sabato 9 ottobre 2021

Sella Chianzutan - Colle dei Larici - Casera Val - Forcella Cormolina - CAI806

09/10/2021
Km 16 - Asfalto 5% - Sentieri 50% - Sterrato 45%; condizione fisica: impegnativo; Difficoltà tecnica: impegnativo; Dislivello 1000 m
Giro cicloalpinistico con salita su sterrato da Sella Chianzutan, sentiero non ciclabile dalla "sedia" in cresta fino al Colle dei Larici, discesa parzialmente ciclabile fino alla cava, sterrata fino a Casera Val e risalita con portage a Forcella Cormolina, discesa sullo stesso fino ad intersecare il CAI806 che con fondo impegnativo e tratti un po'esposti riporta a valle.
Si parte dal ristorante di Sella Chianzutan, si scende su asfalto per poco fino alla prima sterrata che sale a sx verso la cava di marmo, ad oggi quasi tutta risistemata. In parte nel bosco e in parte aperta sulla valle sale non particolarmente ripida fino alla famosa sedia affacciata sulla valle di Verzegnis. Da qui si imbocca il sentiero che sale verso Colle dei Larici, ripido e non pedalabile, un lungo saliscendi tra le cime in parte a spinta e soprattutto a spalla. Dalla cima si scende per meno di metà sulla bici e il resto a piedi a causa della condizione molto scavata e mossa del sentiero. Si raggiunge la sella con l'ingresso della cava di marmo, in cui si prende la prima a sx lungo i vecchi binari e attraverso una breve galleria buia fino alla vecchia teleferica della cava. Splendido punto di vista verso Sella Chianzutan. Si riprende la strada dell'andata fino all'incrocio in cui si segue al sterrata in discesa a sx, fino a Casera Val, ristrutturata da poco in un anfiteatro naturale magnifico, tra il Monte Verzegnis e il Lovinzola. Subito dietro si sale in breve su sentiero a spinta e portage fino a Forcella Cormolina, da cui si gode una notevole vista a 360 gradi. SI ridiscende sullo stesso sentiero, con fondo un po'scavato nell'erba e qualche roccia fino alla casera, poi si risale di fronte e si scende su traccia abbastanza ben visibile e fondo simile, di difficoltà crescente fino all'incrocio con il sentiero CAI806 che scende dalla sella della cava. Si procede a dx sullo stesso, con fondo sempre più mosso su terra e roccia e alcuni tratti un po'esposti, senza un attimo di respiro. Nell'ultimo tratto si entra nel bosco, ma la difficoltà rimane medio alta, fino alla carrareccia che scende verso Sella Chianzutan. Un paio di tagli veloci sui prati e si raggiunge la valle.

martedì 5 ottobre 2021

Sesto - Monte Elmo - CAI403 - Sella di Confine - Sella di Nemes - Passo Silvella - Rif. Coltrondo

25/09/2021
Km 30 - Sentieri 50% - Sterrato 50%; condizione fisica: medio impegnativo; Difficoltà tecnica: impegnativo; Dislivello 1000 m meccanizzato + 500 m
Giro cicloalpinistico con prima salita in cabinovia fino alla stazione del Monte Elmo, salita su sterrata e sentiero fino alla cima e continuazione in cresta e in costa fino a Passo Silvella, discesa su sentiero nel bosco fino ad una sterrata che, con numerosi tagli su sentieri, porta prima al Rif. Coltrondo e poi in fondovalle.
Si parte da Sesto, stazione cabinovia Elmo ed arrivati in quota si sale in sella fino al sentiero che sale sulla cima del Monte Elmo, parzialmente pedalabile se preso dalla sella, oppure totalmente a spalla se si sceglie quello precedente, dritto partendo da una curva a sx. Lungo tutta la salita ed in cima il panorama è fantastico ed in alto si apre anche sulla valle della Drava. Da questo punto in poi è un continuo saliscendi con rampe a volte violente su sterrato e sentieri, tra la cresta e la costa rivolta alternativamente su entrambe le valli. Si superano un paio di rifugi e si giunge a Sella di Confine, per proseguire in un contesto sempre super fino a Sella di Nemes. Si sale sul sentiero a sx (parzialmente pedalabile) per passare sotto il famoso masso a sbalzo e proseguire in cresta. Il fondo passa da erboso a roccioso compatto a roccioso molto mosso e instabile, con alcuni passaggi esposti. Ultimo tratto tra i pascoli per giungere a Passo Silvella, da cui si scende 200m su sterrata e al primo sentiero a sx segnalato si svolta, proseguendo su fondo scavato nell'erba e rocce insidiose affioranti. Si tratta di una traccia in continuo saliscendi per metà pedalabile fino ad una cimetta dalla quale si scende su una sterrata che si taglia più volte possibile sui sentieri ben visibili. Il fondo in terra e rocce con alcune radici affioranti è comune a tutti i tagli e a volte può essere insidioso. Breve sosta al Rif. Coltrondo e si scende ancora su sterrata riprendendo alcuni sentieri di taglio in direzione Sesto, con ultima parte su sterrata parallela all'asfalto e poi freeride su prato fino alla seconda stazione di cabinovia.


