lunedì 24 agosto 2020

Lago di Garda - Giro completo da Peschiera del Garda

19/21-08-2020
Km 85+50+61km=196km - Asfalto 60% - Sterrato 40%,  Condizione fisica: facile; Difficoltà tecnica: facile; Dislivello 800+550+100m
Percorso ciclabile attorno al Lago di Garda, che in teoria dovrebbe essere tutto ciclabile, ma in realtà ha diversi punti molto pericolosi. Diviso in tre tappe, da Peschiera del Garda a Tignale, da Tignale a Torbole con digressione ad Arco e chiusura. Fortemente sconsigliabile alle famiglie per i numerosi tratti pericolosi in mezzo al traffico.

Primo Giorno - 85km-800mdsl
Peschiera del Garda - Tignale
Si parte da Peschiera del Garda in direzione Sirmione il più possibile vicino alla riva del lago, che si abbandona quasi subito per tratti di ciclabile a fianco della strada principale che portano in breve alla penisola di Sirmione. Si è costretti ad abbandonare la bici fuori dalle mura, ma ci sono molte rastrelliere a cui legarla e un parcheggio custodito vicino ad un distributore. Breve visita al suggestivo borgo, per poi ripartire verso Desenzano, che si raggiunge sempre su ciclabile a fianco della strada. Superata la città si pedala a poca distanza dall'acqua, quasi sempre a vista, per poi percorrere un rilassante tratto di sentiero cementato lungolago da Padenghe a Porto Moniga. Da qui è necessario risalire verso Moniga e seguire la strada interna un po'troppo trafficata e stretta, per poi seguire indicazioni di una ciclabile sterrata a sx che passa per Solarolo e, su asfalto secondario con alcune rampe ripide attraversa Montinelle e Manerba per scendere di nuovo al lago a Porto Torchio e, per rimanere più vicino possibile alla costa con un saliscendi verso Porto San Felice. Si ritorna nell'entroterra fino a Portese ancora su asfalto secondario non trafficato, si scende a Porto Portese e, con il lago a vista fino a Porticcioli. Da qui si avverte l'avversione nei confronti dei ciclisti, con i vialetti lungolago proibiti alle bici, obbligando a seguire l'asfalto sempre più trafficato fino a Salò, in cui proseguono i divieti verso la costa, così è necessario zigzagare tra auto in coda e marciapiedi per poter superare la città di D'Annunzio, approfittando delle poche varianti costiere per poi ributtarsi nella mischia fino a Toscolano Maderno, con brevi tratti rilassati in pista dedicata. Altre brevi tratte nei paesi successivi per sfuggire al traffico (almeno qui le strade sono abbastanza larghe da avere qualche decina di cm tra la linea bianca e il guard-rail) e si raggiunge Gargnano, che si attraversa e a dx si imbocca Via Rimembranza, stretta asfaltata ma poco trafficata, con splendida vista sul lago, che termina con una sbarra e un divieto anche per pedoni e bici, invitando a risalire sulla principale strettissima Gardesana in cui nel frattempo inizia il tratto di gallerie. Chiaramente si procede sulla strada vietata, solo sporca per alcuni detriti franati, ma pedalabile nonostante la pendenza crescente necessaria per ricongiungersi alla principale. Qui una scelta tra una buia galleria senza banchina e una vecchia asfaltata molto ripida che sale ai paesini arroccati sopra la Gardesana. Ovviamente si sceglie la seconda e con fatica ma anche grande soddisfazione, con spendido panorama su lago e antiche limonaie si raggiunge il suggestivo borgo di Piovere di Tignale. Breve sosta per poi imboccare la provinciale che prima scende e poi sale a Oldesio e Gardola, frazione principale di Tignale. Le rampe oltre il 20% non si risparmiano nemmeno in paese, in cui termina la prima tappa.

Secondo Giorno - 50km-550mdsl
Tignale - Torbole
Si parte da Gardola di Tignale sulla provinciale in direzione Tremosine, con saliscendi continui in paesaggio montano, pur così vicini al lago. Si seguono le indicazioni per Limone del Garda scendendo velocemente su strada poco trafficata per evitare le numerose e pericolosissime gallerie. Punti panoramici meravigliosi si susseguono durante la discesa alla cittadina delle limonaie in cui i vicoli interni non sono proibiti alle due ruote, così si pedala in spiaggia e poi nei vicoletti (pedoni permettendo) per imboccare il Sentiero del Sole, ciclopedonale in salita che porta alla famosa e sbandierata "Ciclabile più bella d'Europa", un tratto di circa 5km di cui circa 2km a sbalzo sul lago, che permette di ammirare l'ambiente ed evitare alcune gallerie, ma termina bruscamente con una ringhiera e uno stretto passaggio prima di una galleria  buia e stretta sulla Gardesana, unica strada percorribile d'ora in poi. Certo, la ciclopedonale (più pedonale che ciclo) è ben realizzata ma è troppo breve e fine a se stessa, quindi una mezza delusione. Fanali e fegato per proseguire verso Nord alcuni km da evitare assolutamente con dei bambini in bici, fino a Riva del Garda, dove cambia decisamente la musica. Spazi pensati per le due ruote, piste ciclabili, servizi e negozi dedicati e un lungolago splendido. Si costeggiano le spiagge e i porticcioli fino al fiume Sarca in cui si incontra l'incrocio con una tra le più belle ciclabili della zona (questa volta senza sarcasmo) che porta a Trento, Bolzano e al Brennero. Per verificare quanto sia ben fatta decidiamo di raggiungere Arco, la prima cittadina a Nord. Per il ritorno si segue un percorso ciclabile alternativo che attraversa il fiume e con saliscendi tra susini e meli porta all'unico single-track del giro S3 roccioso e a gradoni, che rapidamente porta a Torbole, altro paradiso delle bici, paragonabile a Riva.

