1 - Pula (Pola) - Rabac - 85km e 1500m dls
Il primo giorno prevede un itinerario diviso tra asfalto e sterrato con alcuni sentieri di bassa difficoltà. Si parte da Pola (zona porto) e, passando accanto alla bimillenaria arena romana si attraversa la città verso est, uscendone quasi subito e immergendosi nella natura brulla della costa Istriana su sterrato, in una zona battuta dalla Bora che alterna piane con poca vegetazione a boschi più freschi in continuo dolce saliscendi e dopo 19km si intravede la prima baia in un'insenatura a dx, il porto di pescatori di Budava, raggiungibile proseguendo la discesa di 1km, ma senza la possibilità di accedere facilmente al mare o recuperare acqua potabile. Si risale con media pendenza fino al paese di Kavran, in cui si riguadagna l'asfalto e il cartello Beach Bar costringe a scendere di nuovo verso il mare. Discesa ripida su asfalto che si dovrà rifare in verso opposto, con molte viuzze laterali che portano ad altrettante baie, che conduce alla baia di Seka con scorci meravigliosi sull'acqua di un blu quasi finto, immersi nella macchia mediterranea. Tempo di aprire il chiosco e si risale in paese dopo 3km con tratti oltre il 15% di pendenza, poi si prosegue su strada passando per Pavicini e alcuni abitati più piccoli e dopo Peruski si prende a dx una sterrata che diventa sentiero e scende fino all'asfalto che riporta al mare a Krnicki Porat, piccolo porto con ristorante dove è d'obbligo una sosta. La risalita lungo un "percorso ciclabile" mappato con tanto di tabelle è una sorpresa, sterrato mosso e con pendenza tra il 12 e il 20% per 2km, per poi tornare al saliscendi che riporta all'asfalto nei pressi di Rakalj e un centinaio di metri dopo le ultime case si prende la sterrata su prato a dx che scende prima docemente e poi più ripida e su fondo piuttosto sconnesso e roccioso, con panorama da favola sulla baia sottostante. Per raggiungerla, a bordo acqua si procede sul sentierino a sx che zigzaga nel bosco fino alla spiaggia con piccolo bar in un ambiente favoloso. Si risale su sterrata compatta a pendenza media che riporta in quota a Rebici, dove su asfalto si procede a dx per Hrboki e Barban in saliscendi (inutile tentare di tagliare per sentieri non più percorribili tra i cespugli) per scendere a Most Rasa e costeggiare il fiume fino a Rasa. Qui inizia la lunga salita nel traffico che porta a Labin (Albona) a pendenza media, dopo la quale si inizia ad intravedere il panorama sul mare, ma poco dopo si devia a sx abbandonando la principale per l'ultima serie di saliscendi violenti che conducono alla zona residenziale nuova di Rabac, meta del giorno. Magnifica vista e moderna località turistica con tutti i servizi e i comfort. Unico neo le inevitabili salite al 15%.

Giorno 2 - Rabac - Cres - 65km e 1100m dls
Si parte da Rabac per affrontare un percorso prevalentemente su asfalto fino al capoluogo dell'isola di Cres. Si Risale fino all'incrocio a nord di Rabac e svoltando a dx e affrontando dolci saliscendi nella macchia mediterranea selvaggia, tranne pochi paesetti come Ripenda Kras (la deviazione per Ripenda Kosi è solo utile per un altro bel panorama) e dopo 14km si lascia l'asfalto che prosegue a sx per affrontare lo sterrato dritto che scende tra i pini marittimi e conduce a Plomin Luka, bel paesetto rovinato dalla centrale elettrica a carbone la cui ciminiera svetta per oltre 100m. Si attraversa riprendendo l'asfalto e si sale bruscamente verso il castello di Plomin che si presenta di fronte. Dopo la breve sofferenza si procede in costa con vista prima sulla triste baia e poi sul mare e Cres, perciò una breve sosta per godere di questo punto di vista è dovuta al Belvedere sulla punta rocciosa. Si procede in saliscendi per 4km per scendere a dx su ripido serpentone per il porto di Brestova dove si sale sul traghetto. 20mim di traversata e si risale in sella e si affronta la lunga salita nel traffico a ondate dei fruitori dei traghetti. Pochi tratti all'ombra, rocce, roveri e fichi e recinti per greggi di pecore accompagnano i 12km di salita con aperture nella vegetazione che regalano viste spettacolari sulle baie sottostanti. Il punto del Belvedere è il più stretto dell'isola e permette di ammirare dall'alto le due coste, da un lato Krk e la Dalmazia, dall'altro l'Istria e ripaga la fatica. Si procede ancora in salita e saliscendi per poco per iniziare la discesa verso Cres, con continui scorci di panorama. La cittadina di Cres ha un centro molto curato e pulito, il mare è splendido e ha tutto ciò che dovrebbe offrire una località turistica.

