mercoledì 16 dicembre 2020

Bordano - Monte San Simeone - CAI838a - Sentiero delle Farfalle - Interneppo

11-2020
35km, 50% asfalto-20% sterrato-30% sentieri. Dislivello 1100m, Condizione fisica: medio impegnativo; Difficoltà tecnica: impegnativo.
Percorso con salita su asfalto fino alla chiesetta di San Simeone, sentiero impegnativo e a tratti esposto nel bosco, molto ripido e sdrucciolevole fino a circa metà della salita verso il Monte Festa, discesa su sterrato fino all'imbocco del sentiero delle Farfalle che conduce a Interneppo, rientro su asfalto.
Si parte da Bordano, si sale lungo l'asfalto verso la sella che conduce a Interneppo e poi a dx in direzione Monte San Simeone, di nuovo a dx sempre su asfalto sul lungo nastro con una ventina di tornanti, di cui quasi metà in galleria, che tra bosco e roccia conduce con pendenza media e costante fino al pianoro erboso dal quale si ammira uno splendido panorama sulla pianura. Si superano le due baite e si prosegue verso il sentiero che porta in cima al monte, ma si svolta a sx in un secondo pianoro erboso con altre baite da cui si può salire alla chiesetta di San Simeone per una breve pausa. Si scende nuovamente verso Nord e si segue una vaga traccia che porta ad una serie di alberi con un gran numero di segnali bianco-rossi, da cui parte il sentiero CAI838a a sx verso il Monte Festa. Subito molto ripido, scivoloso e coperto da uno spesso strato di foglie (tutto l'anno, in particolare in autunno), con il fondo sottostante in cedevole roccia e una miriade di semi di faggio che accentuano l'instabilità. Alcuni tratti scavati, altri stretti rendono ancora più alpinistica la discesa (S3), parzialmente ciclabile ma molto suggestiva. Si perde quota rapidamente e si scorge la fortezza del Festa sempre più alta, infatti si sbuca su uno dei sentieri che tagliano la sua carrareccia al di sotto della metà. Si segue a sx la discesa e si sbuca sulla carrareccia, che si segue per circa un km per poi prendere a dx il tabellato Sentiero delle Farfalle (S1/S2), meno impegnativo del precedernte, ma comunque su fondo instabile e roccioso. In breve si giunge a Interneppo, da cui si sale lungo l'asfalto fino alla sella e, al primo sterrato a sx per tagliare un tratto di strada fino a Bordano.

Peonis - Malga Cuar - Monte Cuar - CAI815 - CAI816 - Val Tochel - CAI817 - Strada di Mont

11-2020
30km, 30% asfalto-40% sterrato-30% sentieri. Dislivello 1300m, Condizione fisica: medio impegnativo; Difficoltà tecnica: medio impegnativo
Percorso cicloalpinistico, con salita su sterrato fino a Malga Cuar, sentiero poco ciclabile fino in cima al Monte Cuar, discesa sullo stesso fino alla malga e sentieri con tratti in saliscendi di varia difficoltà passando per Val Tochel e Ledrania fino al termine.
Si parte da Peonis e si sale per poco su asfalto e poi sterrato in direzione Loc.Cjanet, al primo incrocio a dx su fondo più instabile immersi nel bosco con qualche apertura e più roccia dopo il cambio valle. Si raggiunge l'asfalto che collega Avasinis a Mont di Prat e si segue a dx per la salita verso Malga Cuar. Al bivio su un tornante si tralascia l'indicazione e si prosegue dritti su sterrato, non molto panoramico e a tratti immerso nel bosco fitto fino a sbucare sui pascoli nei pressi della malga. La salita mai troppo pendente se non a tratti perde intensità e si apre un piacevole panorama verso Nord. Poco prima di Malga Cuar si sale lungo il sentiero con segni bianco-rossi (CAI815) verso la cresta. Poco ciclabile in salita, con l'ultimo tratto dritto per dritto su erba per raggiungere il sentiero in cresta che presenta una meravigliosa vista verso Sud a perdita d'occhio sulla pianura. Si procede a sx lasciandosi alle spalle le due cime Cuel dai Poz (centrale) e Monte Flagjel (all'altra estremità, ben più complicato da raggiungere). Si sale dapprima a fatica sui pedali, poi tra alberi e rocce a gradoni fino in cima al Mont di Cuar, con la sua campana e la madonnina. Non si affronta il sentiero che prosegue, ma si fa dietro.front sui propri passi. La discesa è non meno ostica della salita nel primo tratto, diventando piacevole dall'inizio del prato. Il lungo tratto in cresta ripaga di tutta la fatica e, al cartello CAI di sentiero dismesso che scenderebbe sul lato Nord, si svolta a dx verso Sud superando la staccionata e lungo il CAI815 verso la malga (S1/S2). Poi a sx e a dx lungo i segni bianco-rossi, prima su erba e poi in saliscendi con fondo tra roccia e sottobosco, divertente e tecnico, quasi sempre immerso nel bosco con pochi punti panoramici, riporta ad una carrareccia e con un altro taglio poco ciclabile (parte del CAI816) all'asfalto dell'andata, che si segue in discesa e poi in leggera salita fino a Val Tochel, a sx e al primo tornante dritti su sentiero CAI817, molto scavato con fondo roccioso (in condizione peggiore rispetto ad un anno fa) in saliscendi e tratti ripidi nel bosco. Lungo e con fondo roccioso alternato a pascolo e tratti di carrareccia porta fino all'asfalto nei pressi di Stavoli Agar, in salita fino alla sella e in discesa ripida su asfalto per pochi metri, a sx in salita a sx per scendere subito su prato ad altri stavoli e a dx su sentiero roccioso che entra in loc. Ledrania. Si risale 10m e a dx si imbocca il sentiero pulito da pochi mesi dai generosi abitanti del luogo, quasi tutto ciclabile tra stretti muri a secco fino ad una casa e poi a sx in saliscendi su prato e nel bosco (alcuni bollini bianco-rossi) fino ad una carrareccia che porta verso Stavoli Pecol, che si abbandona subito per seguire il seminascosto sentiero che, tagliando una parte di strada, segue un canale di scolo dell'acqua fino quasi all'imbocco del sentiero che scende a Peonis. Il famoso sentiero Strada di Mont (CAI818?) risulta più scavato di alcuni mesi fa, con rocce insidiose e a tratti instabili, pendenza solo a tratti impegnativa (S2) e alcuni gradoni. Panoramico dopo l'ultimo tornante, diventa più scorrevole solo nell'ultimo tratto vicino al paese.

