sabato 31 luglio 2021

Auronzo di Cadore - Forcella Maraia - Lago di Misurina - Rif.Auronzo (Tre Cime) - CAI 1104

31-07-2021
Km 31 - Asfalto 40% - Sterrato 30% - Sentieri 30%,  Condizione fisica: impegnativo; Difficoltà tecnica: impegnativo; Dislivello 1500m
Percorso con salita su sterrato piuttosto ripida fino a Forcella Maraia, discesa su sentiero e risalita su sterrato al lago di Misurina, salita su asfalto fino al Rif. Auronzo (Tre Cime) e discesa su sentiero impegnativo e panoramico.
Si parte da un parcheggio oltre Auronzo di Cadore, nei prezzi di Giralba, si imbocca una sterrata a sx che sale subito piuttosto ripida e sconnessa seguendo un torrente, parzialmente immersa nel bosco, che permette di ammirare le cime delle dolomiti circostanti solo nell'ultimo km, in cui si apre fino alla Forcella Maraia e al corrispondente Rif. Città di Carpi. Si imbocca la sterrata a dx che diventa in breve sentiero e scende nel bosco frequentato anche dagli animali al pascolo, a tratti tecnico e parzialmente in saliscendi. Si sbocca su una sterrata che risale fino al lago di Misurina, superato il quale si prende l'asfalto a dx che sale piuttosto ripido verso il lago di Antorno e, oltre il casello per le auto, verso il rifugio Auronzo. Strada trafficata, compensa le difficoltà per il meraviglioso panorama. Dopo una doverosa sosta si riparte sul sentiero in costa verso la cappella degli alpini e, poco prima, si imbocca il sentiero a dx che scende su ghiaia in valle (CAI1104), straordinario serpente che si ammira dall'alto. Molto divertente e con alcuni passaggi impegnativi, altri tratti molto scorrevoli, un infinito numero di tornanti larghi e alcuni attraversamenti di ghiaioni, quasi del tutto ciclabile, fino a raggiungere il bosco, con il fondo che diventa terroso e rimane molto divertente. Si raggiunge la strada che permette diversi attraversamenti su sentiero nel bosco e riporta al park.

venerdì 23 luglio 2021

La Maina - Lateis - Giro delle Malghe di Sauris - CAI206 - Monte Rioda - Sella Rioda - CAI209 - Giro del Lago di Sauris

23-07-2021
Km 42 - Asfalto 50% - Sterrato 20% - Sentieri 30%,  Condizione fisica: impegnativo; Difficoltà tecnica: medio impegnativo; Dislivello 1650m
Percorso di media difficoltà con un solo tratto cicloalpinistico, di pura pedalata per il Giro delle malghe, su sentieri anche a spinta fino a Sella Rioda, in discesa su sterrata fino al lago e in leggero saliscendi sempre su sterrata per chiudere l'anello del Lago.
Si parte da La Maina, vicino alla diga di Sauris, per salire su asfalto (a tratti ripido) fino a Lateis e proseguire in direzione malghe in saliscendi con fondo misto asfalto vecchio-sterrato, si scende fino ad un incrocio in cui i cartelli indicano le malghe a dx, si sale su asfalto e poi sterrato per scendere tra i pascoli fino a Malga Gerona, si risale e dopo pochi km si giunge al punto più alto del giro delle Malghe (m. 1883) e subito dopo, scendendo su sterrata veloce, si arriva a malga Pieltinis. Proseguendo si giunge al  tratto più duro del percorso con pendenze proibitive anche se supportate dal fondo cementato, si supera la sella, si ridiscende verso i pascoli e si risale. Le salite di questa sezione terminano al 19 km dopo mlaga Festons, tra il Monte Mogenleit e Festons. Si scende ancora su sterrato molto veloce, ma prima del tratto cementato si gira a dx su sentiero in costa su erba, segnalato ma non facilmente visibile. Il CAI 206 corre in costa per diversi km in salita non molto pedalabile a causa del fondo rovinato dagli animali al pascolo e dalla scarsa frequentazione che permette alla vegetazione di riprendersi i suoi spazi. Brevi tratti si discesa si alternano alla salita a tratti piuttosto ripida fino alla sella tra Monte Rioda e Monte Palone a quota 1900m, da cui inizia la discesa su sentiero stretto in cresta erbosa, con alcuni punti esposti. La pendenza diminuisce e il fondo migliora fino all'asfalto in corrispondenza di Sella Rioda. Si prosegue a dx e si abbandona l'asfalto per un sentiero nell'erba su una curva in vista di Casera Razzo e si scende per imboccare il CAI210 verso il Lago di Sauris. Discesa su carrareccia sconnessa e alcuni tratti in saliscendi per proseguire a sx sul CAI209 che è ancora una carrareccia in discesa che inizia tra i pascoli e prosegue nel bosco, ad oggi con decine di schianti di abeti che interrompono continuamente il cammino. Un ultimo tratto con numerosi tornanti per affrontare due guadi sulla strada e un ultimo al termine della stessa sull'affluente principale del Lago di Sauris. Da evitare in caso di forti piogge, si può superare senza bagnarsi i piedi in stagione asciutta, per poi risalire poco dopo sulla carrareccia che aggira il lago sul lato Sud. Dolce saliscendi con alcuni scorci sul lago, rimane comunque alta rispetto al livello dell'acqua, all'ombra per quasi tutto il tragitto fino alla galleria buia che scende dal Passo Pura e porta alla diga, nei presso della quale termina il giro.

