08-09-2019
35km - Asfalto 60% - Sterrato 40%, Condizione fisica: medio impegnativo. Difficoltà tecnica: media. Dislivello 1000m
Percorso in salita su sterrato sconnesso e pendente per il Monte Leila e in parte su asfalto, in parte su sterrato e sentieri per il Monte Forno, con ritorno sulla strada principale verso Tarvisio. La salita al Monte Forno ripercorre per circa metà percorso quella descritta la settimana scorsa.
Si parte dal centro di Tarvisio e si risale in direzione stazione Boscoverde, si intercetta la ciclabile Alpe Adria in direzione Slovenia e la si percorre fino alla prima casa, dopo la quale a sx si scende sulla prima sterrata ripida, per sbucare sull'asfalto che collega Tarvisio a Fusine, a sx e poi a 100m a dx verso il paesino di Oltreacqua, a dx all'incrocio a T tra i pascoli alle prime case e dopo l'ultima casa sulla sterrata ripida e sconnessa a sx. Si sale in mezzo al bosco e si segue la mulattiera sconnessa, lasciando la nuova strada per boscaioli. Si raggiunge in pochi km la vetta del Monte Leila sullo stesso fondo senza respiri, per poi scendere su medesimo fondo verso il ponticello sul Rio Confine, che porta all'incrocio a T con la strada a tratti asfaltata che a sx porta in saliscendi verso il Monte Forno.
Quando diventa sterrata si sale verso la cima su fondo sconnesso e maggiore pendenza, potendo scegliere tra mulattiera e alcuni tratti di sentiero. La discesa avviene sulla stessa strada ma continuando su asfalto fino a sbucare sulla Fusine-Tarvisio, per poi riguadagnare la ciclabile Alpe Adria risalendo a sx la sterrata molto ripida percorsa all'andata.
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mercoledì 11 settembre 2019
mercoledì 4 settembre 2019
Tarvisio - Monte Forno - Arnoldstein - Villach - Carnia (CAAR)
01-09-2019
135km - Asfalto 70% - Sterrato 30%, Condizione fisica: medio impegnativo. Difficoltà tecnica: media. Dislivello 1100m
Percorso diviso in due parti dopo il percorso in treno da Carnia a Tarvisio, scalata su sentiero e carrareccia scassata sul Monte Forno, discesa su carrareccia battuta in Austria e rilassata ciclabile fino a Villach con ritorno fino a Carnia.
Si parte con il treno da Carnia e da Tarvisio si percorre la ciclabile in direzione Slovenia fino all'indicazione Fusine, ritorno su asfalto fino alla laterale a dx verso il Monte Forno (indicazione Tre Confini). Salita con pendenza media costante su asfalto per 8km seguita da un breve tratto su sterrato e al primo sentiero a dx si sale su fondo sconnesso, ricco di radici e piuttosto tecnico, per poi riprendere la sterrata che sale con diversi tornanti su fondo alternato sassoso e su pedrade, sconnesso e ben più ripido. Nei pressi della cima diminuisce per qualche centinaio di metri la pendenza per poi diventare molto ostica negli ultimi 100m che portano all'erbosa sommità, con il mitico cippo dei tre confini.
Dopo la meritata pausa con un panorama che ha pochi pari si scende sul versante austriaco verso la stazione della funivia e imboccare la sterrata che porta in direzione Pockau-Arnoldstein. Ci sono rare alternative più divertenti che tagliano solamente un paio di curve e una deviazione a sx non segnalata che si fa più tortuosa. Raggiunta Arnoldstein si imbocca la ciclabile percorsa 1000 volte per raggiungere il centro di Villach, con una deviazione dalla Alpe Adria per percorrere un tratto sul lato opposto della Drava. Al ritorno si percorre la variante che costeggia la ferrovia e passa per Warmbad, per poi riprendere la ciclabile del Gail fino a Erlendorf (come all'andata) e proseguire fino a Moggio Udinese, in cui ufficialmente si interrompe la Ciclabile Alpe Adria.
