lunedì 24 agosto 2020

Lago di Garda - Giro completo da Peschiera del Garda

19/21-08-2020
Km 85+50+61km=196km - Asfalto 60% - Sterrato 40%,  Condizione fisica: facile; Difficoltà tecnica: facile; Dislivello 800+550+100m
Percorso ciclabile attorno al Lago di Garda, che in teoria dovrebbe essere tutto ciclabile, ma in realtà ha diversi punti molto pericolosi. Diviso in tre tappe, da Peschiera del Garda a Tignale, da Tignale a Torbole con digressione ad Arco e chiusura. Fortemente sconsigliabile alle famiglie per i numerosi tratti pericolosi in mezzo al traffico.

Primo Giorno - 85km-800mdsl
Peschiera del Garda - Tignale
Si parte da Peschiera del Garda in direzione Sirmione il più possibile vicino alla riva del lago, che si abbandona quasi subito per tratti di ciclabile a fianco della strada principale che portano in breve alla penisola di Sirmione. Si è costretti ad abbandonare la bici fuori dalle mura, ma ci sono molte rastrelliere a cui legarla e un parcheggio custodito vicino ad un distributore. Breve visita al suggestivo borgo, per poi ripartire verso Desenzano, che si raggiunge sempre su ciclabile a fianco della strada. Superata la città si pedala a poca distanza dall'acqua, quasi sempre a vista, per poi percorrere un rilassante tratto di sentiero cementato lungolago da Padenghe a Porto Moniga. Da qui è necessario risalire verso Moniga e seguire la strada interna un po'troppo trafficata e stretta, per poi seguire indicazioni di una ciclabile sterrata a sx che passa per Solarolo e, su asfalto secondario con alcune rampe ripide attraversa Montinelle e Manerba per scendere di nuovo al lago a Porto Torchio e, per rimanere più vicino possibile alla costa con un saliscendi verso Porto San Felice. Si ritorna nell'entroterra fino a Portese ancora su asfalto secondario non trafficato, si scende a Porto Portese e, con il lago a vista fino a Porticcioli. Da qui si avverte l'avversione nei confronti dei ciclisti, con i vialetti lungolago proibiti alle bici, obbligando a seguire l'asfalto sempre più trafficato fino a Salò, in cui proseguono i divieti verso la costa, così è necessario zigzagare tra auto in coda e marciapiedi per poter superare la città di D'Annunzio, approfittando delle poche varianti costiere per poi ributtarsi nella mischia fino a Toscolano Maderno, con brevi tratti rilassati in pista dedicata. Altre brevi tratte nei paesi successivi per sfuggire al traffico (almeno qui le strade sono abbastanza larghe da avere qualche decina di cm tra la linea bianca e il guard-rail) e si raggiunge Gargnano, che si attraversa e a dx si imbocca Via Rimembranza, stretta asfaltata ma poco trafficata, con splendida vista sul lago, che termina con una sbarra e un divieto anche per pedoni e bici, invitando a risalire sulla principale strettissima Gardesana in cui nel frattempo inizia il tratto di gallerie. Chiaramente si procede sulla strada vietata, solo sporca per alcuni detriti franati, ma pedalabile nonostante la pendenza crescente necessaria per ricongiungersi alla principale. Qui una scelta tra una buia galleria senza banchina e una vecchia asfaltata molto ripida che sale ai paesini arroccati sopra la Gardesana. Ovviamente si sceglie la seconda e con fatica ma anche grande soddisfazione, con spendido panorama su lago e antiche limonaie si raggiunge il suggestivo borgo di Piovere di Tignale. Breve sosta per poi imboccare la provinciale che prima scende e poi sale a Oldesio e Gardola, frazione principale di Tignale. Le rampe oltre il 20% non si risparmiano nemmeno in paese, in cui termina la prima tappa.

