sabato 10 agosto 2024

Bohjini - Monte Vogel - Planina Razor - Tolmino - Most na Soci

10-08-2024
Km 42 - Asfalto 20% - Sterrato 40% - Sentieri 40%,  Condizione fisica: impegnativo; Difficoltà tecnica: impegnativo; Dislivello 900meccanizz+800m
Percorso cicloalpinistico estremo, organizzato utilizzato il treno Nuova Gorica - Jesenice all'andata e ritorno, con primo tratto in ciclabile, funivia, rampe ripide su sterrato, tratti di portage, un sentiero attrezzato, altri tratti molto fisici e poi il sentiero in discesa parzialmente ciclabile e molto panoramico, molto tecnico, che poi diventa più semplice, ultima parte si strade e tagli su sentiero.
Si sfrutta il treno Nuova Gorica - Jesenice, utilizzato all'andata fino a Bohjini, trasferimento in comoda ciclabile nei pressi del lago di Bohjini, fino alla funivia che porta alla prima stazione del Vogel, seguita da salita al limite della pedalata e con tratti a spinta sulle piscte di sci fino a Visoki Orlov rob, poi a tratti portage e brevi pedalati in saliscendi su sentieri rocciosi, compresa una discesa difficoltosa con gradini e roccia scivolosa, fino ad arrivare ad un breve tratto attrezzato in salita praticamente verticale, seguito da saliscendi parzialmente pedalati e un ultimo portage per la sella accanto alla cima del Vogel. Con un panorama unico si prosegue su una traccia su ghiaione instabile, poi su sentiero stretto molto tecnico tra rocce e mughi, a tratti esposto, con alcuni saliscendi, piuttosto lungo e fisico, per poi entrare nel bosco e diventare scorrevole con fondo in terra, fino a Planina Razor. Da qui si passa da strada a tagli di varia difficoltà su sentiero, di cui il più impegnativo, solo in parte ciclabile, porta a Zadlaska Jama sulla strada della forra del Tolminska, che si segue fino a Tolmin e poi su ciclabile e strade secondarie fino alla stazione di Most na Soci, ove si riprende il treno.
Filmato percorso

sabato 3 agosto 2024

Canale d'Agordo - Falcade - Monte Pradazzo - Passo Valles - Forcella Veneglia - Baita Segantini - Passo Rolle - San Martino di Castrozza - Passo di Rosetta - CAI756 - Capanna Cima Comelle