sabato 12 dicembre 2020

Sagrado - Monte San Michele trails

12-12-2020
27km, 20% asfalto-50% sterrato-30% sentieri. Dislivello 750m, Condizione fisica: medio impegnativo; Difficoltà tecnica: medio impegnativo
Percorso enduro carsico nelle pendici del Monte San Michele partendo da Sagrado.
Si parte dal parcheggio presso la stazione di Sagrado, si supera il sottopasso ferroviario e si procede lungo via Fornace per poi svoltare a sx in salita su Via Remigio del Pino. Subito il fondo della carrareccia si fa mosso per divenire sentiero lungo l'Enel trail. Si prende la carrareccia 77 che ci porta al Cippo Corridoni dove si procede a sx verso Quota 164. Attraversata la provinciale si prosegue diritti fino al punto panoramico per poi prendere il percorso 76 e, su asfalto, salire a San Martino del Carso. Attraversiamo il paese per poi prendere un sentiero a sx che ci porta alla grotta Pecina (ex ricovero militare del 15/18) per poi risalire ancora su sentiero ciclabile fino in prossimità del Monte San Michele risalendo fino a cima 1 (m. 265 punto più elevato del percorso). Scendiamo dirigendoci all'imbocco del Bomba DH che percorriamo tutto d'un fiato (S2); giunti sull'asfalto risaliamo su via Peteano fino al terzo tornante dove imbocchiamo il Porcino Trail, un bel sentierino di 500 metri che riscende sull'asfalto. Risaliamo fino a Cima 3 del San Michele e, dopo aver goduto del panorama, alla cima 4 per poi scendere lungo i trails "Albero Isolato" e "Union". Raggiunto San Martino del Carso ci dirigiamo verso la via di ritorno passando tra diversi sentieri tra i quali il San Bellin's trail che ci permette di visitare i Sass di San Bellin. Scesi a Fogliano risaliamo Santa Maria in Monte per l'ultima discesa verso Sagrado.


sabato 14 novembre 2020

Dardago - Ciclovia Venezia delle Nevi - Casera Friz - Monte Croseraz (sentiero Wilderness) - CAI984 - Mezzomonte - Enduro trails