Terzo Giorno - 61km-100mdsl
Torbole - Peschiera del Garda
Si parte da Torbole verso Sud nel peggiore dei modi, con quasi 10km di Gardesana con alcune gallerie buie e strette, almeno un leggera discesa e a pochi metri dal lago. Alla prima possibilità si scende a dx su una ciclopedonale a servizio della spiaggia (per la maggior parte una stretta lingua di sassi non molto frequentata) che si può percorrere per molti km, interrotti solo in pochi porticcioli in cui è necessario portare la bici a mano. Poco prima di Torri del Benaco, a causa della dimensione della spiaggia e del fondo non praticabile è necessario risalire sulla Gardesana, con tratti molto stretti e molto traffico, fino oltre la cittadina-porto, risalendo fino a Punta San Vigilio (spettacolare e costosissima spiaggia su prato), per poi scendere su stretto vicolo a dx subito dopo il punto panoramico che si incontra più avanti. Si arriva in spiaggia su un sentiero ciclopedonale e alcuni bar molto accoglienti. Il meraviglioso sentiero prosegue e si allarga presso Lazise, cittadina che ricorda Venezia. Si prosegue sullo stesso percorso rilassante e si raggiunge in breve Peschiera del Garda.






Stazzo - Milo - parziale Percorso Etna Marathon - Rif. Citelli - Sentiero Citelli-Milo

11-08-2020
Km 62 - Asfalto 70% - Sterrato 30%,  Condizione fisica: impegnativo; Difficoltà tecnica: impegnativo (sentiero in discesa); Dislivello 1800m
Percorso con salita su asfalto da Stazzo (sul mare) a Milo (700m slm) con pendenza mai eccessiva, poi si segue il percorso della Etna Marathon MTB che parte dalla piazza del paese e su asfalto, lastricata e sterrato soprattutto nel bosco sale ripida lungo le pendici del vulcano, che si abbandona per un ultimo tratto che porta al Rif.Citelli. Discesa su sentiero enduro S2/S3 per diventare sterrata negli ultimi km che porta a Milo. Discesa al mare sull'asfalto dell'andata.
Si parte da Stazzo e si sale attraversando Mangano, Santa Venerina, Zafferana Etnea sotto il sole, per essere un po'riparati dal bosco fino a Milo. Si oltrepassa la piazza salendo e si prosegue dritti fino ad un casolare con rampa ripida asfaltata a sx, tra gli agrumi, poi lastricata con pietra lavica attraversando un paio di antiche e suggestive colate. Si raggiunge un incrocio tra due strette carrarecce e si segue a dx tra gli ultimi alberi di limoni per poi immergersi nel bosco fitto, al fresco, su sterrato a tratti sconnesso e con pendenze medie importanti, con alcuni respiri. Si sale sulla principale e si raggiunge l'asfalto che porta al Rif.Citelli, che si prende in discesa a dx per 100m e si risale oltre la sbarra a dx su fondo simile al precedente. Aumentano i saliscendi e non si punta alla cima fino ad incrociare una sterrata più larga che risale e diventa asfalto riportando alla principale per il rifugio. Il percorso scenderebbe decisamente oltre la Grotta dei Ladroni, ma il richiamo del Rifugio Citelli è troppo forte e lo si raggiunge in soli 2km di asfalto, si lascia a dx la deviazione verso Piano Provenzana e con media pendenza si raggiunge la terrazza naturale a quota 1730m dalla quale si ammira il mare, vicinissimo. Breve sosta e si scende su asfalto fino alla prima curva e al cartello in legno "Citelli Serracozzo" si scende a sx su sentiero enduro (Trail Citelli), molto scavato e a tratti piuttosto ripido, con fondo sdrucciolevole e punti con radici e rocce insidiose. Si sbuca su sterrata che si segue a dx in discesa fino poco oltre ad una curva parabolica, oltre la quale si prende il sentiero a dx, con il medesimo fondo. Si incrocia una vecchia lastricata che si segue a dx fino a che ridiventa sentiero paragonabile al precedente. Sempre immersi nel bosco si finisce in una radura con un edificio in pietra, mentre il tracciato diventa un po'più scorrevole. La sterrata che scende dalla radura è piuttosto sconnessa e porta ad un incrocio in cui si sceglie la lastricata che risale a dx, per proseguire su un sentiero molto scorrevole e estremamente veloce, con alcuni salti evitabili, meno pendente e con fondo compatto. Si sbuca su sterrata che a dx porta in relax a Milo, dal quale si scende sull'asfalto dell'andata.

