19-12-2015
23km - Asfalto 50% - Sterrato 50%, medio impegnativo. Dislivello 1150m
Da Montina si percorre Via Mazzini, che si stacca dalla principale e piega a sx (1,1km) e subito a dx (1,3km). Ripida salita prima asfaltata e poi sterrata-cementata piuttosto ripida fino al falsopiano (4,8km). Riprende la salita verso Reant che raggiungiamo nei pressi di un bivio (10,2km). Si prosegue in salita verso Valle, al bivio si sale a dx e si riprende l'asfalto in cima accanto ai ripetitori. Si prosegue e sulla sx si apre uno spiazzo erboso con una traccia che si segue in una divertente discesa erba-sentiero che porta a Valle di Soffumbergo. Da qui inizia la variante. Si scende in piazza, da cui si risale tra le case in modo da rimanere a sx della strada asfaltata che scende. Si trovano le indicazioni di sentiero rosse-bianche su cartelli e paletti. Il primo tratto è piuttosto impegnativo e tecnico con brevi tratti non ciclabili, poi si fa più scorrevole, comunque con salite e discese con pendenze e sassi insidiosi. Si sbuca sull'asfalto in prossimità di una cappella, 100m oltre sulla dx si prende il sentiero seguente, ancora nel bosco e molto divertente oltre che tecnico. Si sbuca su una carrareccia, ancora un tratto in discesa, poi si prende il sentiero che scende a sx e si riprende lo stesso sterrato tra gli uliveti nei pressi del Frantoio di Campeglio. La strada da qui è asfaltata e passa per Campeglio per poi incrociare la SP Faedis-Cividale. Si segue verso Cividale per ritornare al punto di partenza. Pranzo rustico dopo Campeglio in un agriturismo in cui ci apostrofano con "Non c'erano altri posti aperti dove pranzare?"
12-12-2015
30km, 50% asfalto-50% sterrato. Dislivello 1000m,medio impegnativo, single track S1/S2 molto lungo.
Si parte da San Pietro al Natisone, parcheggio vicino alla chiesa. Si sale su asfalto in via Klancic, si arriva dopo un paio di tornanti alla trattoria alla Quercia, si prende la carrareccia a sx e si continua a salire con pendenze medie in mezzo al bosco alternate a tratti di saliscendi, ai successivi 2 bivii si svolta sempre a dx e dopo 5km si scende leggermente per raggiungere il piccolo abitato di Vernassino su asfalto, si sale ancora a sx ma su asfalto fino alla frazione di Costa, poco prima del cartello si scende leggermente a dx su prato, poi su carrareccia e tornanti, dopo altri 4km si ricomincia a salire leggermente per raggiungere la SP nei pressi di Jeronizza. Da qui si sale ancora 5km su asfalto verso il Matajur, pendenza costante superiore al 10% con il panorama nascosto dal bosco, tornanti senza distrazioni. Che noia terribile. Si attraversa Stermizza e si prosegue fino alle prime case di Montemaggiore. Alla prima asfaltata a sx si scende (cartello non stradale con indicazione Mersino) e dopo 2km di leggero saliscendi si incrocia il sentiero CAI749 che scende dal Monte Glevizza. Si scende lungo il sentiero ben segnalato a sx. Da qui al punto di partenza è tutto single track, non tutto ciclabile, particolarmente adatto a biammortizzate, meglio se Trail o Enduro. Con una front è divertente, ma molto al limite. Si alternano rampe ripide sia in salita che in discesa, tratti esposti e zig zag nel bosco. Il primo tratto è ricco di sassi, poi si fa più scorrevole. Ai successivi due incroci si segue per Mezzana-San Pietro e si giunge all'asfalto a Mezzana, si prosegue dritti e si imbocca una carrareccia che prosegue dritta in corrispondenza di una curva sulla strada, si continua a scendere, a sx sulla strada percorsa salendo, poi subito a dx su prato per affrontare un sentiero che porta fino a Sorzento. Da qui si segue la ciclabile Bimobis fino a San Pietro al Natisone.