 14-11-2020
35km, 40% asfalto-20% sterrato-40% sentieri. Dislivello 1750m, Condizione fisica: impegnativo; Difficoltà tecnica: medio impegnativo
Percorso cicloalpinistico con salita asfalto e sentiero perloppiù a spinta fino in cima, discesa su sentieri di varia difficoltà passando per Mezzomonte.
Si parte da Dardago (Budoia) e si sale verso Piancavallo su asfalto, imboccando dopo pochi km la Ciclabile Venezia delle Nevi, la via più sicura per salire a Piancavallo. Con pendenza media e costante e alcuni punti panoramici si abbandona dopo 13km dopo la sbarra per svoltare a sx sempre su asfalto in saliscendi estremamente panoramico fino a Casera Friz da cui parte il sentiero a dx verso il Monte Croseraz. Parzialmente pedalabile nei primi metri porta a due conche successive le cui salite devono essere fatte a spinta/portage tra Doline e grotte carsiche, come la successiva salita alla cima, immersa nel faggeto lungo il sentiero Wilderness. Il panorama in cima (Monte Croseraz 1694mslm) è parzialmente nascosto dagli alberi, ma è comunque spettacolare in tutte le direzioni.
La discesa si segue sullo stesso sentiero della salita (S1/S2) fino a Casera Friz, facendo attenzione a non perdere la traccia, non segnata e con molti punti ingannevoli. Chiaramente si ripercorrono le due conche con le relative salite molto ripide a spinta/portage. Accanto alla casera parte il sentiero CAI984 su prato, inizialmente con pendenza limitata e alcuni saliscendi fino ad un pianoro erboso e uno stagno sfruttato dai pascoli nei pressi di Casera Val di Lama. Un attimo di respiro e si scende lungo i pascoli per poi affrontare il pendio del monte su traccia nell'erba e pochi alberi, così da lasciare libera la vista al panorama spettacolare sulla pianura. Più ripido e tecnico (S2) con tratti su rocce mobili e gradoni, completamente ciclabile, porta nei pressi di Mezzomonte in cui si prende all'incrocio il sentiero a dx, che diventa velocissimo e fluido e porta ad una sterrata che si percorre per poco per poi imboccare a dx il sentiero Troi Trek, enduro scassato e veloce, che finisce sulla sterrata tagliafuoco che si percorre saltando il sentiero Puma ad oggi non percorribile causa rovi, fino al successivo a dx (uno dei tanti trail spettacolari della zona) fino a Dardago.


sabato 7 novembre 2020

Pontebba - Passo Pramollo - Sentiero Italia - Monte Malvuerich - CAI433

07-11-2020
28km, 60% asfalto-10% sterrato-30% sentieri. Dislivello 1250m, Condizione fisica: medio impegnativo; Difficoltà tecnica: impegnativo
Si tratta di una variante del giro cicloalpinistico qui descritto, l'ormai mitico anello che sale lungo la strada per il passo Pramollo, devia verso il monte Malvuerich e scende lungo il sentiero CAI 433, reso famoso dal video di promozione turistica della regione FVG effettuato col drone al minuto 4.21” https://www.youtube.com/watch?v=rsWCyvMtAfw.
Da Pontebba si sale lungo la strada asfaltata che porta a Passo Pramollo / Naßfeld. Salita su asfalto, si supera il ristoro a sx e la dimessa caserma delle guardie di frontiera, si prosegue fino al lago del Passo Pramollo del quale si può percorrere su passerelle il perimetro per imboccare il sentiero indicato con cartello giallo che scende in breve (S1) nel bosco fino nei pressi della vecchia caserma, ove ha inizio una pista forestale che conduce ai prati della Baita Winkel. Si imbocca subito il sentiero a sx un po'nascosto e si risale tra bosco e rocce (25 min. di bici a spinta, a tratti molto ripido). Giunti a Sella Pridola si può ammirare il meraviglioso panorama sul comprensorio di Passo Pramollo (Gartnerkofel) e sulle malghe della Conca di Pricot. Si prosegue in discesa percorrendo una vecchia strada/mulattiera militare che traversa il versante sud del M.te Malvuerich. Si lasciano sulla destra i resti di quella che un tempo doveva essere una piccola caserma. Si percorrono due brevi gallerie scavate nel costone della montagna. Alcuni saliscendi e si superano alcuni tratti aerei "protetti" da parapetti in pietra e cemento e un ponte in legno sospeso (da poco ricostruito) il tutto in un contesto alpino magnifico dominato dal Monte Cavallo di Pontebba (S1). Si prosegue lungo il sentiero segnavia CAI n.433 evitando la deviazione a sx del CAI433a. La difficoltà aumenta a causa del fondo coperto di foglie che nascondono le rocce mobili e i rami (S1/S2). Una lunga serie di tornanti nel bosco in cui si perde il panorama ma comunque divertente. Ultimo tratto su carrareccia in discesa e pochi saliscendi fino all'asfalto dell'andata. Per mettere le ruote sullo sterrato si prende l'unica carrareccia a sx dopo un ponte che porta ad 1km da Pontebba.