Secondo Giorno - 50km-550mdsl
Tignale - Torbole
Si parte da Gardola di Tignale sulla provinciale in direzione Tremosine, con saliscendi continui in paesaggio montano, pur così vicini al lago. Si seguono le indicazioni per Limone del Garda scendendo velocemente su strada poco trafficata per evitare le numerose e pericolosissime gallerie. Punti panoramici meravigliosi si susseguono durante la discesa alla cittadina delle limonaie in cui i vicoli interni non sono proibiti alle due ruote, così si pedala in spiaggia e poi nei vicoletti (pedoni permettendo) per imboccare il Sentiero del Sole, ciclopedonale in salita che porta alla famosa e sbandierata "Ciclabile più bella d'Europa", un tratto di circa 5km di cui circa 2km a sbalzo sul lago, che permette di ammirare l'ambiente ed evitare alcune gallerie, ma termina bruscamente con una ringhiera e uno stretto passaggio prima di una galleria  buia e stretta sulla Gardesana, unica strada percorribile d'ora in poi. Certo, la ciclopedonale (più pedonale che ciclo) è ben realizzata ma è troppo breve e fine a se stessa, quindi una mezza delusione. Fanali e fegato per proseguire verso Nord alcuni km da evitare assolutamente con dei bambini in bici, fino a Riva del Garda, dove cambia decisamente la musica. Spazi pensati per le due ruote, piste ciclabili, servizi e negozi dedicati e un lungolago splendido. Si costeggiano le spiagge e i porticcioli fino al fiume Sarca in cui si incontra l'incrocio con una tra le più belle ciclabili della zona (questa volta senza sarcasmo) che porta a Trento, Bolzano e al Brennero. Per verificare quanto sia ben fatta decidiamo di raggiungere Arco, la prima cittadina a Nord. Per il ritorno si segue un percorso ciclabile alternativo che attraversa il fiume e con saliscendi tra susini e meli porta all'unico single-track del giro S3 roccioso e a gradoni, che rapidamente porta a Torbole, altro paradiso delle bici, paragonabile a Riva.

Terzo Giorno - 61km-100mdsl
Torbole - Peschiera del Garda
Si parte da Torbole verso Sud nel peggiore dei modi, con quasi 10km di Gardesana con alcune gallerie buie e strette, almeno un leggera discesa e a pochi metri dal lago. Alla prima possibilità si scende a dx su una ciclopedonale a servizio della spiaggia (per la maggior parte una stretta lingua di sassi non molto frequentata) che si può percorrere per molti km, interrotti solo in pochi porticcioli in cui è necessario portare la bici a mano. Poco prima di Torri del Benaco, a causa della dimensione della spiaggia e del fondo non praticabile è necessario risalire sulla Gardesana, con tratti molto stretti e molto traffico, fino oltre la cittadina-porto, risalendo fino a Punta San Vigilio (spettacolare e costosissima spiaggia su prato), per poi scendere su stretto vicolo a dx subito dopo il punto panoramico che si incontra più avanti. Si arriva in spiaggia su un sentiero ciclopedonale e alcuni bar molto accoglienti. Il meraviglioso sentiero prosegue e si allarga presso Lazise, cittadina che ricorda Venezia. Si prosegue sullo stesso percorso rilassante e si raggiunge in breve Peschiera del Garda.






Stazzo - Milo - parziale Percorso Etna Marathon - Rif. Citelli - Sentiero Citelli-Milo