lunedì 19 luglio 2021

Dardago - ciclabile Madonna delle Nevi - Piancavallo - Pian delle more - Forcella Giais - parziale Sentiero Costa Longa - Casera Palussa - Giais

17-07-2021
Km 42 - Asfalto 50% - Sterrato 20% - Sentieri 30%,  Condizione fisica: medio impegnativo; Difficoltà tecnica: impegnativo; Dislivello 1400m
Percorso con salita su ciclabile fino a Piancavallo, poi su sterrato e ultima parte su sentiero fino a Forcella di Giais, sentiero impegnativo in discesa su ghiaione e bosco fino a Giais, rientro su asfalto e ciclabile in piano.
Si parte da Dardago per salire lungo la Ciclabile Madonna delle Nevi fino a Piancavallo, per salire in direzione seggiovia Tremol e poi su sentieri verso il Pian delle More, nei pressi di un bacino artificiale, si scende sui pascoli e si risale su sterrata a tratti ripida verso le cime. Al primo incrocio in una radura si svolta a dx su sentiero spettacolare in saliscendi nei pascoli per raggiungere in breve la Sella di Giais, che si supera di pochi metri per un meraviglioso punto panoramico che vale una breve sosta. Si inizia a scendere su sentiero piuttosto ripido con fondo ghiaioso e mobile, al limite del ghiaione. Piuttosto tecnico  concede di godere del panorama verso la pianura per pochi istanti e in corrispondenza di un tratto in erba con poca pendenza si svolta a sx su sentiero battuto e segnalato con bastoncini colorati (forse tracciato di un trail da skyrunners), che alterna tratti nel bosco con fondo misto con terra e altri su ghiaia....
Filmato percorso

sabato 10 luglio 2021

Malga Valbertat - Cason di Lanza - CAI439 (Traversata Carnica) - Sella di Aip - Rudnig Alm - Tropolacher Alm - Rattendorfer Alm - Cima di Lanza - CAI403 - Casera Cordin - CAI451

10-07-2021
Km 29 - Asfalto 10% - Sterrato 30% - Sentieri 60%,  Condizione fisica: impegnativo; Difficoltà tecnica: impegnativo; Dislivello 1150m
Percorso alpin-ciclistico con oltre la metà del percorso a spinta o a spalla, con salita super panoramica su sentiero CAI439 da Cason di Lanza alla Sella di Aip, discesa su alcuni sentieri e sterrate austriache fino a Tropolacher Alm e risalita per metà a spinta e portage fino alla sella di Cima di Lanza, sentiero in saliscendi fino a Casera Cordin e discesa su sentiero parzialmente ciclabile CAI451.
La salita è la stessa del giro descritto qui.
Si parte nei pressi di Malga Valbertat e si risale su asfalto fino a Cason di Lanza, per poi salire lungo la sterrata dietro il rifugio, con alcune rampe lastricate ad alta pendenza alternate a respiri su ghiaia, si prosegue sulla principale fino al cartello CAI439 a sx subito dopo una serie di tornanti. Si imbraccia la due ruote e si porta per qualche centinaio di metri su rocce umide a gradoni fino ad un saliscendi nell'erba tra i cespugli, poco ciclabile, per poi risalire di nuovo su roccia ad alta pendenza fino alla Travesata Carnica, spettacolare linea in saliscendi su roccia e ghiaioni al cospetto della Creta di Aip e con meraviglioso panorama sulla valle. Si intravede già in fondo la Sella di Aip e il punto rosso del Bivacco Lomasti. Lunga traversata in buona parte ciclabile su sconnesso con alcuni scavalchi di roccia per finire su prato in prossimità della cresta che divide Italia dall'Austria, Passo Pramollo a sinistra e la più alta stazione della funivia a pochi metri dal sentiero. Al bivio a dx verso la sella, alcuni tratti a spinta in cresta e si scende verso la Sella di Aip, in cui si imbocca a sx il sentiero che scende con traccia incerta fino ad un piccolo pianoro rivolto verso la valle austriaca e poi su erba puntando al lago sottostante. Si lascia lo specchio d'acqua a dx, si supera Rudnig Alm e in saliscendi e ultima parte in salita su sterrata larga e ben battuta (come ovunque in Austria) si raggiunge Tropolacher Alm, si prosegue verso Rattendorfer Alm da cui inizia la salita, dapprima dolce come i tratti precedenti e poi sempre più decisa, fino ad essere difficilmente pedalabile dalla piccola cappella nei pascoli, da cui si sale verso dx verso il punto più basso della cresta, tra i cespugli su stretto sentiero con la bici in spalla. Si intercetta in cresta la Traversata Carnica CAI403, in saliscendi piuttosto tecnico e ripido a tratti che si segue fino a Sella Cordin, alla successiva Malga e poco oltre ove si imbocca a sx il CAI451. Si tratta di un sentiero in saliscendi nel bosco ad oggi ben manutenuto, con tratti esposti e rampe ripide, ciclabile a tratti, per circa metà della lunghezza. Si raggiunge l'asfalto con fatica per concludere il giro.