Si può continuare oltre le transenne solo con MTB, sotto la montagna, su percorso sterrato e un po'dissestato, in leggero saliscendi fino a sbucare sull'asfalto dopo una sbarra, per percorrere poche centinaia di metri assieme alle auto e prendere un poco visibile sentiero a sx su erba che si inoltra nel boschetto e sbuca al cimitero di Carnia, evitando l'odioso svincolo.
135km - Asfalto 70% - Sterrato 30%, Condizione fisica: medio impegnativo. Difficoltà tecnica: media. Dislivello 1100m
Percorso diviso in due parti dopo il percorso in treno da Carnia a Tarvisio, scalata su sentiero e carrareccia scassata sul Monte Forno, discesa su carrareccia battuta in Austria e rilassata ciclabile fino a Villach con ritorno fino a Carnia.
Si parte con il treno da Carnia e da Tarvisio si percorre la ciclabile in direzione Slovenia fino all'indicazione Fusine, ritorno su asfalto fino alla laterale a dx verso il Monte Forno (indicazione Tre Confini). Salita con pendenza media costante su asfalto per 8km seguita da un breve tratto su sterrato e al primo sentiero a dx si sale su fondo sconnesso, ricco di radici e piuttosto tecnico, per poi riprendere la sterrata che sale con diversi tornanti su fondo alternato sassoso e su pedrade, sconnesso e ben più ripido. Nei pressi della cima diminuisce per qualche centinaio di metri la pendenza per poi diventare molto ostica negli ultimi 100m che portano all'erbosa sommità, con il mitico cippo dei tre confini.
Dopo la meritata pausa con un panorama che ha pochi pari si scende sul versante austriaco verso la stazione della funivia e imboccare la sterrata che porta in direzione Pockau-Arnoldstein. Ci sono rare alternative più divertenti che tagliano solamente un paio di curve e una deviazione a sx non segnalata che si fa più tortuosa. Raggiunta Arnoldstein si imbocca la ciclabile percorsa 1000 volte per raggiungere il centro di Villach, con una deviazione dalla Alpe Adria per percorrere un tratto sul lato opposto della Drava. Al ritorno si percorre la variante che costeggia la ferrovia e passa per Warmbad, per poi riprendere la ciclabile del Gail fino a Erlendorf (come all'andata) e proseguire fino a Moggio Udinese, in cui ufficialmente si interrompe la Ciclabile Alpe Adria.
Si può continuare oltre le transenne solo con MTB, sotto la montagna, su percorso sterrato e un po'dissestato, in leggero saliscendi fino a sbucare sull'asfalto dopo una sbarra, per percorrere poche centinaia di metri assieme alle auto e prendere un poco visibile sentiero a sx su erba che si inoltra nel boschetto e sbuca al cimitero di Carnia, evitando l'odioso svincolo.