07-12-2015
20km, 50% asfalto-50% sterrato. Dislivello 800m,medio impegnativo, single track S1/S2
Si parte da Enemonzo zona municipio e si sale verso via Savoreit, zona di casette in legno poste a Nord in periferia, si svolta a dx fino alla fine dell'asfalto, poi alla prima a sx e si inizia a salire su una ripida mulattiera che porta nel bosco, in breve fino a Colza, prendendo prima a sx e poi a dx nei due incroci. Si sbuca sull'asfalto appena prima della frazione e si continua a salire, alternando rampe ripide a tratti di respiro e, come paesaggio, tratti di bosco e pascoli aperti. Si continua su asfalto fino a oltre 1000m di quota, fino all'incrocio per Mediis o Pani. Noi scendiamo un tratto fino oltre l'albero immortalato sulla copertina del DVD sulla repubblica di Carnia, giusto il tempo di trovare un po'di neve, poi risaliamo e proseguiamo in direzione Forca di Pani, un incrocio tra 3 mulattiere e un sentiero che prosegue in piano su erba a sx. Si segue quest'ultimo, che poco dopo scende nel bosco, un po'insidioso per le pietre mosse nascoste sotto le foglie dell'autunno, ma molto divertente. Tratti ripidi e successioni di curve veloci, tracciato ben segnato e visibile. L'ultimo tratto prima di sbucare sull'asfalto a Feltrone è molto veloce e divertente. Al bivio si prosegue a dx su sentiero e al primo bivio a sx su sentiero più piccolo, si scende ancora veloci nel bosco con alcuni piccoli salti tra le radici. In breve si arriva su un prato vicino a Dilignidis, si scende quindi su asfalto a dx e poco dopo su prato a sx su una stradina appena accennata.subito dopo una larga curva a sx. Ci si addentra nel bosco e si seguono le indicazioni al contrario per Mediis, si tratta del percorso permanente su cui si svolge la gara della Carniabike. Molto divertente e veloce, con diverse varianti. Ci si immette dopo qualche km sull'asfalto a Viaso, all'incrocio a sx e poi di nuovo per sentieri fino alla nuova variante SR, passando attraverso un pascolo recintato elettrificato. Si passa sotto la strada nei pressi di Socchieve (uno dei due attraversamenti previsti per gli animali selvatici) e si percorre la vecchia strada che riporta velocemente a Enemonzo.

28-11-2015
34km, 50% asfalto-50% sterrato. Dislivello 680m,medio impegnativo, single track S1/S2
Si parte da Aonedis (Savoneles), direzione Ragogna, ma invece di seguire l'asfalto si prosegue in direzione Ovest e alla curva a gomito a sx si prende lo sterrato che sale a Nord a dx. si sbuca sull'asfalto che in breve porta a San Giacomo, si prosegue dritti lungo via Aonedis, si sale fino alla SP che collega Ragogna a San Daniele, a sx e subito ripida a dx verso Casa Rossa, che diventa sterrata, si scollina e si scende a Ca'Farra. Si attraversa ancora la strada e si sale sull'asfalto a Ca'Nodusso, alla prima a sx si affrontano rampe in cemento oltre 25% di pendenza con alcuni falsopiani di respiro per raggiungere la cima del Monte di Ragogna. Qasi tutto sterrato fino al monumento all'emigrante accanto al cimitero di guerra degli alpini. Si sale su asfalto fino in cima, poi a dx fino all'indicazione Percorso militare "Lis Cenglis". Divertentissimo single track con tornanti, rampe in salita e discesa e panorama sul tagliamento verso Nord. Si sbuca sull'asfalto che scende verso San Pietro (Borc), si prosegne in discesa verso la strada che porta al ponte di Pinzano. Appena imboccata, al primo tornante largo si prende a dx la strada su prato vicino alla casetta del depuratore, dietro di essa scende un breve sentiero che termina su una gradinata vicino al ponticello che precede il ponte principale. Si risale verso Pinzano, a dx verso Campeis, un paio di saliscendi e si scende a dx verso Pontaiba. Si segue per il campo sportivo, si entra accanto al portone e subito a sx lungo la recinzione, a metà campo si entra in una radura a sx e si segue il sentiero battuto percorrendo al contrario il tracciato della gara XC Colle dello scorso settembre. Diversi MTBikers lo percorrono ancora, vista la traccia ben definita. Si entra ed esce più volte dall'asfalto che porta a Colle e con piacevoli varianti sulle colline ripide si arriva alla frazione. Ritorno dal percorso appena affrontato, ora molto più divertente. Dal campo sportivo di Pontaiba, invece di percorrere la strada dell'andata provo a cercare un sentiero che da sotto Manazzons porti a Pinzano, ma finisco su un ripidissimo sentiero da affrontare quasi totalmente a piedi che sale sopra Campeis e scendo lungo un prato fino alla piccola località, da cui su asfalto rientro a Pinzano e poi su asfalto fino ad Aonedis.