03-08-2024
Km 50 - Asfalto 20% - Sterrato 20% - Sentieri 60%,  Condizione fisica: medio impegnativo; Difficoltà tecnica: impegnativo; Dislivello 2000meccanizz+950m
Variante del giro descritto qui.
Percorso cicloalpinistico estremamente panoramico alle Pale di San Martino con salita su ciclabile fino a Falcade, funivia fino al Monte Pradazzo, discesa su sentiero fino a Passo Valles, salita a spalla a Forcella Veneglia, discesa su sentiero di media difficoltà, risalita su sterrata a Baita Segantini, discesa su sentiero di media difficoltà fino a San Martino di Castrozza, salita con cabinovia fino alle Pale di San Martino (Passo di Rosetta) e discesa su sentiero CAI756 quasi tutto su roccia e poi nel bosco più veloce e scorrevole fino a Capanna Cima Comelle e trasferimento fino a Canale d'Agordo.
Si parte da Canale d'Agordo, si sale su piacevole ciclabile fino a Facade, ove si prende la funivia che porta a Monte Pradazzo, da cui si scende quasi subito su sentiero erboso di media difficoltà e molto panoramico fino a Passo Valles e si inizia subito a spingere su sentiero a tratti ripido, per più di metà della salita, con un panorama splendido sulla valle, per circa 1km, fino all'erbosa forcella Venegia. Inizia la discesa in costa su sentiero in erba e terra, sconnesso e a tratti insidioso a causa del passaggio del bestiame, molto panoramico e divertente. Alcuni attraversamenti di rigagnoli e si giunge alla sterrata che sale all'ombra delle Cime e dei Campanili delle Pale di San Martino, con pendenza media e costante, fino a Baita Segantini, seguita dalla discesa su sentiero a fianco della strada e poi a sx in freeride evitando i sentieri proibiti, terreno facile e mai troppo veloce, passando accanto a Capanna Cervino e giù fino a Passo Rolle. Si attraversa l'asfalto e si prosegue nel cantiere di una nuova strada (che ha devastato il sentiero precedente) per poi proseguire su un sentiero allargato (o stretta carrareccia) molto veloce che riporta all'asfalto, tagliabile con dei brevi tratti tecnici molto divertenti su fondo mosso, per poi raggiungere San Martino di Castrozza nei pressi della stazione della funivia. Si sale in 2 tratte, di cui l'ultima è in cabina (molto larga, spazio per oltre 10 bici e riders) e si raggiunge in breve quota 2700m alla Stazione di Rosetta. Panorama mozzafiato, grigio e nero, pura roccia. Con la precedenza ai pedoni e con attenzione si scende un po'lungo il sentiero e un po'scegliendo altre linee migliori con meno gradoni fino al Passo di Rosetta e al Rifugio Rosetta, su una forcella che si affaccia sulla valle. Si svolta a dx sul sentiero CAI756 su rocce mosse e alcuni passaggi ripidi, immersi in questo paesaggio lunare, in continuo saliscendi, sempre dominati dalle cime circostanti. Alcuni tratti vagamente esposti si alternano a distese di rocce più o meno compatte con la traccia sempre visibile. Il forte rischio di foratura è l'unico lato negativo del trail, uno dei più spettacolari mai visti in tanti anni di MTB. Dopo circa 5km si scende un po' più decisamente con tratti più tecnici e le prime tracce di vegetazione oltre ai ciuffetti di muschio, alternando tratti veloci a tecnicismi. Ci si immerge nel bosco e il fondo cambia ma la difficoltà rimane medio-alta a causa degli scalini artificiali e porta alla casera nei pressi di Forcella Cesurette, oltre la quale la scorrevolezza e la velocità del tracciato aumenta con la velocità fino a raggiungere Capanna Cima Comelle. Da qui su carrareccia e asfaltata secondaria si raggiunge Canale d'Agordo.

sabato 27 luglio 2024

Resiutta - Chiusaforte - Sella Nevea - Bila Pec - CAI632 - Sella Grubia - CAI634 - Ta na Rawni - sent.di Matteo - Stolvizza di Resia

27-07-2024
52km, 50% asfalto-50% sterrato. Dislivello 2000m (700m funivia), Condizione fisica: impegnativo; Difficoltà tecnica: molto impegnativo
Percorso cicloalpinistico (alternativa al giro descritto qui) con lunga salita su asfalto, funivia fino al rif.Gilberti, a spalla fino a Bila Pec e parziale ciclabilità fino a Sella Grubia, discesa su sentiero parzialmente ciclabile e molto tecnico fino a Ta na Rawni, divertente sentiero fino a Stolvizza e asfalto in leggera discesa e falsopiano per chiudere.
Si parte da Resiutta e si sale sulla ciclabile fino a Chiusaforte e asfalto un po' trafficato fino alla funivia di Sella Nevea, salita meccanizzata fino al rif. Gilberti, bici a spalla fino a Bila Pec voltandosi spesso per godere dello splendido paesaggio, poi il meraviglioso e lungo sentiero CAI632 fino al biv. Marussich, a Sella Grubia. all'incrocio si prende il sentiero a sx CAI634 e si scende su traccia incerta e molto tecnica con rocce mobili sotto l'erba, con vista sulla valle molto panoramica, che distrae lungo il 50% di sentiero da fare a piedi, esposto e con fondo insidioso. La ciclabilità migliora dai ruderi di casera Grubia, dove si vede traccia di manutenzione e in saliscendi si prosegue verso Ta na Rawni, borghetto molto carino dal quale parte il Sentiero di Matteo che scende fluido e piacevole tra tornanti e slalom tra gli alberi fino a Stolvizza. Da qui solo asfalto fino a Tigo, dove si può scegliere se proseguire o prendere la nuova ciclabile a sx del fiume fino a Povici di Resiutta.

giovedì 25 luglio 2024

Opatjia (Abazzia) - Parco di Ucka - Racja Vas - Raspor - Dane - Jelovice - Podgorje - Kozina - Basovizza - Opicina