domenica 3 ottobre 2021

Capoliveri Legend Cup - Classic 50Km - Isola d'Elba

03/10/2021
Km 50 - Asfalto 20% - Sentieri 40% - Sterrato 40%; condizione fisica: impegnativo; Difficoltà tecnica: impegnativo; Dislivello 1470 m
Percorso gara nella versione breve (Classic 50km), tutto realizzato attorno al promontorio a sud di Capoliveri, nella zona Sud-Est dell'Isola d'Elba. Una serie di saliscendi di varia pendenza, anche molto intensa, con le baie dell'isola spesso come sfondo. Si sale e scende a livello del mare per tutta la percorrenza, con passaggi su sentieri molto conosciuti ( DH miniere di calamita, Trail delle miniere, BikePark) e spiagge meravigliose.


sabato 2 ottobre 2021

Forni Avoltri - CAI169 - Monte Ombladet - CAI141 - Sigilletto

02/10/2021
Km 22 - Asfalto 20% - Sentieri 40% - Sterrato 40%; condizione fisica: impegnativo; Difficoltà tecnica: impegnativo; Dislivello 1470 m
Giro cicloalpinistico con salita da Sigiletto a Casera Monte dei Buoi, quindi salita portage alla Cima Ombladet (m. 2.250), discesa e traverso alla forcella Ombladet, strepitosa discesa sul CAI141 verso C.ra Ombladet e rientro lungo il CAI140.
Si parte dalla partenza della piazza della chiesa di Forni Avoltri salendo su asfalto verso Frassenetto e Sigiletto, oltrepassato questo ultimo si gira a sinistra salendo su carrareccia contrassegnata come cai 169. La salita è particolarmente impegnativa con la presenza di due rampe cementate superiori al 20%, con dei respiri intermedi; dopo meno di 5 km si arriva a Casera Monte dei Buoi (m 1.723) dove ci aspetta una merita pausa prima di affrontare i 500 metri di salita alla cima; dopo i primi metri pedalabili il sentiero diventa più ripido e tra spingismo e portage si raggiunge in circa 40 minuti prima la selletta e poi la cima in un ambiente straordinario con viste spettacolari. Si scende dalla cima in sella alla bici e si prosegue a sinistra lungo il 169 fino alla selletta dove si stracca a destra il sentiero Strado dei soldats; noi proseguiamo diritti scendendo ancora un po', la traccia si fa labile e particolarmente esposta in tratti franati; si presenta ancora una salitina di circa 70 metri di dislivello, breve ma faticosa, poi la discesa a forcella Ombladet. Da qui si prende a sinistra il sentiero cai 141 che scende in maniera tecnica (S2) con presenza di tornantini impegnativi, ma in generale molto scorrevole. Oltrepassate casera Ombladet di sopra e di sotto  si raggiunge la forestale che sale a Bordaglia. Alcuni sentieri tagliano la stradina fino a giungere al sentiero naturalistico della Forra del Bordaglia dove si scende su pietraia. Si risale la forestale con indicazione cai 140 che ci porta a Forni Avoltri.



sabato 18 settembre 2021

Dordolla - Bevorchians - Forca Zouf di Fau - CAI435 - Monte Flop - CAI437 - Foran da la Gjaline - Rif.grauzaria - Sent. Fassoz