22-11-201551km, 30% asfalto-70% sterrato. Dislivello 80m, facile (tranne pista San Vidotto)
Per cambiare stavolta un giro in pianura, con la variante di una parte della pista per MTB di San Vidotto.
Partenza da Varmo, si imbocca lo sterrato a fianco della scuola per l'infanzia e si prosegue dritti fino a San Martino di Codroipo, si attraversa e si segue per Lonca-Passariano sul tratto di ciclabile a fianco della strada fino alla sterrata a sx tra un ponte su canale e la strada che porta a Villa Manin. Si sfiora il parco delle risorgive e si arriva su asfalto a Codroipo, al semaforo accanto alla trattoria risorgive si svolta a dx e si prosegue dritto fino all'incrocio a T con la strada che porta a dx verso Zompicchia. Si imbocca la ciclabile e in corrispondenza della strettoia della chiesa si svolta a sx verso la SP pontebbana. Si prosegue a sx per 100m sulla strada trafficata e subito a dx accanto a un vivaio (cartelli pista ciclabile). Si seguono i cartelli della ciclabile e si pedala sullo Stradone Manin, una sterrata perfettamente dritta tra due file di alti alberi recuperato dall'oblio nel 2005. Per alcuni km si pedala in piano senza incontrare anima viva tra campagna e vigneti. Si attraversano alcune strade secondarie asfaltate e si avanza fino a un incrocio a T in prossimità di Flaibano. Si imbocca l'asfalto a sx e subito dritti fino a Grions, dritti ancora fino a Turrida. Le strade sono un po'più trafficate ma la sicurezza rimane accettabile. Attraversata la SR Gemona - Ponte Delizia si prosegue dritti e si scende verso il Tagliamento. Qui si può scegliere di entrare nell'alveo fin da subito o proseguire sull'asfalto al di qua dell'argine e trovare un sentiero più avanti, come abbiamo fatto noi. Al mattino i frequentatori di questa zona sono solo alcuni cacciatori, le strade che scendono verso sud sono diverse ed è facile finire in una pista cieca. Comunque si esce dall'argine in prossimità del ponte della Delizia e si prosegue su asfalto al di sotto, all'incrocio nei pressi della ferrovia si svolta a sx, si passa sotto i binari e si risale sull'argine. Si può proseguire su asfalto accanto all'argine fino al punto di partenza o deviare a dx verso la pista di San Vidotto per un'agile pedalata nel single track molto ben tenuto e divertentissimo. Facciamo circa mezzo giro e rientriamo prima su una carrareccia, poi su asfalto fino a Varmo. Birretta alla Locanda di Varmo per rilassarci.