martedì 3 settembre 2019
Resiutta - Chiusaforte - Val Raccolana -Sella Nevea - Rifugio Gilberti - Sella Bila Pec - Sella di Grubia - Bivacco Marussich - Forchia di Terrarossa - Sella Buia - Bivacco Igor Crasso - Stolvizza - Povici
31-08-2019
57km - Asfalto 40% - Sterrato 60%, Condizione fisica: impegnativo. Difficoltà tecnica: difficile. Dislivello bici 800 m., cabinovia 730 m., portage 700 m, Durata: 7h 1/2
Percorso ciclo-alpinistico in ambiente montano straordinario:
Si parte da Resiutta e lungo la ciclabile Alpe Adria si giunge a Chiusaforte dove, attraversato il ponte sul Fella, ci si immerge nella val Raccolana. Una lunga salita di 18 km. ci condurrà a Sella Nevea dove le pendenze risulteranno significative solo negli ultimi 4 km. La cabinovia (€. 8) ci permette di risparmiare quei 700 metri di dislivello per affrontare con maggior lucidità la traversata. Giunti al rifugio Gilberti, con bici in spalla si prende il sentiero per il M.te Canin seguendo la traccia in serpentina fra i grandi massi; in circa 200 m. di dislivello si giunge a sella Bila Pec (m. 2050); da qui inizia la lunga traversata in un meraviglioso ambiente carsico-lunare solo in parte ciclabile fino al bivacco Marussich (m. 2040); da qui si risale prima a sella Grubia e poi forchia di Terrarossa raggiungendo il punto più alto dell'itinerario (m. 2137); una vista spettacolare si staglia lungo tutto l'arco delle alpi Giulie, dal Montasio allo Jalovec. Inizia la prima parte divertente con una mulattiera in leggera discesa che costeggia le pendici del Monte Sart. Con alcuni saliscendi aerei a tratti ciclabili ed una magnifica discesa a zig-zag si perviene a sella Buia (m. 1654) per poi risalire a spinta fino al bivacco Igor Crasso. Da qui inizia una bellissima discesa fino a Stolvizza lungo il sentiero cai 643 (diff. S2 per 1100 m. di disl.). Da Stolvizza si scende per strada asfaltata fino a Tigo dove, con un ponticello si attraversa il torrente Resia per prendere il sentiero cai 707 che ci conduce, con qualche strappetto intermedio, a Povici Superiore ed infine a Resiutta.
57km - Asfalto 40% - Sterrato 60%, Condizione fisica: impegnativo. Difficoltà tecnica: difficile. Dislivello bici 800 m., cabinovia 730 m., portage 700 m, Durata: 7h 1/2
Percorso ciclo-alpinistico in ambiente montano straordinario:
Si parte da Resiutta e lungo la ciclabile Alpe Adria si giunge a Chiusaforte dove, attraversato il ponte sul Fella, ci si immerge nella val Raccolana. Una lunga salita di 18 km. ci condurrà a Sella Nevea dove le pendenze risulteranno significative solo negli ultimi 4 km. La cabinovia (€. 8) ci permette di risparmiare quei 700 metri di dislivello per affrontare con maggior lucidità la traversata. Giunti al rifugio Gilberti, con bici in spalla si prende il sentiero per il M.te Canin seguendo la traccia in serpentina fra i grandi massi; in circa 200 m. di dislivello si giunge a sella Bila Pec (m. 2050); da qui inizia la lunga traversata in un meraviglioso ambiente carsico-lunare solo in parte ciclabile fino al bivacco Marussich (m. 2040); da qui si risale prima a sella Grubia e poi forchia di Terrarossa raggiungendo il punto più alto dell'itinerario (m. 2137); una vista spettacolare si staglia lungo tutto l'arco delle alpi Giulie, dal Montasio allo Jalovec. Inizia la prima parte divertente con una mulattiera in leggera discesa che costeggia le pendici del Monte Sart. Con alcuni saliscendi aerei a tratti ciclabili ed una magnifica discesa a zig-zag si perviene a sella Buia (m. 1654) per poi risalire a spinta fino al bivacco Igor Crasso. Da qui inizia una bellissima discesa fino a Stolvizza lungo il sentiero cai 643 (diff. S2 per 1100 m. di disl.). Da Stolvizza si scende per strada asfaltata fino a Tigo dove, con un ponticello si attraversa il torrente Resia per prendere il sentiero cai 707 che ci conduce, con qualche strappetto intermedio, a Povici Superiore ed infine a Resiutta.
sabato 24 agosto 2019
Tolmin - Planina Razor trail
24-08-2019
35km - Asfalto 40% - Sterrato 60%, Condizione fisica: medio impegnativo. Difficoltà tecnica: media. Dislivello 1270m
Percorso con salita su asfalto e sterrato di pendenza media in aumento verso la quota massima, il rifugio Planina Razor, sentieri di varia difficoltà in discesa, con finali più tecnici.