18/09/2021
Km 21 - Asfalto 20% - Sentieri 30% - Sterrato 50%; condizione fisica: medio impegnativo; Difficoltà tecnica: impegnativo; Dislivello 1200 m
Percorso cicloalpinistico con salita su asfalto e sterrato fino alla Forca Zouf di Fau, da cui si prende il sentiero CAI435 parzialmente ciclabile fino alla sella che porta al Monte Flop in andata e ritorno, si prosegue per il Foran da la Gjaline in cui si prende l'impegnativo CAI437 fino al Rifugio Grauzaria e si prosegue fino all'incrocio di sentieri in cui si prende a dx il Sent.Fassoz che porta a valle.
Si parte nei pressi di Dordolla per risalire l'asfalto della val d'Aupa fino all'abitato di Bevorchians, all'incrocio si sale a sx su asfalto più ripido che supera il paese e poi diventa sterrato con tratti a pendenza impegnativa per circa 7km, leggera discesa e all'incrocio si risale più dolcemente a sx fino all'imbocco del CAI435 alla Forca Zouf di Fau, circa 1,5km più avanti. Si sale leggermente a dx seguendo il cartello Ric.Mestri su sentiero molto ripido nel bosco, al limite della pedalabilità per 600m, poi a sx per sbucare su un incrocio in cui si sale ancora dritti, pedalando sempre meno. Dal bosco si passa alla roccia e si apre il panorama e si alterna la spinta fino alla sella che si apre verso la valle del Rio Fontanaz, di fronte al Monte Grauzaria. Si prosegue pochi metri in discesa e si prende a sx il sentiero in costa che prima in piano e poi in salita porta alla vicina cima del Monte Flop, quasi del tutto a spinta tra i pini mughi e su fondo molto sconnesso su prato e rocce. Gli ultimi metri si fanno solo a piedi fino alla cima (1715m) per poi ridiscendere e, sulla sella, percorrere poco più di metà del sentiero panoramico e sconnesso dell'andata in bici. Si riguadagna il precedente CAI435 e si prosegue in discesa con brevi tratti in saliscendi su fondo roccioso e di medio-alta difficoltà fino al Foran da la Gjaline, incrocio di sentieri in cui si prosegue dritti sul CAI437, più impegnativo con gradoni su pietra e tratti scavati. Ci si addentra nel bosco con fondo simile e rocce sporgenti, si alternano tornanti mai troppo stretti a gradoni e si raggiunge il Rif.Grauzaria. Si prosegue oltre su roccia, sentiero altrettanto impegnativo lungo il torrente con alcuni guadi. Continua ad essere panoramico fino a quando la vegetazione sale e ci si immerge nel bosco, fino a raggiungere l'incrocio dopo circa 2km con 3 sentieri, si prende quello di dx, Sentiero Fassoz, per salire leggermente...
ALTERNATIVA
All'incrocio, invece di prendere il Sent.Fazzos, si può scendere proseguendo dritti su traccia (CAI437) un po' più larga e dritta, di media pendenza su fondo morbido da bosco e pochi cambi di direzione. Man mano che si scende la traccia si allarga e diventa più fluida e veloce, molto semplice. Sbuca sull'asfalto che scende alla provinciale della Val d'Aupa a pochi km a Nord di Dordolla.

sabato 11 settembre 2021

Ravascletto - Monte Arvedis - Malga di Claupa - Malga Meleit - Malga Tamai - Malga Pozof - CAI170 - Rif. Stella Alpina

11/09/2021
Km 23 - Sentieri 50% - Sterrato 50%; condizione fisica: medio impegnativo; Difficoltà tecnica: impegnativo; Dislivello 760 meccanizzato + 1.070 m
Percorso cicloalpinistico con salita in funivia da Ravascletto al "cubo" dello Zoncolan, salita quasi totalmente a spinta alla cima Tamai, breve discesa tecnica a forcella Arvenis, risalita con portage fino a Cima Arvenis e discesa a Malga Claupa; lungo traverso su sentiero fino a Malga Meleit, risalita a Malga Tamai e poi al passo, Malga Pozof e discesa sul sentiero CAI170 prima e downhill dal Rifugio Stella Alpina.
Si sale immediatamente con la funivia dal parcheggio di Ravascletto fino al suo arrivo, si percorre la carrareccia che porta a sella Zoncolan, oltrepassandola e proseguendo verso il Monte Tamai (m.1.970) che si raggiunge spingendo su pista da sci; breve discesa su single track fino a forcella Arvenis e risalita con portage fino alla Cima Arvenis (m. 1968). La prima parte della discesa ricalca la salita, qualche tratto a piedi per iniziare, poi diventa un flow scorrevole, in cui fare attenzione nei tratti maggiormente scavati. Giunti a Malga Claupa si scende verso il torrente per risalire il sentiero con pendenze pedalabili.
Si giunge a Malga Meleit aggirando Punta Bella e, dopo una rigenerante sosta, si sale per le rampe cementate e sterrato fino a a Malga Tamai.
Raggiunta sella Zoncolan si scende verso Ovaro cercando di tagliare i tornanti e prima della galleria si prende a destra una strada sassosa e smossa che porta a malga Pozof. In prossimità della malga, sulla destra, si stacca il sentiero CAI170 che con un flow divertente (S1) e qualche rilancio porta fino ad un bivio a quota 1.400 dove su un albero sono riportate le frecce; si prosegue diritti risalendo parte a piedi ed attraversando un ponticello in legno, giungendo poi in una strada bianca che scende al rifugio Stella Alpina; al rifugio in prossimità di un tombino si prosegue dritti nel bosco; ha inizio un downhill con fondo ripidissimo ma attenuato dagli aghi di pino, non segnalato ma comprensibilmente intuitivo che riporta al campo sportivo di Ravascletto.