14-11-2015
28km, 30% asfalto-70% sterrato. Dislivello 1400m, Single track S2, impegnativo
Si parte da Erto nuova e si sale su asfalto verso la val Zemola, strada con panorama meraviglioso tra tornanti e versanti rocciosi a picco. Pendenza media, si arriva a Casera di Conte e inizia lo sterrato, agli incroci si tiene prima la sx, poi la dx. La pendenza aumenta fino al 20% su sterrato a tratti sconnesso nel bosco non particolarmente fitto, con alcuni scorci di panorama. Ignorare la strada a dx con indicazione Rifugio che taglia un tornante a sx e continuare a salire, circa per 1km fino alla fine della carrareccia. Da qui si prosegue solo su sentiero in saliscendi con tratti di rampe oltre il 20%, molto impegnative. Almeno un paio di centinaia di metri a piedi sono da mettere in conto e alcune soste per il panorama da urlo. Fino qui sono 12km di salita. Sosta radler e spuntino a quota 1740m e si riparte in discesa. Si fa per dire discesa, in effetti si perde quota dal rifugio a Casso, ma le discese a pendenze importanti si alternano a saliscendi impegnativi. Il primo tratto corrisponde all'andata, poi scende su ghiaia e bosco, zig zag tra gli alberi su un letto di foglie secche, pendenza non eccessiva. Si attraversa la carrareccia e la pendenza aumenta nel bosco, si vola. All'incrocio si risale leggermente e continua la discesa nel bosco a zig zag, poi la pista si allarga e continua a scendere più dolcemente. Si raggiunge l'asfalto dell'andata che si segue fino all'indicazione sentiero Troi dal Sciarbon che sale ripido a dx. In realtà ci sono 2 sentierini che si uniscono. Noi prendiamo il secondo, con almeno 50m a spinta al 50% di pendenza, poi prosegue in discesa e falsopiano prima nell'erba e rado bosco, poi su ghiaia. Tratti molto esposti con pendenza verso il dirupo, quindi piuttosto pericolosi. Alcuni tornanti su rocce e radici fanno scendere per alcuni metri dalla sella. Si domina l'invaso e si vede la strada a strapiombo sotto di noi. Sconsigliatissimo a che soffre di vertigini. Si attraversa un paio di ghiaioni pedalabili, poi il sentiero risale leggermente prima di sbucare a Casso. Una pausa per respirare dopo l'apnea. Si risale in paese a sx verso il cimitero, in corrispondenza del quale scende il sentiero che ci porterà nei pressi della diga. Prato, bosco, poi un tornante a sx e un divertente sentiero stretto ma godibile che scende velocemente fino all'asfalto. Da qui si sale facilmente fino a Erto nuovo. Un giro con tutti gli ingredienti che si possono desiderare in MTB, tecnico, panoramico, in continuo cambiamento, difficile e adrenalinico. Fine giornata con un frico in un ristoro tra San Martino e il passo della Crosetta.
07-11-2015
29km, 30% asfalto-70% sterrato. Dislivello 1400m, Single track S1, medio impegnativo
Giornata meravigliosa anche a novembre, massime al sole attorno ai 18°C.
Si parte da uno dei parcheggi del paese di Paluzza e si sale su asfalto in direzione Ligosullo-Paularo. Piccola deviazione in paese a Treppo Carnico (in cui troviamo anche un'insegna di una discoteca !!), si riprende la SP che si lascia poco dopo per salire a sx sempre su asfalto verso Tavielle e i borghetti successivi per arrivare a Ligosullo. Volendo si possono tagliare alcuni tornanti su sentierini tra le case con pendenze importanti. prima di Ligosullo si scende leggermente per poi attraversarlo e prendere l'asfalto a sx verso Valdajer. Si sale ancora stavolta tra bosco e radure fino al castelletto. Breve pausa e si sale a sx verso il monte Paularo. Il fondo è sterrato e a tratti piuttosto sconnesso, il paesaggio è per un paio di km bosco e, superati i 1500m prato ingiallito dall'autunno. Panorama meritevole di foto e soste. Si superano due laghetti e si arriva su una piazzola da cui partono tre sentieri. Noi saliamo in cima al Monte Paularo (2045m), alcune centinaia di metri, per metà ciclabile in salita e divertimento puro in discesa. Poi proseguiamo lungo l'unica stradina poco prima della piazzola, un piccolo strappo in salita e poi sentiero su prato, tra il sottobosco e infine nel bosco. Single track S1 con fondo irregolare causa rocce e nella seconda parte anche radici. Si prosegue su una stretta carrareccia e negli ultimi km su asfalto molto sporco e con pendenze importanti. Impianto frenante molto sollecitato. Si sbocca in paese a Paluzza. Fine giornata con polletto a Resiutta.