11-08-2020
Km 62 - Asfalto 70% - Sterrato 30%,  Condizione fisica: impegnativo; Difficoltà tecnica: impegnativo (sentiero in discesa); Dislivello 1800m
Percorso con salita su asfalto da Stazzo (sul mare) a Milo (700m slm) con pendenza mai eccessiva, poi si segue il percorso della Etna Marathon MTB che parte dalla piazza del paese e su asfalto, lastricata e sterrato soprattutto nel bosco sale ripida lungo le pendici del vulcano, che si abbandona per un ultimo tratto che porta al Rif.Citelli. Discesa su sentiero enduro S2/S3 per diventare sterrata negli ultimi km che porta a Milo. Discesa al mare sull'asfalto dell'andata.
Si parte da Stazzo e si sale attraversando Mangano, Santa Venerina, Zafferana Etnea sotto il sole, per essere un po'riparati dal bosco fino a Milo. Si oltrepassa la piazza salendo e si prosegue dritti fino ad un casolare con rampa ripida asfaltata a sx, tra gli agrumi, poi lastricata con pietra lavica attraversando un paio di antiche e suggestive colate. Si raggiunge un incrocio tra due strette carrarecce e si segue a dx tra gli ultimi alberi di limoni per poi immergersi nel bosco fitto, al fresco, su sterrato a tratti sconnesso e con pendenze medie importanti, con alcuni respiri. Si sale sulla principale e si raggiunge l'asfalto che porta al Rif.Citelli, che si prende in discesa a dx per 100m e si risale oltre la sbarra a dx su fondo simile al precedente. Aumentano i saliscendi e non si punta alla cima fino ad incrociare una sterrata più larga che risale e diventa asfalto riportando alla principale per il rifugio. Il percorso scenderebbe decisamente oltre la Grotta dei Ladroni, ma il richiamo del Rifugio Citelli è troppo forte e lo si raggiunge in soli 2km di asfalto, si lascia a dx la deviazione verso Piano Provenzana e con media pendenza si raggiunge la terrazza naturale a quota 1730m dalla quale si ammira il mare, vicinissimo. Breve sosta e si scende su asfalto fino alla prima curva e al cartello in legno "Citelli Serracozzo" si scende a sx su sentiero enduro (Trail Citelli), molto scavato e a tratti piuttosto ripido, con fondo sdrucciolevole e punti con radici e rocce insidiose. Si sbuca su sterrata che si segue a dx in discesa fino poco oltre ad una curva parabolica, oltre la quale si prende il sentiero a dx, con il medesimo fondo. Si incrocia una vecchia lastricata che si segue a dx fino a che ridiventa sentiero paragonabile al precedente. Sempre immersi nel bosco si finisce in una radura con un edificio in pietra, mentre il tracciato diventa un po'più scorrevole. La sterrata che scende dalla radura è piuttosto sconnessa e porta ad un incrocio in cui si sceglie la lastricata che risale a dx, per proseguire su un sentiero molto scorrevole e estremamente veloce, con alcuni salti evitabili, meno pendente e con fondo compatto. Si sbuca su sterrata che a dx porta in relax a Milo, dal quale si scende sull'asfalto dell'andata.

Opzione 2
Salita su asfalto da Milo al Rif.Citelli e discesa sul sentiero-carrareccia che salta alcuni km di asfalto e si riallaccia alla sterrata di salita del giro precedente


lunedì 3 agosto 2020

Camporosso - Val Bartolo - Feistritzer Alm - Monte Osternig - Sella pleccia - Rif. Gortani - Malga Priu - Ugovizza

01-08-2020
Km 36 - Asfalto 20% - Sterrato 80%,  Condizione fisica: impegnativo; Difficoltà tecnica: medio impegnativo; Dislivello 1500m
Giro cicloalpinistico estremamente panoramico con salita su sterrato fino al Monte Acomizza, saliscendi fino a Feistritzer Alm, sentiero quasi tutto a spinta fino alla cima del Monte Osternig, discesa allo stesso paesino su sentiero S1/S2 e fondo roccioso, saliscendi in sentiero fino al Rifugio Nordio, asfalto in discesa fino al primo guado per risalire su sterrata e sentiero fino a Malga Priu e discesa su sentiero a Ugovizza, ciclabile di chiusura.
Si parte da Camporosso (park Lussari), si sale in Val Bartolo e si prosegue fino al primo incrocio, in cui si svolta a sx per salire su sentiero e poi su sterrata verso il Monte Acomizza, con panorama sulla valle del Gail, Pendenza media con respiri fino alle case in prossimità della cima e poi si scende fino a Sella Pleccia con un breve e divertente freeride su prato per evitare la carrareccia, si risale blandamente sulla stessa e, poco dopo l'apparizione delle casette di Fiestritzer Alm sul versante erboso, la si raggiunge per una breve sosta. A Nord si staglia il Monte Osternig che si scala solo in parte pedalando con grande difficoltà e poi, nella parte centrale del sentiero, spingendo con altrettanta fatica, permettendo di risalire in sella solo negli ultimi metri. Si raggiunge la fortificazione in pietra e si sale a piedi per poco fino alla cima. In cresta si può pedalare lungo tutto il sentiero panoramico su entrambe le valli e, in corrispondenza della croce in ferro, inizia la discesa. Evitando il sentiero verso Est (sconsigliabile anche a piedi) si scende a Ovest su fondo sconnesso e a tratti su rocce instabili (S2) fino alla fortificazione, poi molto più veloce e fluido. Pochi tornanti su pietre e prato e si raggiunge velocemente Fiestritzer Alm, da cui si sale verso la chiesetta della Madonna della Neve, al di là della piccola sella che sovrasta il paese a Sud. Discesa breve fino alla chiesa e poco dopo giù su sentiero S1/S2 e prato fino a Sella Pleccia. Muovendosi verso il bosco si intravede una traccia che da prato diventa fondo di aghi, radici e pietre, interrotto da alcuni canali d'acqua nella prima parte e rallentato da fonti fangose in seguito, ma sempre piacevole e mai troppo pendente. Si tratta del vecchio sentiero che porta al Rif.Nordio, Si raggiunge la strada che scende la valle Pleccia e si congiunge alla valle d'Uque e al primo guado a dx si sale in direzione Rif.Gortani, su carrareccia mai troppo pendente. Gli ultimi metri sono su fondo asfaltato, si supera il rifugio e alla prima a dx verso Malga Priu Via Alta, di cui si imbocca il sentiero che scende subito a sx. In breve si sbocca su asfalto, in discesa a sx e subito a dx su sterrato, si oltrepassa il ponte e si sale un po' più ripidamente ma senza soffrire a lungo fino a Malga Priu. Meraviglia alla vista la piccola conca in cui è collocata e le case sospese sugli alberi di forma ovulare. Per scendere sul sentiero è necessario tansitare nel recinto degli Highlander e oltrepassare un cancello, poi bosco e divertimento assoluto con uno dei sentieri più fluidi della zona. Al bivio si svolta a sx in direzione Ugovizza, mentre dritti si percorrerebbe il sentiero panoramico per raggiungere la stessa meta. Si continua in fluidità con tornanti larghi e fondo solo a tratti sconnesso. Raggiunta Ugovizza si risale lungo la ciclovia Alpe Adria.