Opzione 2
Salita su asfalto da Milo al Rif.Citelli e discesa sul sentiero-carrareccia che salta alcuni km di asfalto e si riallaccia alla sterrata di salita del giro precedente


lunedì 3 agosto 2020

Camporosso - Val Bartolo - Feistritzer Alm - Monte Osternig - Sella pleccia - Rif. Gortani - Malga Priu - Ugovizza

01-08-2020
Km 36 - Asfalto 20% - Sterrato 80%,  Condizione fisica: impegnativo; Difficoltà tecnica: medio impegnativo; Dislivello 1500m
Giro cicloalpinistico estremamente panoramico con salita su sterrato fino al Monte Acomizza, saliscendi fino a Feistritzer Alm, sentiero quasi tutto a spinta fino alla cima del Monte Osternig, discesa allo stesso paesino su sentiero S1/S2 e fondo roccioso, saliscendi in sentiero fino al Rifugio Nordio, asfalto in discesa fino al primo guado per risalire su sterrata e sentiero fino a Malga Priu e discesa su sentiero a Ugovizza, ciclabile di chiusura.
Si parte da Camporosso (park Lussari), si sale in Val Bartolo e si prosegue fino al primo incrocio, in cui si svolta a sx per salire su sentiero e poi su sterrata verso il Monte Acomizza, con panorama sulla valle del Gail, Pendenza media con respiri fino alle case in prossimità della cima e poi si scende fino a Sella Pleccia con un breve e divertente freeride su prato per evitare la carrareccia, si risale blandamente sulla stessa e, poco dopo l'apparizione delle casette di Fiestritzer Alm sul versante erboso, la si raggiunge per una breve sosta. A Nord si staglia il Monte Osternig che si scala solo in parte pedalando con grande difficoltà e poi, nella parte centrale del sentiero, spingendo con altrettanta fatica, permettendo di risalire in sella solo negli ultimi metri. Si raggiunge la fortificazione in pietra e si sale a piedi per poco fino alla cima. In cresta si può pedalare lungo tutto il sentiero panoramico su entrambe le valli e, in corrispondenza della croce in ferro, inizia la discesa. Evitando il sentiero verso Est (sconsigliabile anche a piedi) si scende a Ovest su fondo sconnesso e a tratti su rocce instabili (S2) fino alla fortificazione, poi molto più veloce e fluido. Pochi tornanti su pietre e prato e si raggiunge velocemente Fiestritzer Alm, da cui si sale verso la chiesetta della Madonna della Neve, al di là della piccola sella che sovrasta il paese a Sud. Discesa breve fino alla chiesa e poco dopo giù su sentiero S1/S2 e prato fino a Sella Pleccia. Muovendosi verso il bosco si intravede una traccia che da prato diventa fondo di aghi, radici e pietre, interrotto da alcuni canali d'acqua nella prima parte e rallentato da fonti fangose in seguito, ma sempre piacevole e mai troppo pendente. Si tratta del vecchio sentiero che porta al Rif.Nordio, Si raggiunge la strada che scende la valle Pleccia e si congiunge alla valle d'Uque e al primo guado a dx si sale in direzione Rif.Gortani, su carrareccia mai troppo pendente. Gli ultimi metri sono su fondo asfaltato, si supera il rifugio e alla prima a dx verso Malga Priu Via Alta, di cui si imbocca il sentiero che scende subito a sx. In breve si sbocca su asfalto, in discesa a sx e subito a dx su sterrato, si oltrepassa il ponte e si sale un po' più ripidamente ma senza soffrire a lungo fino a Malga Priu. Meraviglia alla vista la piccola conca in cui è collocata e le case sospese sugli alberi di forma ovulare. Per scendere sul sentiero è necessario tansitare nel recinto degli Highlander e oltrepassare un cancello, poi bosco e divertimento assoluto con uno dei sentieri più fluidi della zona. Al bivio si svolta a sx in direzione Ugovizza, mentre dritti si percorrerebbe il sentiero panoramico per raggiungere la stessa meta. Si continua in fluidità con tornanti larghi e fondo solo a tratti sconnesso. Raggiunta Ugovizza si risale lungo la ciclovia Alpe Adria.