Si parte da Tolmino e si sale verso il centro del paese sulla strada principale, puntando in direzione torrente Reka, all'incrocio a T si svolta a dx e dopo 500m a sx su salita molto meno trafficata, solo pochi turisti in cerca di funghi e malghe. Si passano 2 paesini e dopo Ljubinj si segue a sx la salita un po'più ripida che con un certo numero di tornanti nel bosco su asfalto, con media pendenza ma pochi respiri, porta ad una valle in cui, su sterrato in saliscendi, si incontra l'abitato (deserto) di Planina Lom, che si attraversa dritti e tra saliscendi sterrati e rampe ripide in cemento si prosegue fino ad una malga poco oltre. Breve sosta per l'assaggio della ricotta appena uscita dal laboratorio caseario e si prosegue con tratti alternati in salita e saliscendi con il medesimo fondo fino al rifugio Planina Razor, dopo circa 21km. Qui non è semplice trovare il sentiero, che rispetto al rifugio piega a sx e la supera verso quota più alta nell'erba. Necessario un po' di sano spingismo di pochi minuti sui prati per trovare la traccia più avanti e risalire in sella, per un sentiero in saliscendi su erba e sassi, poi bosco, con fondo facile ma impegnativo a livello fisico, per circa 3km, seguito da un sentiero a sx (si abbandona la salita) in discesa con una lunga serie di tornanti disegnati per la MTB, uno spettacolo su foglie e terra battuta, praticamente un bike park. Dopo 2km si sbuca su asfalto a sx e si scende fino al terzo tornante, in cui si imbocca il sentiero a sx con tabella Tolmin, decisamente più stretto, tecnico e impegnativo, con alcuni tornanti al limite ma molto piacevole, fondo sassoso e instabile. Si sbuca nuovamente su asfalto e si scende in paese fino al tornante successivo in cui imbocca il sentiero a dx con direzione Tolmin, simile al precedente e nel tratto finale decisamente più veloce, ma insidioso a tratti. In breve si sbuca su asfalto e si percorre una strada stretta, molto trafficata da pedoni escursionisti perchè si tratta del parco delle Gole di Tolmin, in cui si può scendere nel canyon del torrente Reka, molto suggestivo.
Usciti del parco si prende la sterrata bassa a sx accanto al bar e si scende verso Tolmin.
35km - Asfalto 40% - Sterrato 60%, Condizione fisica: medio impegnativo. Difficoltà tecnica: media. Dislivello 1270m
Percorso con salita su asfalto e sterrato di pendenza media in aumento verso la quota massima, il rifugio Planina Razor, sentieri di varia difficoltà in discesa, con finali più tecnici.
Si parte da Tolmino e si sale verso il centro del paese sulla strada principale, puntando in direzione torrente Reka, all'incrocio a T si svolta a dx e dopo 500m a sx su salita molto meno trafficata, solo pochi turisti in cerca di funghi e malghe. Si passano 2 paesini e dopo Ljubinj si segue a sx la salita un po'più ripida che con un certo numero di tornanti nel bosco su asfalto, con media pendenza ma pochi respiri, porta ad una valle in cui, su sterrato in saliscendi, si incontra l'abitato (deserto) di Planina Lom, che si attraversa dritti e tra saliscendi sterrati e rampe ripide in cemento si prosegue fino ad una malga poco oltre. Breve sosta per l'assaggio della ricotta appena uscita dal laboratorio caseario e si prosegue con tratti alternati in salita e saliscendi con il medesimo fondo fino al rifugio Planina Razor, dopo circa 21km. Qui non è semplice trovare il sentiero, che rispetto al rifugio piega a sx e la supera verso quota più alta nell'erba. Necessario un po' di sano spingismo di pochi minuti sui prati per trovare la traccia più avanti e risalire in sella, per un sentiero in saliscendi su erba e sassi, poi bosco, con fondo facile ma impegnativo a livello fisico, per circa 3km, seguito da un sentiero a sx (si abbandona la salita) in discesa con una lunga serie di tornanti disegnati per la MTB, uno spettacolo su foglie e terra battuta, praticamente un bike park. Dopo 2km si sbuca su asfalto a sx e si scende fino al terzo tornante, in cui si imbocca il sentiero a sx con tabella Tolmin, decisamente più stretto, tecnico e impegnativo, con alcuni tornanti al limite ma molto piacevole, fondo sassoso e instabile. Si sbuca nuovamente su asfalto e si scende in paese fino al tornante successivo in cui imbocca il sentiero a dx con direzione Tolmin, simile al precedente e nel tratto finale decisamente più veloce, ma insidioso a tratti. In breve si sbuca su asfalto e si percorre una strada stretta, molto trafficata da pedoni escursionisti perchè si tratta del parco delle Gole di Tolmin, in cui si può scendere nel canyon del torrente Reka, molto suggestivo.