25-07-2024
80km, 50% asfalto-50% sterrato. Dislivello 1380m, Condizione fisica: medio impegnativo; Difficoltà tecnica: facile
Percorso di ritorno dopo aver sfruttato il nuovo collegamento ferroviario Opicina-Opatjia, su asfalto su strade secondarie e sterrato, in saliscendi continui nel bosco dell'entroterra istriano.
Si parte dalla stazione di Matulj-Opatjia, si attraversano i binari a raso (!!!) e si prende un sentierino tra gli orti per sbucare su una strada asfaltata che sale dolcemente verso il massiccio di Ucka, tra paesini e bosco, con pochi scorci sul mare, fino ad un incrocio a 10km in cui si svolta a dx su sterrata compatta in leggera salita che prosegue nel bosco sempre più fitto, frequentato pochissimo e rumori di selvaggina. Si susseguono faggete, zone con pini marittimi e successivamente abeti, con un tratto asfaltato, poi di nuovo sterrato compatto fino al km20 in cui si scollina e un cartello indica la Ćićarija (Ciceria), inizia un po' di discesa e il terreno ghiaioso diventa più sconnesso, si apre la radura e si possono ammirare le colline a tratti brulle di questa zona marrone-verde. Saliscendi su terreno non sempre semplice, dentro e fuori dal bosco, con scorci sulla valle molto panoramici. Si scende sempre con lo stesso fondo fino a trovare l'asfalto a Racja Vas, si continua su stradina stretta e deserta fino a Dane, dopo al quale al primo tornante si prosegue dritti su carrareccia con fondo dissestato su erba e sassi in saliscendi, breve digressione fino a Jelovice, ultimo borgo d'altri tempi prima della frontiera, che si trova durante la seguente discesa su asfalto molto veloce che porta a Podgorje, dopo la quale si abbandona l'asfalto e, in saliscendi su sterrato, si passa per Presnica e si sale qualche rampa arrivare nei pressi di Kozina, ove si imbocca la ciclabile Cottur (attenzione al divieto per le bici nel primo tratto di asfalto) che si abbandona a Draga per la provinciale asfaltata che conduce, con un paio di possibili varianti su semplici sentieri, a Basovizza, che si attraversa per prendere l'asfalto principale che passa per Padriciano, per poi su sentierini e sterrate si passa accanto a Trebiciano e si arriva a Opicina. Attenzione ai pochi segnali che conducono alla stazione.

sabato 20 luglio 2024

Varmo - Caorle - Jesolo - Ciclabile del Sile - San Donà

20-07-2024
120km, 50% asfalto-50% sterrato. Dislivello 400m, Condizione fisica: medio impegnativo; Difficoltà tecnica: facile
Percorso cicloturistico su ciclabili, asfalto e sterrati compatti (con brevi varianti su sentiero) nella bassa friulana e veneta, a breve distanza dal mare, spesso distante dal traffico, attraversando le due località turistiche venete.
Si parte da Madrisio di Varmo, si attraversa il ponte su asfalto e si prende l'argine dx del Tagliamento e tra Pordenonese e Veneto su argine erboso si attraversa l'asfalto a Latisana e si prosegue su argine fino all'asfalto nei pressi di Cesarolo. Poco dopo l'incrocio per il paese si svolta a dx su sterrato e con un zig-zag (con alcuni segnali di ciclabile) si raggiunge la laguna non lontano dalla Brussa, su argine erboso con semplice sentiero si aggirano i canali e si raggiunge l'asfalto della Brussa, che si abbandona subito a dx verso Caorle, si risale su secondarie fino a Sindacale per attraversare il canale e si ridiscende su sterrate fino a Maranghetto, dove si svolta a sx su asfalto e tratti sterrati di ciclabile (non si percorre la trafficata statale) si raggiunge il centro di Caorle, piacevole da attraversare, per prendere il simpatico traghetto per 50m (2Euro) per Porto Santa Margherita, ove si prosegue sulla ciclabile, superando Duna Verde e addentrandosi a sx a Villaggio Baleno, da cui si prosegue a dx su bellissimo sterrato e piacevoli ma a tratto troppo selvaggi sentieri a 2 passi dal mare, fino ad arrivare sotto il cavalcavia della strada di Eraclea. Meglio risalire a piedi sulla strada, attraversare il canale e proseguire per Cortellazzo e Lido di Jesolo, scegliendo la strada meno trafficata, per poi risalire su ciclabile accanto alla strada verso Jesolo, si attraversa il Sile e si risale su asfalto secondario fino a Caposile, per poi imboccare la ciclabile del Sile, non perfettamente pulita ma piacevole, che porta in pochi km a San Donà, dove si prende il treno per il ritorno.