lunedì 27 luglio 2020

Ampezzo - Forni di Sotto - Forca Zauf - Monte Priva - Monte Brutto Passo - Forcella Montouf - Passo Pura

25-07-2020
Km 35 - Asfalto 30% - Sterrato 70%,  Condizione fisica: impegnativo; Difficoltà tecnica: impegnativo; Dislivello 1700m
Giro cicloalpinistico estremamente panoramico ed impegnativo con salita su asfalto fino a Forni di Sotto, salita su sterrato sulla mulattiera fino al termine della stessa e poi a spinta su sentiero fino a Forca Zauf, poi parzialmente in sella in cresta fino a Monte Brutto Passo e discesa con alcune risalite su sentiero fino al Passo Pura, ultima discesa su sentiero molto scorrevole fino al parcheggio.
Si parte dal parcheggio presso l'albergo Pura e si risale la SS52 verso Cima Corso e dopo aver scollinato si scende fino in prossimità della galleria; sulla sx si prende la vecchia strada per Forni di Sotto chiusa al traffico (un paio di aggiramenti) e si esce sulla statale poco prima del centro abitato. Attraversato quest'ultimo, sulla destra si imbocca la strada per il cimitero e, seguendo le indicazioni "Falesie" incomincia la salita che da lì a presto abbandona il tratto asfaltato. La carrareccia contrassegnata dal segnavia CAI 214 si inerpica con pendenze importanti fino ai fienili Preson, diventando solo successivamente più abbordabile con pendenze attorno al 10%. Giunti a quota 1.950, poco prima del termine della carrareccia, sulla sinistra si prende la traccia di sentiero non segnalata ma ben battuta che risale il p.sso Zauf. Con bici in spalla o a spinta si scollina a m. 2.032 prima di scendere al passo ed iniziare la traversata in cresta con brevi risalite in un contesto alpino meraviglioso. Si attraversa il Monte Priva, il Brutto Passo fino a giungere alla forcella Montouf. Da qui si scende lungo il sentiero CAI 215 (sent. Tiziana Weiss), completamente ciclabile anche se la difficoltà tecnica aumenta leggermente (S2). Passando sotto le maestose pareti del M.te Tinisia, superata la c.ra Tintina si perviene al p.sso del Pura. Oltrepassato il rifugio Tita Piaz si scende sull'asfalto ignorando la prima stradina a destra che porta alla malga Pura ed imboccando subito dopo la seconda carrareccia dove si scorge subito sulla sx una marcata mulattiera che scende nel bosco. Il sentiero è privo di segnalazioni ma si presenta sin dall'inizio largo e ben marcato. Esce per un breve tratto sulla strada (20m.) per poi riprendere il sentiero che scende con comodi tornanti (single track S1/S2) fino a raggiungere la strada asfaltata che sale al Pura. Si scende un centinaio di metri fino a raggiungere il parcheggio. 