Usciti del parco si prende la sterrata bassa a sx accanto al bar e si scende verso Tolmin.
venerdì 23 agosto 2019
Rjieka - Otok KRK - Otok RAB - Zara
18/19/20-08-2019
250km - Asfalto 70% - Sterrato 30%, medio impegnativo. Dislivello 2500m
Percorso cicloturistico mediamente impegnativo in 3 giorni tra l'Istria e le isole di Krk, Rab e Pag, con meta Zara in Dalmazia. Le strade sono per la maggior parte poco frequentate, per la maggior parte asfaltate e in continuo saliscendi. Mare quasi sempre a vista e territori selvaggi nelle isole, con vegetazione selvatica. Alternanza di zone civilizzate e selvagge o deserte. Tre spostamenti in traghetto e catamarano.
Giorno 1 - Rjieka - Krk - Rab - 100km e 1200m dls
Si parte da Rijeka (loc. Martinscica) per minimizzare il tratto di città da percorrere pedalando al ritorno dal porto, si pedala su asfalto in direzione Bakar per poi lasciarla in basso e continuare in discesa verso Bakarak su asfalto poco frequentato vista l'apertura della nuova strada che porta direttamente al ponte di Krk dall'autostrada. Oltrepassato il ponte si svolta a sx al primo incrocio (verso l'aeroporto) e finalmente il traffico diminuisce, alla prima curva a dx si imbocca il sentiero sassoso tra erba e cespugli che in leggero saliscendi e fondo impegnativo si percorre per 7km, come panorama le alture brulle a dx e il mare a sx, fino al paesino di Rudine (il significato friulano è chiaro) da cui si prosegue su sterrata più semplice in saliscendi e poi in discesa su asfalto fino al paese di Cizici e le sue saline, con una spiaggia di sabbia e torba in cui molti fanno i fanghi. Si prosegue su asfalto in prossimità del mare e dopo Klimno si imbocca una panoramica sterrata sul mare che porta a Silo, con spiagge su scogli e una splendida penisola rocciosa (quasi tutta ciclabile con impegno) con un faro che si affaccia verso la costa Dalmata proprio di fronte a Crikvenica. Si ritorna verso l'interno un po' più a sud e si punta verso le alture centrali dell'isola di Krk, su sterrate con decisi e impegnativi saliscendi in mezzo alla vegetazione ed ai profumi della macchia mediterranea prima, e nel bosco più in alto. Dopo circa 5km si ritorna all'asfalto in saliscendi oltrepassando Zestilac, Sveti Vid Dobrinjskj e, poco prima di Dobrinj si imbocca un'altra sterrata con saliscendi impegnativi fino a Gabonijn. Si evita ancora la strada principale passando per Sveti Ivan e Sveti Anton e ai caseggiati di Strilcici si sale a dx sulla strada asfaltata che porta in circa 8km di discesa verso il porto di Valbiska, in cui ci si imbarca sul traghetto per Rab (traghetto ore 16.00)
Dal porto di Lopar si sale con pendenza mai eccessiva oltre il paese e si prosegue su asfalto sulla principale superando le piccole alture verso la costa Adriatica, con panorama mozzafiato senza soluzione di continuità. Alla successiva insenatura, il golfo di Supertarska Draga, si svolta a dx seguendo il mare e percorrendo sentierini tra le case si imbocca uno stretto lungomare cementato meraviglioso che porta a Gonar e alla baia di Uvala Mei, non proprio degna di un bagno, con sabbia e mare tipo brodaglia. (Qui la traccia gpx ci abbandona). Si risale ripidi verso la strada che si abbandona dopo Barcici per imboccare il lungomare stretto e cementato che in breve conduce a Rab alle spalle della città vecchia, raggiungibile altrimenti solo a piedi. Si sale in paese con una breve scalinata ci si immerge in una spettacolare città fortificata con architettura di varie epoche. Piacevole anche il lungomare che ci porta al nostro appartamento nella località di Banjol.