Alternativa intermedia: Dopo la discesa da Monte Tamai, all'incrocio dei sentieri, si prende il sentiero in discesa a dx invece di salire al Monte Arvedis, in saliscendi si prosegue su roccia e terra, con alcuni passaggi tecnici di media difficoltà, poi in discesa con ultima parte su tornanti molto stretti e ripidi con gradini franati, fino ad Malga Arvenis Alta, da cui su sterrata in discesa si raggiunge Malga Claupa. Il dislivello pedalato scende a 770m.


sabato 4 settembre 2021

Piani di Qua - Sella Nevea - Rif. Gilberti - Sella Prevala - CAI636 - Giro delle Malghe - Malga Montasio - CAI622

04-09-2021
Km 30 - Asfalto 30% - Sterrato 30% - Sentieri 40%,  Condizione fisica: medio impegnativo; Difficoltà tecnica: impegnativo; Dislivello 730meccanizz+1100m
Percorso cicloalpinistico con salita su asfalto fino alla funivia di Sella Nevea, arrivo al Rif. Gilberti e salita quasi totalmente a piedi fino a Sella Prevala, ulteriore salita ripida fino a Sella Leupa per scendere su sentiero roccioso, sconnesso e ghiaioso CAI636 fino a Sella Nevea, risalita su sterrata lungo il giro delle Malghe fino all'altopiano di Montasio, discesa fino a Piani di Qua lungo il fluido e non particolarmente tecnico sentiero CAI622.
Si parte da Piani di Sotto, si risale lungo l'asfaltata secondaria parallela alla principale fino a metà salita, dopodiché è necessario pedalare nel traffico, comprese alcune brevi gallerie buie sui tornanti fino alla stazione della funivia del Canin, poco prima dell'abitato di Sella Nevea. Le cabine sono larghe e si sta fino a 3 persone+bici (senza sovrapprezzo) e in breve si raggiunge il paesaggio lunare in cui è immerso il Rifugio Gilberti. Da qui non è più possibile prendere la cabinovia per l'ultimo tratto, quindi ci si gode la meravigliosa vista delle cime sovrastanti e della valle e si prosegue in sella scendendo per poco a dx e risalendo subito su fondo ghiaioso mosso e pendente. Si riesce a pedalare a fatica per poche centinaia di metri per poi dover spingere o portare la bici, con difficoltà di trazione a piedi sulla ripida e cedevole rampa. Alcuni tratti a zig zag e altri di sentiero battuto a tornantini permettono un più agevole incedere, ma la sella non è lontana. Si raggiunge in circa mezz'ora Sella Prevala e si può ammirare lo spettacolo tutto attorno. La cima del vicino Monte forato sovrasta a sx, mentre il percorso sale a dx verso Sella Leupa (che corrisponde all'arrivo della seconda cabinovia), pedalabile al limite.
Da qui inizia la discesa su visibile traccia CAI636 su pietra e ghiaia mobile, con vista mozzafiato (non godibile a pieno a causa della difficoltà del tracciato), di cui la prima parte è a tratti esposta e mediamente impegnativa, poi, dall'inizio della vegetazione, più scalinata e con rocce emergenti e passaggi tecnici, alcuni da superare in velocità, altri sfruttando l'equilibrio. Tornanti abbastanza stretti si alternano a gradoni per un lungo tratto centrale, per poi diventare più fluido man mano che ci si avvicina alla stazione della funivia di Sella Nevea, termine del sentiero. Si attraversa il prato e si riguadagna la strada soprastante, la vecchia caserma della Finanza e inizia la salita del Giro delle Malghe con rampe in cemento ripide alternate a sterrato, tutto pedalabile, con pendenza che diminuisce man mano che si sale. Dopo la prima malga, Casera Cregnedul, il panorama si apre definitivamente ed è meraviglioso, la strada diventa un piacevole saliscendi e porta a Casere Larice e successivamente ai Piani di Montasio, ove si trovano Casere Parte di mezzo e in lontananza in alto si staglia il Rif. Di Brazzà e in piano in fondo la Malga Montasio. Si raggiunge in breve quest'ultima tra i pascoli e, dopo una breve sosta, si scende lungo la sterrata vicina alla malga per imboccare a sx un'altra sterrata più stretta e dissestata che porta alla tabella Piani di Là e al CAI622 (S1). Facendo molta attenzione agli altri escursionisti si scende su fondo compatto e perlopiù largo nel bosco, aghi di pino e pigne sono le uniche insidie. Primo tratto velocissimo con tratti rettilinei interrotti da tornanti larghi, poi un po' più divertente con alcune varianti e, verso 2/3 del percorso, pure fondo ghiaioso con breve tratto di ferrata, completamente ciclabile. Si stringe verso la fine diventando ancora più piacevole, sempre immerso nel bosco. Si sbuca improvvisamente in paese.