martedì 6 luglio 2021

Cortina - Tofane - CAI404 - Passo Falzarego - CAI424 - 5 Torri - CAI439

03-07-21
35km - 10% asfalto-40% sterrato-50% sentieri. Dislivello 1100m+1200m funivie, Condizione fisica: medio impegnativo; Difficoltà tecnica: medio impegnativo.
Percorso in parte meccanizzato per sfruttare i sentieri affacciati sulla valle che va dal passo Falzarego a Cortina, in parte in costa e in parte in pura discesa, con alcune parti a spinta.
Si parte da Cortina e si sale subito sulla funivia delle Tofane (sconti per gruppi), si scende brevemente su carrareccia per salire sulla successiva funivia verso il rifugio Duca d'Aosta, da cui si inizia realmente a pedalare, prima in leggera discesa su carareccia, poi all'incrocio a dx in salita con alcune rampe ripide fino al rifugio Dibon, dopo il quale si imbocca il sentiero con transenna che sale subito ripido e un po' sconnesso verso Forcella Fontananegra. Al limite della pedalabilità in molti tratti e a spinta in altri porta ad un primo incrocio a T appena sotto le Tofane, quindi si svolta a sx per percorrere il lungo traverso CAI404 (2km) su fondo roccioso superpanoramico in continuo saliscendi violento (ed alcuni tratti a spinta ed altri esposti) per poi scendere rapidamente verso la carrareccia che conduce ad un fabbricato da cui parte l'ultimo sentiero molto stretto a gradoni che porta al Passo Falzarego, il giro di boa. Si sbuca sull'asfalto che si abbandona quasi subito per svoltare nel parcheggio e imboccare una traccia appena accennata sull'erba costeggiando la strada in continuo saliscendi, con fondo spesso umido. Dopo un ponticello si prende il sentiero di sx e si procede nel bosco su fondo a tratti roccioso ancora in saliscendi per raggiungere la stazione della seggioivia per le 5 Torri. Si salgono in breve 400m e si riparte dal rifugio con vista spettacolare. Si scende sul sentiero più vicino verso la carrareccia sottostante, per poi scendere su questa fino a poco dopo il seguente edificio, in cui si svolta a dx su carrareccia più stretta e dissestata. Al seguente incrocio si svolta a sx su traccia ancora più stretta e ripida che si riduce a sentiero entrando nel bosco. Si riprende la carrareccia solo per pochi metri per prendere il poco visibile sentiero a sx ripido ancora nel bosco, più tecnico. Si prosegue su sentiero fino a imboccare la carrareccia che porta al lago artificiale Pian del Conte, dopo il quale di imbocca l'ultimo sentiero della giornata, più ripido e ricco di radici, seguito da un tratto molto più veloce e flow, seguendo il quale si sbuca a Campo di Sotto, paesino nei pressi di Cortina, raggiungibile tramite una stradina che sale leggermente tra i prati.