Giorno 2 - Rab - Pag - 60km e 1000m dls
Si riparte da Banjol e si procede verso il centro di Rab percorrendo il meraviglioso lungomare sul porto quindi si abbandona la cittadina percorrendo la salita a media pendenza che scollina su un punto panoramico a quota 96m.; si prende poi la strada principale che in 10 km ci conduce al porto di Lopar; dopo una meritata colazione alle ore 10.00 si sale sul catamarano proveniente da Rijeka che porta a Novalija sull'isola di Pag (attenzione ai prezzi, la bici costa come la persona). Appena scesi ci si immerge nel giovane turismo della cittadina che si abbandona subito dirigendosi verso nord in cerca di una baia tranquilla per un meritato bagno. Su asfalto si percorrono i saliscendi per circa 8 km per poi scendere sulla sinistra a Potocnica in cerca lungo il sentiero sulla costa della meravigliosa plaza Kukurina per gettarsi, dopo una meritata birra, in fresca acqua cristallina.
Si ripercorre la strada verso Novalija per immergersi nella bolgia delle spiagge di Novalija, prima lungo la costa ovest e poi verso quella est nella rinomata e famosa plaza Zrce.
Dopo il dovuto lascivo divertimento si riprende la strada in direzione Pag percorrendo una meravigliosa sterrata che si incunea tra la montagna (a destra) e il mare (a sinistra); per più di 10 km si rimane immersi in questo paesaggio incontaminato reso ancora più suggestivo dal tramontare del sole dietro la montagna. Al termine l'asfalto annuncia l'arrivo a Pag.
Giorno 3 - Pag - Zara - 90km e 1000m dls
Si riparte da Pag proseguendo lungo la carrareccia "2" verso Stari Grad costeggiando le saline di Pag; giunti sulla strada la si percorre per poi girare a sinistra ed immergersi in un percorso molto brullo tra laghetti e insenature marine. Si sbuca sulla strada principale presso Dinjiska ed obbligatoriamente la si percorre in saliscendi fino ad attraversare il ponte (Paski Most) che collega l'isola alla terraferma. Si continua sulla strada asfaltata fino dopo Rtina, attraversata la quale la si abbandona scendendo a destra per strade secondarie sul golfo di Plemici, ove si procede su sterrata. Una secca ed improvvisa salita nella macchia fa scollinare il promontorio e scendere a Ljubac per un meritato ristoro vicino alla spiaggia.
Da Ljubac si risale prendendo la strada principale che conduce a Zara dove il catamarano della G&V line è il mezzo di trasposto per Rjieka, in 4 ore, quindi piuttosto veloce, ma a prezzi non proprio economici.
250km - Asfalto 70% - Sterrato 30%, medio impegnativo. Dislivello 2500m
Percorso cicloturistico mediamente impegnativo in 3 giorni tra l'Istria e le isole di Krk, Rab e Pag, con meta Zara in Dalmazia. Le strade sono per la maggior parte poco frequentate, per la maggior parte asfaltate e in continuo saliscendi. Mare quasi sempre a vista e territori selvaggi nelle isole, con vegetazione selvatica. Alternanza di zone civilizzate e selvagge o deserte. Tre spostamenti in traghetto e catamarano.