Aggiornamento 30-05-2026
Partenza da Cima Corso, percorso tutto percorribile e, in alto, in parte pedalabile finchè gli animali al pascolo non devastano il sentiero, di cui sono rimasti i segni dall'autunno precedente. Variante all'incrocio a Forca di Montouf, davanti alla Punta dell'Uccel, invece di andare dritti sotto il monte si risale brevemente a sx per poi scendere su sentiero fluido e veloce, alternato a un paio di rampe in salita, ultima parte più stretta e divertente, mai troppo impegnativa, fino a Casera Tintina. Successiva variante da Passo Pura, ove si risale a dx per una breve intensa salita su sterrata scassata fino all'imbocco del Sent. della Salina CAI237, fluido all'inizio e poi dissestato con rocce mobili, una grossa frana da superare con attenzione, dapprima con traccia stretta e poi in un largo e irregolare canalone coperto di foglie che nascondono le rocce mobili. Ultima parte su carrareccia che porta velocemente al park di Cima Corso.

martedì 21 luglio 2020

Cleulis - C-ra Pramosio - Cima Avostanis - C.ra Pal Grande - CAI 402

18-07-2020
Km 22,5 - Asfalto 20% - Sterrato 80%,  Condizione fisica: impegnativo; Difficoltà tecnica: impegnativo; Dislivello 1400m
Si parte dal parcheggio presso l'abitato di Cleulis di Timau in prossimità della salita con indicazione Casera Pramosio; la strada inizialmente è dolce e con una leggera pendenza e risulta completamente sterrata seppur in promiscuità con il traffico veicolare. La si percorre nel bosco per circa 7 km sbucando poi sulla piana della casera di Pramosio dopo 700 m. di dislivello; un po' di riposo prima di riprendere la seconda parte della salita, che ci porta al lago di Avostanis con pendenze molto forti, su cemento, ciottolato, strada bianca, qualche pezzo a spinta dove la pendenza e la strada dissestata non permettono di stare in sella (5-10 minuti a spinta); giunti alla casera Pramosio Alta con vista sullo splendido laghetto e la bella parete per gli arrampicatori, bici in spalla per circa 30min fino alla forca tra monte Avostanis e Creta di Timau (seguire indicazioni CAI 402) a quota 2060; abbandonata la bici si prosegue a piedi per raggiungere la cima dell'Avostanis, in 13 min di cammino per godere del panorama unico e spettacolare a 360°.  Una volta scesi ci si prepara per la discesa inizialmente molto tecnica S3 con tratti S2 ed alcuni tratti a spinta tra le pietre di una vecchia frana, poi un piccolo tratto dolce fino al raggiungimento della C.ra Pal Grande di Sopra per scendere poi ad un ricovero di guerra, e poi si riparte con una discesa impegnativa, sempre s3 con piccoli tratti s2 fino ad un bivio dove si scende a sx attraversando un ponticello di legno; si scende lungo il torrente Rio Gaier tra un percorso acciottolato e pendente nella prima parte per poi diventare veloce e scorrevole in gran parte del fondo in ciottolato di una vecchia mulattiera di guerra senza comunque mai riposare, poi al bivio laghetti svoltiamo verso Timau, piccola risalita a spinta 5 min circa.. e poi giù fino a Timau con un divertente single track in S2. Sbucati sulla statale a Timau si prosegue fino al parcheggio.

lunedì 13 luglio 2020

Basovizza - Lokev - Dolnje Lezece - Monte Auremiano (Vremščica) - Torrente Reka - Matavun

11-07-2020
51km  - Asfalto 20% - Sterrato 80%, Condizione fisica: medio impegnativo. Difficoltà tecnica: medio impegnativo. Dislivello 800m