Giorno 2 - Cres - Malj Losinj - 60km e 1000m dls
Si parte da Cres per affrontare un percorso totalmente su asfalto fino al capoluogo dell'isola di Losinj. Si sale su asfalto per circa 7km con bassa pendenza con traffico ad ondate (sempre per le periodicità di arrivo dei traghetti) su carreggiata abbastanza larga, per poi iniziare un lungo saliscendi con pendenze variabili senza alcuna possibilità di riparo dal sole. Dopo 19km si trova in prossimità dell'incrocio per Stivan l'unica fontana per il rifornimento d'acqua. Si prosegue con scorci di panorama a dx e sx dei due mari e delle coste in quasi totale assenza di centri abitati. L'ultimo tratto di Cres è in discesa e, con un colpo d'occhio notevole, porta al ponte di Osor, piccola cittadina fortificata ricca di edifici storici in cui si trova il ponte per Losinj. Piccola pausa nel piccolo porto di Nerezine e si riparte in leggero saliscendi con il mare sempre a vista da un lato o dall'altro, la strada che si stringe fino a Poljana, la zona più stretta dell'isola in cui appare una comoda ciclabile accanto all'asfalto che accompagna fino al porto di Mali Losinj. Solo l'imbarazzo della scelta per il luogo del bagno ed un po'di attenzione nella scelta dei locali, evitando quelli affacciati sul mare in centro per i prezzi improponibili. Per resto un luogo meraviglioso con percorsi ciclabili che tutelano dal traffico. A pochi passi dal centro, quasi di fronte al Moseo Apoxymenos si sale sul catamarano con posto bici per il ritorno a Pola. Prezzi non proprio popolari per la 2ruote, che costa come un passeggero, standard in Croazia. In 2h30 circa si naviga fino al porto.


sabato 14 agosto 2021

Passo Valles - Forcella Veneglia - Baita Segantini - Passo Rolle - San Martino di Castrozza - Passo di Rosetta - CAI756 - Capanna Cima Comelle - Canale d'Agordo

14-08-2021
Km 38 - Asfalto 20% - Sterrato 20% - Sentieri 60%,  Condizione fisica: medio impegnativo; Difficoltà tecnica: impegnativo; Dislivello 1200meccanizz+1100m
Percorso cicloalpinistico estremamente panoramico alle Pale di San Martino con salita a spinta da Passo Valles a Forcella Veneglia, discesa su sentiero di media difficoltà, risalita su sterrata a Baita Segantini, discesa su sentiero di media difficoltà fino a San Martino di Castrozza, salita con cabinovia fino alle Pale di San Martino (Passo di Rosetta) e discesa su sentiero CAI756 quasi tutto su roccia e poi nel bosco più veloce e scorrevole fino a Capanna Cima Comelle e trasferimento fino a Canale d'Agordo.
Si parte dal Passo Valles e si inizia subito a spingere su sentiero a tratti ripido, per più di metà della salita, con un panorama splendido sulla valle, per circa 1km, fino all'erbosa forcella Venegia. Inizia la discesa in costa su sentiero in erba e terra, sconnesso e insidioso a causa del passaggio del bestiame, molto panoramico e divertente. Alcuni attraversamenti di rigagnoli e si giunge alla sterrata che sale all'ombra delle Cime e dei Campanili delle Pale di San Martino, con pendenza media e costante, fino a Baita Segantini, seguita dalla discesa su sentiero a fianco della strada e poi a sx (in realtà sull'erba a fianco del sentiero in presenza di pedoni per la convivenza auspicabile tra i fruitori della montagna), facile e mai troppo veloce, passando accanto a Capanna Cervino e giù fino a Passo Rolle. Si attraversa l'asfalto e si prosegue sulla traccia nel prato che passa in un aquitrino per poi proseguire su un sentiero allargato (o stretta carrareccia) molto veloce che riporta all'asfalto, tagliabile con dei brevi tratti tecnici molto divertenti su fondo mosso, per poi raggiungere San Martino di Castrozza nei pressi della stazione della funivia. Si sale in cabina (molto larga, spazio per oltre 10 bici e riders) e si raggiunge in breve quota 2700m alla Stazione di Rosetta. Panorama mozzafiato, grigio e nero, pura roccia. Con la precedenza ai pedoni e con attenzione si scende un po'lungo il sentiero e un po'scegliendo altre linee migliori con meno gradoni fino al Passo di Rosetta e al Rifugio Rosetta, su una forcella che si affaccia sulla valle. Si svolta a dx sul sentiero CAI756 su rocce mosse e alcuni passaggi ripidi, immersi in questo paesaggio lunare, in continuo saliscendi, sempre dominati dalle cime circostanti. Alcuni tratti vagamente esposti si alternano a distese di rocce più o meno compatte con la traccia sempre visibile. Il forte rischio di foratura è l'unico lato negativo del trail, uno dei più spettacolari mai visti in tanti anni di MTB. Dopo circa 5km si scende un po' più decisamente con tratti più tecnici e le prime tracce di vegetazione oltre ai ciuffetti di muschio, alternando tratti veloci a tecnicismi. Ci si immerge nel bosco e il fondo cambia ma la difficoltà rimane medio-alta e porta alla casera nei pressi di Forcella Cesurette, oltre la quale la scorrevolezza del tracciato aumenta con la velocità fino a raggiungere Capanna Cima Comelle. Da qui su carrareccia e asfaltata secondaria si raggiunge Canale d'Agordo. Con le seconde auto si recuperano quelle lasciate a Passo Valles.