Giorno 1 - Rjieka - Krk - Rab - 100km e 1200m dls
Si parte da Rijeka (loc. Martinscica) per minimizzare il tratto di città da percorrere pedalando al ritorno dal porto, si pedala su asfalto in direzione Bakar per poi lasciarla in basso e continuare in discesa verso Bakarak su asfalto poco frequentato vista l'apertura della nuova strada che porta direttamente al ponte di Krk dall'autostrada. Oltrepassato il ponte si svolta a sx al primo incrocio (verso l'aeroporto) e finalmente il traffico diminuisce, alla prima curva a dx si imbocca il sentiero sassoso tra erba e cespugli che in leggero saliscendi e fondo impegnativo si percorre per 7km, come panorama le alture brulle a dx e il mare a sx, fino al paesino di Rudine (il significato friulano è chiaro) da cui si prosegue su sterrata più semplice in saliscendi e poi in discesa su asfalto fino al paese di Cizici e le sue saline, con una spiaggia di sabbia e torba in cui molti fanno i fanghi. Si prosegue su asfalto in prossimità del mare e dopo Klimno si imbocca una panoramica sterrata sul mare che porta a Silo, con spiagge su scogli e una splendida penisola rocciosa (quasi tutta ciclabile con impegno) con un faro che si affaccia verso la costa Dalmata proprio di fronte a Crikvenica. Si ritorna verso l'interno un po' più a sud e si punta verso le alture centrali dell'isola di Krk, su sterrate con decisi e impegnativi saliscendi in mezzo alla vegetazione ed ai profumi della macchia mediterranea prima, e nel bosco più in alto. Dopo circa 5km si ritorna all'asfalto in saliscendi oltrepassando Zestilac, Sveti Vid Dobrinjskj e, poco prima di Dobrinj si imbocca un'altra sterrata con saliscendi impegnativi fino a Gabonijn. Si evita ancora la strada principale passando per Sveti Ivan e Sveti Anton e ai caseggiati di Strilcici si sale a dx sulla strada asfaltata che porta in circa 8km di discesa verso il porto di Valbiska, in cui ci si imbarca sul traghetto per Rab (traghetto ore 16.00)
Dal porto di Lopar si sale con pendenza mai eccessiva oltre il paese e si prosegue su asfalto sulla principale superando le piccole alture verso la costa Adriatica, con panorama mozzafiato senza soluzione di continuità. Alla successiva insenatura, il golfo di Supertarska Draga, si svolta a dx seguendo il mare e percorrendo sentierini tra le case si imbocca uno stretto lungomare cementato meraviglioso che porta a Gonar e alla baia di Uvala Mei, non proprio degna di un bagno, con sabbia e mare tipo brodaglia. (Qui la traccia gpx ci abbandona). Si risale ripidi verso la strada che si abbandona dopo Barcici per imboccare il lungomare stretto e cementato che in breve conduce a Rab alle spalle della città vecchia, raggiungibile altrimenti solo a piedi. Si sale in paese con una breve scalinata ci si immerge in una spettacolare città fortificata con architettura di varie epoche. Piacevole anche il lungomare che ci porta al nostro appartamento nella località di Banjol.
Giorno 2 - Rab - Pag - 60km e 1000m dls
Si riparte da Banjol e si procede verso il centro di Rab percorrendo il meraviglioso lungomare sul porto quindi si abbandona la cittadina percorrendo la salita a media pendenza che scollina su un punto panoramico a quota 96m.; si prende poi la strada principale che in 10 km ci conduce al porto di Lopar; dopo una meritata colazione alle ore 10.00 si sale sul catamarano proveniente da Rijeka che porta a Novalija sull'isola di Pag (attenzione ai prezzi, la bici costa come la persona). Appena scesi ci si immerge nel giovane turismo della cittadina che si abbandona subito dirigendosi verso nord in cerca di una baia tranquilla per un meritato bagno. Su asfalto si percorrono i saliscendi per circa 8 km per poi scendere sulla sinistra a Potocnica in cerca lungo il sentiero sulla costa della meravigliosa plaza Kukurina per gettarsi, dopo una meritata birra, in fresca acqua cristallina.