sabato 13 luglio 2024

Erto - Rif. Maniago - CAI381 - C.ra Bedin - Cava Buscada

13-07-2024
38km - Asfalto 40% - Sterrato 40% - Sentieri 20%, Condizione fisica: impegnativo. Difficoltà tecnica: impegnativo. Dislivello 1260m
Percorso cicloaplinistico con salita su asfalto, sterrato e sentiero fino al Rif. Maniago, sentiero in saliscendi con molti tratti portati fino a Cava Buscada e discesa su sentiero molto tecnico fino a Erto.
Si parte da Erto e si sale su asfalto fino a Casera Mela, si continua a salire su sterrato in ambiente selvaggio con splendidi panorami, la strada diventa sentiero CAI381 poco pedalabile fino al Rif.Maniago, ove di gode di un'ottima vista e si riempiono per l'ultima volta le borracce. Si ridiscende dallo stesso sentiero, semplice con fondo in terra e ghiaia, poi all'incrocio a dx in saliscendi continuo in direzione Casera Bedin. Molti rilanci anche ripidi e fondo in terra tra l'erba con rocce affioranti, non tutto pedalabile, molto appagante alla vista. Dalla casera si prosegue con parte iniziale più sulla sella, esposto e mediamente tecnico, con passaggi non da sella, con alcuni tratti di portage molto ripidi, con ultima parte molto fluida e veloce nel bosco, molto divertente. Si raggiunge la sterrata che sale a Cava Buscada e al vicino rifugio, si sale all'entrata della cava ora Museo Industriale a cielo aperto. Il sentiero della discesa inizia su un tornante, molto impervio, per poi diventare più affrontabile nonostante il fondo in sassi molto cedevole, simile a un canale di ghiaia tra i cespugli e il bosco, con tratti molto ripidi, sembra di correre sulle uova. Solo brevi tratti più fluidi nel bosco e dopo un'ultima parte ghiaiosa si raggiunge il paese dove si chiude l'anello.

sabato 29 giugno 2024

Sappada - Sorg.Piave - Rif.Calvi - Passo Sesis - M.Oregone - CAI134 - ValVisdende - Orrido dell'Acquatona

29-06-2024
38km - Asfalto 40% - Sterrato 40% - Sentieri 20%, Condizione fisica: impegnativo. Difficoltà tecnica: impegnativo. Dislivello 1440m
Percorso cicloalpinistico con salita su asfalto alle sorgenti del Piave, su ripidissima cementata e sterrata al rif.Calvi, a spalle fino al passo Sesis, su sentiero pedalato fino alla ex caserma a passo Oregone, a spalla fino alla cima del Monte Oregone, discesa su poco pedalabile CAI134, sterrata e asfaltata in Val Visdende per chiudere l'anello.
Si parte da Sappada, si risale su asfalto a Cima Sappada e su trafficato asfalto mediamente ripido fino alle sorgenti del Piave, da cui inizia la ripidissima salita cementata e sterrata mossa al rifugio Calvi, splendido panorama. Si carica sulle spalle la MTB e si sale su ghiaia mossa al passo Sesis, oltre il quale per poco si spalleggia a sx per poi pedalare su sentiero super panoramico fino al Passo Oregone, alla ex-caserma della finanza, da cui si sale a spalla brevemente per la cima del Monte Oregone. Pamorama a 360° sulle dolomiti e si scende su fondo roccioso smosso, poi si imbocca il CAI134 ricco di vegetazione e per nulla frequentato, con molti punti esposti, in particolare negli impluvi, con fondo in terra nascosto dall'abbondante vegetazione. Poco pedalabile ma molto gratificante per il panorama. Ultima parte divertente ma breve, poi su sterrata che ha spazzato via i sentieri dopo il disboscamento di Vaia, che non dà spazio a altre digressioni, per poi imboccare l'asfalto che sale a media pendenza fino al ponticello dell'Orrido dell'Acquatona, da cui si sale poco per scendere su sterrata lungo il Piave e sulla ciclabile asfaltata che in pochi km porta a Sappada.