Si parte dal parcheggio presso il valico di Sezana subito dopo Basovizza prendendo il sentiero che si stacca
dalla strada che sale a Monte Cocusso immediatamente dietro il casinò. Si percorre questo sentiero alternato 
a tratti di carrareccia fino a Lokev dove, attraversato il paese, si gira a dx per poi prendere a sx una stradina secondaria che porta verso Divaca non prima di aver attraversato un sottopasso ferroviario particolarmente impegnativo. Giunti sull'asfalto si attraversa statale e autostrada in direzione di Dolnje Lezece per poi svoltare a sx verso l'aerocampo. Si mantiene la direzione del percorso con indicazione Vremscica attraversando anche un campo di fieno e di nuovo la ferrovia. Inizia finalmente la salita al monte Auremiano con pendenze attorno all 8-9% e buon fondo. Dopo 4,0 km al bivio  si sale a destra in direzione delle cime e si esce dal bosco con lo sguardo che inizia a spaziare, la pendenza si smorza trasformandosi in leggera discesa prima di risalire bruscamente verso Bukov vrh prima ed infine, con una rampa dove la pendenza costringe a scendere di sella, 
verso Velika Vremscica (m.1.027). Dalla cima si prende il sentiero indicato come Magajonova pot che rimane come riferimento; il single track si snoda nel bosco con tratti di pietre carsiche che lo rendono tecnico. Si sbuca presso una malga-rifugio. Si prosegue lungo la carrareccia fino quasi al bivio precedente dove si risale a sx verso le cime fino ad arrivare al bivio segnalato dai cartelli. Da lì si prende in discesa il Magajnova Pot che attraversa la strada fino a giungere alla ferrovia, la si attraversa e si prosegue su sentiero fino a Famlje. Giunti al paese si prosegue su asfalto verso Vremski Britof per poi scendere al torrente Reka. Da qui si intraprende un tortuoso percorso lungo la sponda destra del torrente che porta nella sua gola; dopo il primo tratto ciclabile inizia la parte di portage dove dei tornanti scalinati consentono di recuperare improvvisamente quota e risalire al rudere del castello di Skolj; dal castello un sentiero insidioso riporta giù al torrente da dove un tratto ciclabile con salita finale porta prima a Betanja e poi a Skocjan riprendendo l'asfalto a Matavun che si segue per arrivare a Lokev (pausa pranzo Gostilna Prunk). Infine per strada e per sentierino finale si rientra in Italia.


martedì 7 luglio 2020

Timau - Rif.Marinelli - Monte Floriz - Forcella Plumbs - Malga Floriz alta - CAI161

04-07-2020
25km  - Sterrato 100%, Condizione fisica: impegnativo. Difficoltà tecnica: medio impegnativo. Dislivello 1500m
Itinerario cicloalpinistico con salita ripida su sterrato fino al rif. Marinelli, spinta alternata a sella su sentiero fino in cima al Monte Floriz, discesa su sentiero veloce e spettacolare fino a Malga Floriz alta, poi breve risalita su sterrato e discesa su sentiero impegnativo su CAI161.
Si parte dalla diramazione della SS552 bis, che sale al Passo di Monte Croce Carnico, che si stacca dal secondo tornante dopo la Casetta in Canadà a quota 1083 m. La carrareccia si inerpica lasciando la cava sulla sx e procedendo nei primi tornanti. Si segue la segnaletica del CAI 148 e poco dopo iniziano le rampe in cemento che contraddistinguono le pendenze massime. Attraversata C.ra Val di Collina le rampe si fanno importanti e rettilinee e dopo c.ra Plotta il terreno si fa più dissestato accentuando la difficoltà in salita pur rimanendo comunque pedalabile (pendenze del 15-18%). L'ultimo km è di sentiero esposto, piuttosto largo ma con grosse pietre che porta a raggiungere il rifugio Marinelli a quota 2.122 m. Dopo una meritata pausa, dalla forcella Morareet si prosegue con bici in spalla salendo lungo il sent. CAI 174 (un leggero avvallamento risulta ciclabile) per raggiungere in circa 20 minuti la cima del Monte Floriz (m. 2184). Dalla cima un freeride in cresta  permette di ricollegarsi al sentiero che ci conduce a f.lla Plumbs dove si imbocca a sx una traccia che conduce a C.ra Floriz Alta in un ambiente verdeggiante. Dalla casera si prende una traccia sulla sx in direzione C.ra Plotta che non raggiunge perché si scende sulla dx costeggiando il rio di Collina, giungendo su una carrareccia contraddistinta dal sent. CAI 175 che si percorre fino a c.ra Collina Grande tagliando sui prati gli ultimi tornanti. Da qui una traccia conduce a C.ra Val di Collina attraversando prima un ponticello di legno sul rio di Collina e poi una piccola frana su un suo affluente. Prima di giungere alla casera si svolta a dx procedendo sul sentiero nel bosco fino ad uscire sulla carrareccia dell'andata. Una piccola risalita sulla sx permette di raggiungere l'imbocco del sent. CAI 161 con finale impegnativo, pendente e particolarmente dissestato, fino all'arrivo al parcheggio.