martedì 10 agosto 2021

Stazzo - Riposto - Fiumefreddo - Giardini Naxos - Taormina

10-08-2021
Km 70 - Asfalto 95% - Sterrato 5%,  Condizione fisica: medio impegnativo; Difficoltà tecnica: facile; Dislivello 600m
Percorso turistico su strade per metà poco trafficate, alcuni tratti sul mare e altri nell'immediato entroterra, in continuo saliscendi con pendenze mai eccessive, tranne la salita e la relativa discesa da Taormina, 4km di salita fino al 15%, ritorno quasi completamente su tracciato dell'andata.
Si parte da...
Filmato percorso

sabato 7 agosto 2021

Sappada - Laghi d'Olbe - Monte Lastroni - CAI141

07-08-2021
Km 14 - Asfalto 0% - Sterrato 30% - Sentieri 70%,  Condizione fisica: medio impegnativo; Difficoltà tecnica: impegnativo; Dislivello 800meccanizz+500m
Percorso cicloalpinistico con salita su seggiovia fino al Rif.Sappada2000, salita a fatica ciclabile su sentiero fino ai laghi d'Olbe, salita quasi tutta a spinta e portage fino alla cima del monte Lastroni, discesa sullo stesso fino ai laghi, saliscendi e discesa su sentiero CAI141 non del tutto ciclabile.
Si parte dalla stazione della seggiovia di Sappada, si salgono subito gli 800m di dislivello grazie ai due tronconi della seggiovia e si raggiunge il rifugio Sappada2000. In realtà non si tratta di una salita veloce, a causa dei pochi ganci per bici presenti ad oggi sui 2 impianti, ma con pazienza e alla peggio circa 1 ora si è al rifugio. Da qui si pedala e si scollina per deviare subito a dx sul sentiero per i laghi d'Olbe, in salita con pendenze a tratti non pedalabili e altrimenti, tranne un paio di brevi discese, affrontabili sui pedali con estrema fatica. Raggiunta la conca del laghi si prosegue sul sentiero di fronte che sale ripido (quasi tutto a spinta o portage) verso la cima del Monte Lastroni, fondo roccioso e mosso, una serie di tornanti nella parte finale. Con il cielo terso il panorama è unico, meraviglioso. Le bici si abbandonano sull'anticima e si raggiunge solo a piedi la croce poco più in alto. La discesa sul sentiero battuto è inizialmente difficile e tecnica per esposizione, fondo e pendenza, ma agli ultimi tornanti diventa affrontabile e molto divertente, oltre che piuttosto impegnativo. Man mano che si scende il panorama include la conca dei laghi, punto di vista privilegiato d'osservazione. Al lago principale si prende a sx verso la chiesetta e poi si prosegue verso i laghi minori lungo il CAI141, inizialmente su fondo erboso e in saliscendi, poi la traccia diventa ghiaiosa e più ripida, fino all'attraversamento di un ghiaione e poi si inoltra nel bosco, con alcuni passaggi scavati e ripidi. In un paio di punti è necessario scendere ed in un solo punto il sentiero costringe a calare la bici per superare un grosso gradino, meglio essere in 2 e passarsi la bici. Si sbuca a Rifugio Monte Ferro, si segue la carrareccia a sx e poco dopo una casera si prosegue su sentiero a sx, su prato e successivamente nel bosco, con fondo terroso e roccioso, più ciclabile del precedente e molto divertente. Si sbuca in paese a Sappada in un prato subito al di sopra delle prime case.