Si ripercorre la strada verso Novalija per immergersi nella bolgia delle spiagge di Novalija, prima lungo la costa ovest e poi verso quella est nella rinomata e famosa plaza Zrce.
Dopo il dovuto lascivo divertimento si riprende la strada in direzione Pag percorrendo una meravigliosa sterrata che si incunea tra la montagna (a destra) e il mare (a sinistra); per più di 10 km si rimane immersi in questo paesaggio incontaminato reso ancora più suggestivo dal tramontare del sole dietro la montagna. Al termine l'asfalto annuncia l'arrivo a Pag.
Giorno 3 - Pag - Zara - 90km e 1000m dls
Si riparte da Pag proseguendo lungo la carrareccia "2" verso Stari Grad costeggiando le saline di Pag; giunti sulla strada la si percorre per poi girare a sinistra ed immergersi in un percorso molto brullo tra laghetti e insenature marine. Si sbuca sulla strada principale presso Dinjiska ed obbligatoriamente la si percorre in saliscendi fino ad attraversare il ponte (Paski Most) che collega l'isola alla terraferma. Si continua sulla strada asfaltata fino dopo Rtina, attraversata la quale la si abbandona scendendo a destra per strade secondarie sul golfo di Plemici, ove si procede su sterrata. Una secca ed improvvisa salita nella macchia fa scollinare il promontorio e scendere a Ljubac per un meritato ristoro vicino alla spiaggia.
Da Ljubac si risale prendendo la strada principale che conduce a Zara dove il catamarano della G&V line è il mezzo di trasposto per Rjieka, in 4 ore, quindi piuttosto veloce, ma a prezzi non proprio economici.
lunedì 5 agosto 2019
Forni di Sopra - Varmost - Malga Tartoi - Malga Tragonia - Colle San Giacomo - CAI 209
03-08-2019
24km - Asfalto 40% - Sterrato 60%, Condizione fisica: medio impegnativo. Difficoltà tecnica: difficile. Dislivello 800m
Percorso cicloalpinistico con salita in seggiovia a casera Varmost.
24km - Asfalto 40% - Sterrato 60%, Condizione fisica: medio impegnativo. Difficoltà tecnica: difficile. Dislivello 800m
Percorso cicloalpinistico con salita in seggiovia a casera Varmost.
Si parte dal centro sportivo di Forni di Sopra prendendo la ciclabile lungo il Tagliamento per giungere alla base di partenza della seggiovia; si sale e poi dalla Malga Varmost si prende la pista forestale in discesa fino ad incrociare il sentiero per m.ga Tartoi (la traccia erroneamente prosegue fino a Clap Varmost per poi risalire); si percorre il bel sentiero 211 quasi tutto ciclabile fino a raggiungere la meravigliosa conca prativa dove si trova casera Tartoi. Si prende in discesa la pista forestale fino al bivio per malga Tragonia. In salita sulla sinistra si prosegue su pista forestale con pendenze mediamente impegnative e si approda alla casera Tragonia. Da lì si intravede il sentiero CAI 209 che porta a forc. Risumiela (Tragonia) e poi lungo la cresta del M.te Col San Giacomo (30/40 min. di facile spingismo con qualche brevissimo tratto ciclabile). La discesa dalla cima alla casera è meritevole e ripaga della salita; avviene lungo il percorso fatto in precedenza a piedi (diff. S1/S2). Giunti alla casera si prende sulla sx il sentiero CAI 209 che attraversa il torrente Tolina su di un ponticello di legno e poi prosegue abbastanza scorrevole in mezzo al bosco sino a giungere a Vico.
Santo Stefano di Cadore - Sega Digon - Monte Zovo
27-07-2019
36km - Asfalto 40% - Sterrato 60%, Condizione fisica: medio impegnativo. Difficoltà tecnica: difficile. Dislivello 1100m
Percorso parziale della gara Pedalonga, con salita...
36km - Asfalto 40% - Sterrato 60%, Condizione fisica: medio impegnativo. Difficoltà tecnica: difficile. Dislivello 1100m
Percorso parziale della gara Pedalonga, con salita...
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