sabato 26 giugno 2021

Tarvisio - Rif.Zacchi - Porticina - CAI512

26-06-21
30km - 30% asfalto (ciclabile)-20% sterrato-50% sentieri. Dislivello 1200 m, Condizione fisica: medio impegnativo; Difficoltà tecnica: medio impegnativo.
Percorso cicloaplinistico con salita tra sterrate e sentiero, dal Rif.Zacchi per la maggior parte non ciclabile fino alla Porticina, discesa su sentiero di media difficoltà fino al Lago Inferiore di Fusine, ritorno su ciclabile.
Si parte dalla stazione Boscoverde a Tarvisio, si percorre un tratto di ciclabile F1A in direzione SLO e al primo incrocio si sale a dx verso Aclete, si prosegue su rampe cementate ripide nel bosco, per poi diminuire in pendenza su sterrato. Tutto il percorso è in ombra fino ai prati di Alpe del Lago, dove sembra di vivere in un dipinto, con le rocciose alpi di fronte e il Lago Superiore di Fusine dietro. Si svolta a sx e si intercetta in breve la salita al Rif. Zacchi, carrareccia larga e molto battuta, con pendenze medie in aumento verso la fine. Al rifugio si imbraccia la bici per l'attacco del sentiero CAI512, a gradini nei primi metri. A tratti risulta pedalabile con molta fatica, ma i gradini sono sparpagliati lungo tutto il percorso, sempre in ombra nel bosco e semplice, nonostante la pendenza. Si possono sfruttare alcuni punti panoramici per riposare e godere della vista sui laghi e si giunge ad un incrocio in cui a sx si scende a Fusine e a dx si sale alla Porticina (CAI512a). Si affronta a piedi la salita alla ex-frontiera con la SLO, con la possibilità piuttosto faticosa di portare la bici ancora per 2/3 della salita molto scalinata, tranne gli ultimi metri verticali su roccia. La vista dalla Porticina è notevole su entrambi i lati, nuda roccia e ghiaioni. Si ridiscende, in bici è piuttosto impegnativo per il fondo cedevole e i numerosi gradini di varie dimensioni. Dal bivio lasciato precedentemente si scende verso il Lago Inferiore di Fusine, con subito una salita ripida e una serie di passaggi in ferrata esposti su ghiaione (cavi comunque molto sicuri) per poco più di un centinaio di metri. Da uno spiazzo con una radura inizia la vera discesa, piuttosto fluida nel bosco, con alcuni tornanti stretti e passaggi molto ripidi, ma con il fondo asciutto affrontabili in sicurezza. Alcuni punti panoramici interrompono la picchiata che diminuisce di pendenza ma aumenta in velocità di percorrenza nell'ultimo tratto prima di raggiungere la strada nei pressi del Lago. Breve sosta dovuta per lo meno al cartello "welcome bikers" finalmente rivolto ai ciclisi e si scende imboccando la ciclabile proveniente da Ratece, così quasi senza pedalare si raggiunge Tarvisio Boscoverde

sabato 19 giugno 2021

Fadalto - Nevegal - Col visentin - M.te Faverghera - CAI950

19-06-21
35km - 40% asfalto-20% sterrato-40% sentieri. Dislivello 1300 m, Condizione fisica: medio impegnativo; Difficoltà tecnica: medio impegnativo.
Percorso con un breve tratto nel traffico a valle, una singola salita da Fadalto a Nevegal e sterrata accanto alla cresta fino al Col Visentin, ritorno lungo un meraviglioso sentiero in cresta fino al Monte Faverghera e discesa su sentiero di media difficoltà tra prati e bosco fino a valle.
Si parte da un park oltre Fadalto, si percorre la statale lungo il lago per circa 5km per salire su una stretta asfaltata a sx verso Cornolade, poco trafficata ma non deserta, che porta con medie pendenze a Nevegal, da cui si sale ancora verso i rifugi, sempre su asfalto. Le pendenze aumentano di poco ma l'ombra degli alberi permette di raggiungere il primo, la Casera, senza troppa fatica. Si prosegue in salita senza più ombra lungo alcune ripide cementate alternate da tratti in sterrato, seguite da un leggero saliscendi che termina con la salita al Col Visentin, il punto più alto. Dopo una breve sosta si scende lungo il sentiero in cresta a dx del rifugio, incrocia la strada e risale in cresta con alcuni tratti pedalabili e altri meno alternati a discese mozzafiato con panorama a 360°. Si sale e scende fino al Monte Faverghera da cui si intercetta il CAI950; si può salire alle antenne per imboccarlo dall'inizio o percorrere il pendio lateralmente per incrociarlo più a valle e proseguire in leggero saliscendi per poche centinaia di metri, per poi iniziare la discesa che continua fino a valle. Il primo tratto è un lungo zig-zag su fondo erboso con traccia in alcuni tratti in terra scavato con alcune pietre mobili, poi entra nel bosco piuttosto fitto e diventa più tecnico, sia per il fondo che per la pendenza, ancora con tornanti e leggeri saliscendi, con traccia larga in terra. Più si scende di quota e più aumentano, ad oggi, il numero degli schianti di alberi e la vegetazione fitta che ingombra il sentiero, comunque percorribile con brevi soste. Si attraversa una carrareccia e si percorre un breve tratto in leggero saliscendi, si sbuca su un'altra carrareccia, si scende a dx per imboccare il primo sentiero a dx oltre un dosso (dopo circa 500m di sterrato), molto più fluido e veloce, ma con fondo a tratti insidioso, che porta velocemente all'asfalto nei pressi di Lastra. Ritorno su asfalto nel traffico.