lunedì 2 novembre 2020

Barcis - Casera Pala - Pala D' Altei - CAI987 - CAI996

31/10/2020

Km 26 - Asfalto 23% - Sterrato 38% - Sentieri 39%,  Condizione fisica: impegnativo; Difficoltà tecnica: impegnativo; Dislivello 1300m
Percorso cicloalpinistico con salita su sterrato a tratti mosso fino oltre Casera Pala, su sentiero quasi del tutto a spinta fino alla cima della Pala d'Altei, discesa sullo stesso sentiero per oltre metà ciclabile e poi su sentiero in parte ciclabile in saliscendi e discesa fino alla vecchia strada del Cellina.
Si parte dal lago di Barcis in prossimità del Ponte Antoi procedendo sul lato sinistro del lago imbucando una galleria (in questo periodo ci sono i lavori per la costruzione di un ponte e la strada è aperta solo il fine settimana); si imbocca sulla sx la strada asfaltata verso la località Portuz che, con dei ripidi tornanti, ci fa prendere subito quota tagliando in più punti il sentiero CAI 970. A breve la strada diventa carrareccia che con pendenze costanti e continue (qualche rampa del 15%) e porta al bivio per la casera Pala. Giunti a quota 1.160 si prende a sx la rampa che porta alla Casera Pala (indicazioni su un albero). Dopo una meritata sosta si riprende la forestale in salita verso Montelonga facendo attenzione al bivio col sentiero CAI 987 a quota 1.360 che si stacca dalla forestale sulla sx (non segnalato). Si imbocca il sentiero spingendo la bici per i primi 10 minuti giungendo quindi in un magnifico pianoro completamente pedalabile che conduce alla base della Pala d'Altei. Si giunge al bivio con il sent. cai 987/A presso Ciucul Foredor, si rimane sul 987 che procede a sx e in salita porta con 20 minuti di spingismo sulla cima della Pala d'Altei. Merita salire con la bici per affrontare poi la discesa sulla stessa traccia quasi tutta pedalabile seppur tra sassoni sporgenti (S2). Ridiscesi al bivio si prosegue a dx lungo il CAI 987 (direzione Grizzo); il sentiero nella prima parte risulta ostico e si deve superare anche un salto di roccia per poi diventare scorrevole e piacevole fino al Pian della Corona (diff S1 e S2). Da qui si prende la stradina a sx in leggera salita contrassegnata dal colore giallo-blu (MV02) che presto si trasforma in sentiero che scende scorrevole nel bosco Faeit (diff. S1+) fino ad incrociare il CAI 996. A questo punto noi siamo andati a sx, ma è fortemente consigliabile prendere il sentiero verso dx che conduce a Montereale Valcellina, dove è opportuno lasciare un'auto per evitare di attraversare le insidiose gallerie per Barcis.



Padova - Stra - Mira - Dolo - Fusina - ciclabile delle Ville sulla riviera del Brenta


25-10-2020
Km 70 - Asfalto 70% - Sterrato 30%,  Condizione fisica: facile; Difficoltà tecnica: facile; Dislivello 50m
Percorso lungo la ciclabile del Brenta, in parte dedicata sull'argine dei fiumi e in parte su strade secondarie poco trafficate a fianco dei corsi d'acqua. Da Strà a Oriago si pedala tra le ville venete e i loro giardini, prima e dopo immersi nella campagna, con pochi tratti in balia delle auto che sfrecciano.
Si parte da Padova centro e percorrendo le piste ciclabili si punta a Sud-Est per intercettare prima possibile l'argine prima del Bacchiglione e poi del Piovego, sul quale si pedala in totale tranquillità su sterrato ben battuto, in compagnia di altri ciclisti e di pedoni. Da subito si domina la campagna sconfinata, interrotta solo dalla vista sulla zona industriale Padova Est, fino alla confluenza dei canali a San Pietro, in cui si segue il Brenta in direzione Strà. Si passa all'asfalto e, su strade secondarie anche piuttosto strette, si prosegue lungo il fiume tra le ville che si susseguono nei centri abitati. La prima è Villa Pisani, di cui è possibile percorrere il perimetro all'esterno delle mura. Si continua su asfalto tra le ville a dx e sx, concentrate soprattutto nei centri di Dolo, Mira e Oriago, tutte a breve distanza dal fiume dal quale il percorso ciclabile non si allontana. Ad Oriago si seguono i cartelli della ciclabile verso Fusina - Venezia, che si svolta a dx a fianco del canale navigabile del Brenta fino ad una trattoria, dalla quale si segue la strada principale che porta a Fusina, poco trafficata solo in alcuni mesi dell'anno. In breve si raggiunge il porto di Fusina, in cui si può prendere il vaporetto per Venezia o fermarsi al chioschetto nel prefabbricato del porto. Il ritorno avviene lungo il percorso dell'andata. Le strade condivise sono spesso strette, quindi anche se non trafficate necessitano attenzione.